Studi Dentistici Nicola Lombardo

Studi Dentistici Nicola Lombardo Gli Studi Dentistici Nicola Lombardo sono in via di S.Costanza 35 Roma, in via Giovanni Giminiani, 17/B, Anagni (FR) e via Bruno Buozzi 37
Colleferro.

Noi del gruppo studio dentistico Lombardo abbiamo investito risorse per dotarci di macchinari di ultima generazione e per formare il nostro personale nell'utilizzo efficace di tali strumenti. In tal modo siamo riusciti ad avere un processo di produzione degli impianti e delle protesi molto più efficiente di quello tradizionale, con la non trascurabile conseguenza di poter offrire un vero risparmio ai nostri clienti.

23/11/2025
23/11/2025

Giornata mondiale della pesca!
Se non sei d'accordo con noi, puoi passare alla pagina successiva 😅 PESCATORI A TAVOLA

23/11/2025

Ho ascoltato diversi psicologi, psichiatri, educatori commentare la vicenda dei cinque ragazzi di Milano responsabili del pestaggio brutale e vigliacco ai danni di un giovane poco più che ventenne, oggi segnato da danni permanenti.
E devo dire che alcune delle “soluzioni” proposte sono talmente surreali da farmi chiedere seriamente se il problema riguardi solo i genitori… o anche (e forse soprattutto) chi dovrebbe aiutare quei genitori a non fallire.

La più assurda?
Portare i cinque aggressori in ospedale a vedere la vittima, così da “comprendere meglio” la gravità delle conseguenze.

Geniale.
Perché ovviamente il ragazzo, oltre ad aver subito un pestaggio devastante da parte di questi cinque balordi, dovrebbe anche ritrovarseli davanti al letto, offrirgli un tour guidato delle lesioni, mostrargli ulteriormente il dolore che gli hanno inflitto.
Una roba che se non fosse tragica sarebbe comica.

Io sono letteralmente sconvolta che questa venga considerata una modalità “educativa”.
Davvero abbiamo ridotto il livello del dibattito a questo?
Davvero c’è chi pensa che problematiche di questa portata si risolvano con una visita di cortesia in corsia?

Ma soprattutto:
NON HO SENTITO UNA SOLA VOLTA LA PAROLA “PUNIZIONE”.
Mai.
Cancellata dal vocabolario.
Rimossa come se fosse una bestemmia.

Come pensiamo di correggere la traiettoria di vita di questi cinque balordi “potenziando l’empatia”?
Ma che cosa vuol dire?
Che roba è?
Ancora con queste idiozie travestite da profondità psicopedagogica?
Possibile che l’unico tabù rimasto sia proprio parlare delle conseguenze delle proprie azioni?

Perché vi fa così paura la parola punizione?
E non mi rivolgo solo ai genitori, ma anche ai presunti esperti che continuano a usare questa parola come se fosse radioattiva.
La nostra specie impara dalle conseguenze.
È sempre stato così.
Questi ragazzi non hanno mai sperimentato niente che assomigli anche lontanamente alle conseguenze reali dei loro comportamenti…ed ecco il risultato.

E ora la vittima dovrebbe pure subire l’ennesimo affronto, ritrovandosi questi cinque delinquenti accanto al letto come se fosse un’“esperienza formativa”?

Ma stiamo scherzando?

Io sono davvero sconvolta.
E, lo dico con estrema amarezza, temo che non esistano grandi soluzioni a questo tipo di deriva.
Perché sì, i genitori sono allo sbando.
Ma gli “esperti” che dovrebbero guidarli, in certi casi, lo sono perfino di più.

E questa è la vera tragedia.

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𝐂𝐚𝐫𝐨 𝐜𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞,
𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐚𝐯𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐨.

