StudioPediatrico Roma

StudioPediatrico Roma E' un ambulatorio volto a trattare il neonato, il lattante, il bambino e l'adolescente nella sua com

Visite immunologiche e reumatologiche
■Visite pediatriche
■Visite di medicina dell’adolescenza
■Counseling adolescenziale
■Visite gastroenterologiche pediatriche
■Omeopatia
■Profilassi immunitaria personalizzata
■Diete personalizzate
■Skin prick test per allergeni inalanti ed alimenti
■Patch test
■Prove di funzionalità respiratoria (spirometria

02/01/2021

Immunoprofilassi- strategie per innalzare le difese immunitarie

09/01/2020

AMBUFEST

Newsletter dai pediatri dell'Associazione Culturale Pediatri Lazio

Da alcuni mesi nella nostra Regione è stato istituito un nuovo servizio, l'Ambufest.
Ambufest sta per "ambulatorio festivo", un "ambulatorio di cure primarie per dolori muscolari, febbre, tosse, punture di insetto... aperto dalla 10 alle 19 nei giorni festivi e prefestivi" (dal sito della ASL di Frosinone).
Funzionano questi "Ambufest"?
E come funzionano?
Ecco di seguito una testimonianza e una proposta.

Troppa grazia Sant'Antonio!

Vorrei condividere con voi quanto accaduto ad una mia paziente in un ambulatorio Ambufest, episodio che forse si ripete in altre strutture.
Bambina di 10 anni e mezzo, ha avuto un forte dolore notturno ad un orecchio, non ha febbre.
Visitata il giorno successivo in una “Casa della Salute”, le vengono prescritti i seguenti farmaci: Bentelan, Unixime, Otalgan, Zirtec, Tachipirina e Lonarid (farmaco ritirato nel 2011, attualmente in classe C solo per bambini sopra i 12 anni).
Anche se le Linee Guida per il trattamento dell'otite media acuta prevedono nelle prime 48 ore, come è noto, solo un antidolorifico e la "vigile attesa".
Potrebbe essere un caso isolato (una rondine non fa primavera), ma ritengo che coloro che hanno sottoscritto l'impegno per aprire un servizio di pubblica utilità avrebbero dovuto:
1) Prevedere degli interventi formativi per uniformare alle Linee Guida nazionali le procedure diagnostico-terapeutiche dei pediatri almeno nelle patologie più comuni;
2) Prevedere un monitoraggio periodico su indicatori forti per dimostrare l'efficacia o l'inutilità del nuovo servizio.
�Federico Marolla

03/10/2018

Ciao Mammine, oggi (3/10/18) ho ricevuto tramite il portiere un bellissimo golfino per Benedetta ma non c’è il bigliettino...
Vorrei tanto ringraziare ma non so chi 🤷‍♀️

04/08/2018

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività è collegato a un uso frequente dei nuovi media

Sintesi della letteratura
25/07/2018

L’elevata frequenza di utilizzo di diverse forme di media digitali si associa con un aumento nella comparsa di sintomi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Attention Deficit Hyperactivity Disorder, ADHD) durante l’adolescenza.
Il rischio è cumulativo: lo svolgimento ad elevata frequenza di ogni attività legata ai media digitali aumenta il rischio di ADHD del 10%.
Ulteriori ricerche dovranno stabilire se si tratta di un’associazione causale.
Descrizione dello studio

Lo studio di coorte ha coinvolto per oltre 2 anni 2.587 adolescenti (15-16 anni) di 10 scuole superiori della California; i partecipanti non mostravano sintomi di ADHD alla baseline.
Agli studenti sono stati somministrati ogni 6 mesi un questionario sull’uso di media digitali (14 attività, es. invio di messaggi, visione di film, uso di videogiochi) nella settimana precedente e un questionario su 18 sintomi di ADHD riferito ai 6 mesi precedenti.
L’utilizzo di un media digitale veniva definito “con elevata frequenza” se lo studente aveva dichiarato di avere svolto un’attività più di 2 volte al giorno,
Gli studenti che riferivano di avere sofferto spesso o molto spesso di almeno 6 sintomi sono stati classificati come adolescenti che avevano sofferto di ADHD nei 6 mesi precedenti.
L’analisi è stata corretta per covariate associate all’insorgenza di ADHD (fattori socio-demografici, gruppo etnico, comportamento delinquenziale, sintomi depressivi).
Fonte di finanziamento: National Institutes of Health.
Risultati principali

In media gli studenti avevano usato con elevata frequenza almeno 3 media digitali.
L’attività più comune era controllare i social network, attività svolta con elevata frequenza da 1 adolescente su 2 (54,1%).
L’utilizzo con elevata frequenza di ogni media digitale aggiuntivo si associava con un aumento di circa il 10% della probabilità di avere sintomi di ADHD (OR 1,11); l’associazione persisteva dopo correzione per numerose covariate (OR 1,10).
La percentuale di studenti che ha mostrato sintomi di ADHD era pari al 4,6% tra coloro che alla baseline non usavano nessun media digitale con elevata frequenza, al 9,5% tra coloro che usavano con elevata frequenza 7 media e al 10,5% tra coloro che usavano con elevata frequenza 14 media.
Limiti dello studio

