29/12/2015
La Diagnosi Errata Può rivelarsi più dannosa di quella omessa
Uomo di 54 anni si reca presso il Pronto Soccorso di un noto ospedale abruzzese per farsi curare una br**ta frattura al polso procuratasi a seguito di un incidente domestico.
Presso il pronto soccorso dell’ospedale, nonostante gli accertamenti radiologici eseguiti preliminarmente, i sanitari ingessano il braccio del malcapitato e lo rimandano a casa prescrivendo una visita di controllo a distanza di 40 gg. per la rimozione del gesso.
Alla data prestabilita, il malcapitato si reca quindi presso il P.S. dell’ospedale dove i sanitari gli tologono il gesso, ma si accorgono che il polso è evidentemente deformato.
Infatti, la frattura del polso in questione, in quanto scomposta, doveva essere trattata chirurgicamente, ovvero mediante tiraggio per il riallineamento delle ossa scomposte. Ora, il paziente, a causa di un evidente leggerezza dei sanitari che lo ebbero in cura, non potrà più riacquistare la piena funzionalità della mano interessata.
Ciò ha determinato la produzione di un maggior danno con postumi invalidanti di natura permanente a carico del paziente; postumi che si sarebbero potuti assolutamente evitare se i sanitari avessero usato quel minimo di perizia e di diligenza nella fase d’esecuzione delle indagini diagnostiche, nonchè nelle successive fasi terapeutiche.
Tale condotta professionale configura un caso evidente di malasanità per il quale il danneggiato ha diritto ad ottenere il giusto risarcimento.
L’Associazione Giustizia Medica, tutela i diritti dei malati che hanno subito un danno a causa della condotta professionale dei medici e dei sanitari in generale, facendogli ottenere il giusto risarcimento.
www.giustiziamedica.it
Giustizia medica si propone di far ottenere alle vittime di malasanità un congruo risarcimento senza alcun anticipo di spesa. A Roma e in tutta Italia.