12/12/2020
𝗣𝗮𝗿𝘁𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝗻𝗼
Parte tutto da una stretta di mano, parte tutto da un contatto fisico-mentale. Inizia così. Sei agitato, infastidito, triste. Mi poni delle domande ed io sono pronto a darti risposte e viceversa. Questo è il meraviglioso mondo della bifocalità.
Il nostro rapporto è eterno, ricorderò per sempre il tuo nome, indipendentemente dalla tua età, dal tuo numero di letto, dal numero di cartella che ti verrà assegnato. E tu ugualmente ricorderai me, per sempre. Sarò lì pronto a farti sentire un leone anche quando non riuscirai a muoverti, quando il progredire di un male ti distruggerà. Ti cambierò le lenzuola per farti provare quella magica sensazione che provi a casa ogni qual volta senti le lenzuola fresche e profumate sul tuo corpo.
Ti accudirò con delicatezza, correrò tra i corridoi quando con un pulsante mi chiamerai. Ti avvertirò quando farò qualcosa che dovrà coinvolgerti così da non farti spaventare. Pungerò, medicherò e tartasserò la tua pelle e con la costante paura di farti del male, ma lo farò, perché la voglia di farti stare bene è più grande.
Ti darò da mangiare, se le tue mani tremeranno e non avranno più il potere di muoversi. Pregherò dentro di me senza dirtelo, affinché tu ed io principalmente arriveremo a soddisfare tutti i tuoi bisogni e ci stringeremo forti e felici a dimissione fatta.
Però, oltre questo, il legame che tra noi si instaura è eterno, perdura anche con la morte. In quel momento delicatamente ti accarezzerò stando attento a non farti male, stando attento a metterti in ordine così che i volti dei tuoi familiari saranno più sereni nel momento in cui ti vedranno sistemato. Sentirò la tua pelle gelida e dentro di me mi sentirò morire.
Sentirò il peso delle tue braccia addosso che non hanno più vita mentre ti sistemerò, ma tu vivrai in me perché viva è la tua anima, come l'anima stessa di chi resta in vita, che farà parte del mio percorso senza dimenticare nemmeno il tono di voce. Ognuno di voi è un tassello importante. Per sempre.