L’ADHD è stata determinata esclusivamente sulla base di un questionario di autovalutazione; potrebbero non essere stati considerati fattori confondenti importanti (es. uso dei media digitali da parte dei genitori o restrizioni da parte dei genitori)
Perché è importante

Nell’adolescente, l’ADHD si associa con fattori non genetici legati all’ambiente.
Rispetto a studi precedenti, in genere trasversali, che avevano valutato l’esposizione a media tradizionali come la televisione, questo studio longitudinale si è interessato dell’uso dei media digitali moderni, più stimolanti e con una frequenza d’uso potenzialmente più alta.
I nuovi media digitali sono facilmente accessibili grazie allo smartphone e sollecitano continuamente gli utilizzatori mediante notifiche e richieste di intervento.
L’associazione osservata tra uso dei nuovi media e ADHD potrebbe però non essere causale, ma dovuta a causalità inversa: adolescenti con problemi di attenzione e iperattività (ADHD sotto la soglia o non diagnosticata) potrebbero cercare più frequentemente soddisfazione nell’uso dei media digitali.

Bibliografia e riferimenti
Ra CK, Cho J, et al. Association of digital media use with subsequent symptoms of attention-deficit/hyperactivity disorder among adolescents. JAMA. 2018;320(3):255-263. doi:10.1001/jama.2018.8931

04/08/2018

Si*****te elettroniche: probabilmente meno dannose, ma non innocue

Sintesi della letteratura 02/08/2018

Le prove disponibili suggeriscono che le si*****te elettroniche (e-cig) sono meno dannose delle si*****te tradizionali, ma non sono prive di effetti biologici.
Rispetto ai non fumatori, adolescenti e giovani adulti che utilizzano le e-cig possono soffrire di sintomi respiratori e hanno una probabilità più alta di iniziare a fumare si*****te tradizionali.
Non ci sono prove che sostengano o sconsiglino l’uso delle e-cig come strumenti per smettere di fumare.
Descrizione dello studio

Si tratta del sommario e dell’analisi del report rilasciato dal Comitato sugli effetti sulla salute dei sistemi elettronici di erogazione di nicotina della National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine (NASEM).
La revisione sistematica della NASEM ha riguardato i costituenti liquidi e gli aerosol delle e-cig, gli effetti sulla salute umana, l’inizio o la cessazione dell’uso di si*****te tradizionali e la riduzione del pericolo associato all’uso delle e-cig.
Risultati principali

Le e-cig contengono ed emettono sostanze potenzialmente tossiche, ma il numero e il livello delle sostanze dipendono dal prodotto e dall’utilizzo.
In condizioni standard, l’esposizione a sostanze potenzialmente tossiche è inferiore a quella che si ha con le si*****te tradizionali.
Non ci sono prove sull’esistenza o meno di effetti a lungo-termine sulla salute, principalmente a causa dell’introduzione recente delle e-cig.
Dati su esiti immediati (es. aumento pressorio), sintomi (es. tosse e respiro affannoso negli adolescenti) ed effetti sui meccanismi fisiopatologici (es. promozione stress ossidativo) suggeriscono che le e-cig hanno effetti biologici sull’organismo.
Ci sono limitate evidenze di attività mutagena e cancerogena delle e-cig nell’animale e nell’uomo.
Adolescenti e giovani adulti che fumano le e-cig hanno una probabilità più alta di provare a fumare si*****te tradizionali e di utilizzare con maggior frequenza e intensità le si*****te se diventano fumatori.
I dati sull’utilità delle e-cig nel tentativo di smettere di fumare non sono conclusivi.
Limiti dello studio

I confronti tra gli studi sono difficili a causa della varietà di tipologie di e-cig e delle condizioni in cui sono usate e dalla mancanza di metodi standard per testare l’uso e gli aerosol.
Perché è importante

Le e-cig sono entrate in commercio una decina di anni fa e ci sono molti dubbi riguardo al loro utilizzo.
Il medico dovrebbe prevenire l’uso delle e-cig da parte di adolescenti e giovani adulti e consigliare agli sperimentatori di smettere di fare uso di nicotina e/o tabacco.
Coloro che vogliono smettere di fumare dovrebbero fare ricorso a metodi già sperimentati, solo se questi falliscono o non sono tollerati si potrebbe considerare l’uso delle e-cig.

