27/02/2022
LA SINDROME DELL’IMPOSTORE
Col termine SINDROME DELL’IMPOSTORE si fa riferimento a un fenomeno descritto alla fine anni ‘70 dalle psicologhe Pauline Clance e Suzanne Imes.
Consiste nella PERCEZIONE DI UN’ESPERIENZA INTERNA DI NON MERITEVOLEZZA DEL SUCCESSO PERSONALE.
In questa condizione, le capacità e le abilità personali sono costantemente sottostimate e si sperimenta la sensazione di NON MERITARE I RISULTATI POSITIVI RAGGIUNTI.
Il nome deriva da un elemento centrale: la sensazione, più o meno generalizzata, di INGANNARE GLI ALTRI.
Il fenomeno, in origine, è stato studiato come caratteristico di donne che ricoprivano posizioni di successo ma, attualmente, le differenze di genere non appaiono particolarmente rilevanti: è comune riscontrare tale condizione in persone che rivestono posizioni sociali e lavorative importanti.
Il paradosso tipico della Sindrome dell’Impostore riguarda proprio il fatto che, qualunque sia il successo raggiunto, questo non sarà mai abbastanza per mettere in discussione il vissuto di “immeritevolezza” soggettiva di base sperimentato.
Tale convinzione risulta impermeabile alle evidenze contrarie per la presenza di distorsioni cognitive che comportano una COSTANTE MINIMIZZAZIONE NELLA PERCEZIONE DEL SENSO DI COMPETENZA E VALORE PERSONALI.
Comune è la tendenza di ATTRIBUIRE I SUCCESSI conseguiti, seppur notevoli e ripetuti, a FATTORI ESTERNI.
Tipicamente, si individuano tra tali fattori la fortuna o la sovrastima delle proprie capacità da parte degli altri.
La Sindrome dell’Impostore è associata a BASSI LIVELLI DI AUTOSTIMA E SENSAZIONI DI SCARSO VALORE PERSONALE E INADEGUATEZZA.
Di conseguenza, coloro che ne soffrono temono costantemente di essere “smascherati” nella loro vera natura e, in tal modo, di poter perdere da un momento all’altro tutto quello che hanno guadagnato o costruito in termini di successo personale.
Per timore dell’esposizione, la persona può arrivare ad agire numerosi evitamenti (ad esempio, di specifiche mansioni o sfide lavorative) che possono condurla a costruire un’esistenza al di sotto delle proprie possibilità, col solo scopo di preservarsi dal rischio dello “smascheramento”.
Caratterizzano questa sindrome:
-elevato perfezionismo
-severa autocritica
-intenso timore del giudizio
-costante confronto con gli altri
-paura del fallimento
-colpevolizzazione, anche in presenza di piccoli errori
-paura, ansia e angoscia
-frustrazione, con possibili esiti di sintomi depressivi
La terapia
Un buon intervento di psicoterapia di orientamento cognitivo comportamentale può aiutare a raggiungere risultati positivi.
Una terapia farmacologica può essere associata in presenza di elevati livelli di depressione.
IPSICO - Fi