"Ho preso in carico il tuo problema, ti sono stato a sentire, ho dipanato insieme a te il problema, l'ho reso comprensibile. Non sempre quello che dici, sai, si capisce immediatamente. Occorre ascoltare con attenzione, passare al setaccio le parole, distinguere quelle dettate dall'ira da quelle dettate dal cuore, separare quelle che nascono dall'ignoranza e dalla suggestione da quelle che sono pronunciate con animo sincero. Ho prospettato delle soluzioni, ho ipotizzato, ti ho fatto delle domande, ho preso appunti.
Questo, caro cliente, vale per tutti i problemi che possono essere sottoposti a un avvocato: problemi di credito da recuperare, di debiti con il mondo bancario, di imprese, di soci, di famiglia, di rapporti condominiali, di rapporti con la pubblica amministrazione, di figli, di mogli, di mariti.
Noi ascoltiamo: noi avvocati ascoltiamo.
Io e tutti i miei colleghi dedichiamo al lavoro, cioè a te, al tuo problema, caro cliente, le nostre forze fisiche ed intellettuali.
Non è vero che il nostro lavoro è sedentario: noi corriamo dalla mattina alla sera, e nei Palazzi di Giustizia saliamo da un piano all'altro, alla ricerca dello sportello giusto, e poi scendiamo di nuovo, e risaliamo, e camminiamo per chilometri.
Nelle nostre borse ci sono le tue carte, le tue speranze, la tua rabbia e la tua delusione, la tua ansia, i tuoi problemi. Le nostre borse pesano tantissimo, perché ci portiamo appresso la vita dei nostri clienti.
E dopo avere ascoltato, caro cliente, dobbiamo decidere quale è la strada giusta da seguire, e dobbiamo seguirla, e non vorremmo mai sbagliare. A volte ci capita di sbagliare, tuttavia, e allora soffriamo in silenzio, e passiamo nottate intere a rimuginare pensieri. Chi non fa questo nostro mestiere non sa cosa vuol dire svegliarsi di notte e rimanere a guardare il soffitto, aspettando il sonno che non torna.
Ognuno di noi si è sentito da dire dal suo dominus (e cioè l'avvocato anziano che gli ha insegnato il mestiere): fino a quando non resterai una notte sana a guardare il soffitto, con lo stomaco in subbuglio e le parole che si accavallano nella testa, non sarai avvocato.
I più anziani tra di noi l'hanno detto a loro volta ai loro discepoli, e i più giovani prima o poi lo diranno.
A volte ci capita di trovare la soluzione, spesso ci capita di vincere una causa. E allora, sempre in silenzio, ridiamo dentro di noi, perché nessuno potrà mai capire che sensazione prova un avvocato che conduce la nave sino in porto.
Caro cliente, sembriamo una classe disunita, perché ognuno di noi ogni giorno deve affrontare tutto e il contrario di tutto, e se io vinco vuol dire che qualcun altro perde, e se vince qualcun altro vuol dire che perdo io.
Sembriamo disuniti, ma non lo siamo. Il senso di solidarietà si impara in trincea, nella trincea dei Tribunali dove ogni giorno scendiamo per fare il nostro lavoro. Lì si imparano solidarietà e rispetto, e correttezza e tante altre cose belle. Si impara anche ad essere fermi, e coraggiosi.
Ecco, questo è il mondo in cui io, caro cliente, vivo tutti i giorni da trenta anni. Io e altri 250.000 colleghi. Adesso, improvvisamente, qualcuno se ne esce a dire che siamo troppi. E' uno sbaglio di lana grossa, e ti spiego perché, caro cliente:
sino a prima della seconda guerra mondiale, gli avvocati erano a numero chiuso, come i notai. Erano ricchi e potenti. Ma la gente come te, caro cliente, faceva anche una settimana di fila per parlare con l'Avvocato. E poi, tutto sommato, la gente come te, caro cliente, che diavolo doveva andare a fare dall'avvocato?
Le cose sono cambiate, gli scenari si sono stravolti: la proprietà privata non è più cosa di ricchissime e agiate famiglie, milioni di italiani hanno casa di proprietà.
Questo vuol dire, semplicemente, che milioni di italiani hanno problemi di condominio, di rapporti con i vicini, di mutui, di ristrutturazioni, di compravendita. E questo per restare in un solo settore.
Il numero degli avvocati non deve essere rapportato al numero della popolazione italiana, ma al volume di rapporti problematici. Banche, imprese, rapporti di lavoro, condominio, separazioni, divorzi, amministrazioni di sostegno.
Per questo ci sono milioni di controversie, in Italia.
E il problema non sono gli avvocati, caro cliente.
Il problema è lo Stato che non sa dare una risposta adeguata.
Mi fermo qui, perché dovrei parlarti di moltissime altre cose, e il discorso diventerebbe di una lunghezza insostenibile.
Ma quello che mi premeva dirti, caro cliente, è che il tuo avvocato, sia esso giovane, vecchio, donna o uomo, calvo o capellone, grasso o magro, simpatico o molto serioso, è una persona che si fa carico del tuo problema, e se lo porta appresso per tutta la giornata, anche quando tu non ci pensi più. E' una persona che si aggiorna e studia per darti il migliore servizio possibile. E' una persona che di mestiere risolve i problemi degli altri: ascoltalo, seguilo e rispettalo. E pagalo quando ti chiederà di essere pagato".

Lettera al Cliente di Giuseppe Caravita - Archivio Storico di anno 2014

In foto Leonardo DiCaprio controfigura non autorizzata del Principe Caravita 😃

Indirizzo

Via Di Santa Costanza 35
Rome
00198

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:30 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:30 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
14:30 - 19:00

Telefono

+390645424127

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