Bibliografia e riferimenti
St.Helen G, Eaton DL. Public health consequences of e-cigarette use. JAMA Internal Medicine 2018;178(7):984-986. doi:10.1001/jamainternmed.2018.1600

Vaccino anti-Hpv non connesso a patologie autoimmuniVACCINIGiu 13,2018 Il vaccino HPV4 non è connesso ad alcun increment...
19/07/2018

Vaccino anti-Hpv non connesso a patologie autoimmuni

VACCINI
Giu 13,2018

Il vaccino HPV4 non è connesso ad alcun incremento delle patologie autoimmuni nelle ragazze. Lo dimostra uno studio condotto su più di 290.000 ragazze che conferma i risultati di due altri ampi studi scandinavi, e rassicura medici e genitori, come affermato dall’autrice Linda Levesque dell’università di Toronto.

Nel mondo il 50-75% dei soggetti sessualmente attivi potrebbe essere portatore dell’Hpv, il che rende questa infezione la più comune a livello globale fra quelle trasmesse sessualmente.

Alcuni studi effettuati nel mondo reale hanno dimostrato l’efficacia del vaccino HPV4, che protegge da 4 ceppi oncogeni del virus, ma le preoccupazioni sulla sua sicurezza persistono, e sono alimentate da singoli casi o notizie di patologie gravi susseguenti ad una vaccinazione.

L’analisi dei dati nel presente studio comunque non ha dimostrato alcun incremento significativo del rischio di patologie autoimmuni a seguito della ricezione del vaccino HPV4 rispetto ai periodi di non esposizione al vaccino stesso, e tenere conto del tempo trascorso dalla vaccinazione o dell’anamnesi di patologie autoimmuni non ha modificato questo risultato.

I risultati dello studio potrebbero non essere generalizzabili alle donne adulte o ai ragazzi, ed inoltre non si applicano al vaccino bivalente HPV2, per quanto altri studi abbiano fornito evidenze della sicurezza di questo vaccino nelle patologie autoimmuni. (CMAJ online 2018, pubblicato il 28/5 DOI: https://doi.org/10.1503/cmaj.170871)

BACKGROUND: Despite demonstrated effectiveness in real-world settings, concerns persist regarding the safety of the quadrivalent human papillomavirus (HPV4) vaccine. We sought to assess the risk of autoimmune disorders following HPV4 vaccination among grade 8 girls eligible for Ontario’s school-ba...

05/07/2018

Governo e Parlamento
Vaccini. Pronta la circolare Grillo-Bussetti: si allentano le maglie della legge ma l’obbligo rimane. Fino al prossimo anno sarà sufficiente l’autocertificazione per entrare a scuola

4 luglio - Dal Governo un primo segnale di depotenziamento della Legge Lorenzin. La semplificazione avrà però valore solo per quest’anno scolastico (2018-2019) a meno che nel frattempo non venga cambiata la legge. Tra le motivazioni che hanno reso necessario il provvedimento il ritardo nella costruzione dell’Anagrafe nazionale. Previsti anche dei controlli a campione sulle autocertificazioni.

Sarà sufficiente un’autocertificazione per iscriversi a scuola. A quanto apprende Quotidiano Sanità da fonti ministeriali è quello che prevede la nuova circolare congiunta Miur-Salute che sarà presentata domani a Lungotevere Ripa dal Ministro della Salute, Giulia Grillo e dal Ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti. La circolare, nei fatti, allenta le maglie della legge Lorenzin sull'obbligo vaccinale in vista della scadenza del 10 luglio, data prevista per dimostrare di essere in regola con le vaccinazioni, per l’iscrizione a scuola (per asili e scuola dell’infanzia, 0-6 anni) e per non incappare nelle multe (per la scuola dell’obbligo, 6-16 anni).

Non è quindi una proroga, anche perché come noto per questa ci sarebbe voluta una legge, ma è certamente un primo segnale del nuovo Governo per depotenziare le norme sugli obblighi vaccinali che in ogni caso, ad oggi, restano in piedi.

Cosa prevede la circolare. Nel provvedimento si stabilisce che entro il 10 luglio 2018 per l’iscrizione ad asili e materne, e per non essere sanzionati, basterà presentare un’autocertificazione. La misura avrà valore solo per quest’anno scolastico (2018-2019) mentre per il prossimo anno scolastico 2019-2020 (sempre che nel frattempo non si decida di cambiare la legge) rimane ferma la scadenza del 10 luglio per dimostrare di essere in regola.

Il ritardo dell’Anagrafe nazionale. Tra le motivazioni addotte per cui si è resa necessaria la circolare, il fatto che l’Anagrafe nazionale previsto dalla Legge Lorenzin non è ancora pronto e molte Regioni, nonostante la legge ci sia da un anno sono ancora in ritardo con l’acquisizione dei dati sulle vaccinazioni.

Previsti controlli a campione. Nella circolare è in ogni caso stabilito che saranno effettuati controlli a campione sulle autocertificazioni.

04/07/2018
https://theatln.tc/2t3BIue
22/06/2018

https://theatln.tc/2t3BIue

When it comes to children’s development, parents should worry less about kids’ screen time—and more about their own.

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