03/04/2026
“Ho paura.”
Forse non è la prima cosa che dici, ma è proprio quello che senti.
Non tanto dell’intervento e non solo del risultato.
Ma di quel momento preciso: quello in cui entri in sala operatoria e lasci, per qualche ora, il controllo.
È una paura che conosco bene.
La vedo ogni giorno negli sguardi, nei silenzi, nelle mani che si stringono un po’ di più.
E non va minimizzata. Non va corretta. Va semplicemente accolta.
Perché sì, la sala operatoria può fare paura.
Ed è del tutto normale.
Ma quello che spesso non si vede è cosa succede davvero lì dentro.
Non è un luogo freddo.
Non c’è distanza, ma presenza, attenzione, empatia.
Ci sono voci basse, gesti coordinati, persone che sanno esattamente cosa stanno facendo.
È un ambiente dove ogni dettaglio è stato pensato prima ancora che tu entrassi.
E mentre tu vivi quel momento come un salto, per noi è un percorso già tracciato, studiato fino al minimo dettaglio.
Io non ti chiederò mai di non avere paura.
Ti chiederò solo di non viverla da solo.
Perché la fiducia non nasce dall’assenza di dubbi.
Nasce quando senti che qualcuno li accoglie, li comprende e ti aiuta a superarli.
La chirurgia plastica non è un insieme di gesti tecnici: è un viaggio condiviso.
Un percorso fatto di ascolto, di dialogo, di fiducia reciproca.
Ogni paziente che si affida a me, con la sua storia e la sua verità, mi ricorda ogni giorno quanto questo lavoro sia umano, profondo, irripetibile.