13/03/2026
CONNESSIONI D'AMORE
Quanto tempo è che non parliamo con calma con il nostro compagno o marito? Certo i nostri scambi sono molto efficienti: lunghi whatsapp vocali su chi deve prendere i bambini a scuola o quale medicina comprare al piccolo oppure di ricordarsi di comprare il latte…
Ma davvero, del nostro partner, di come trascorre le sue giornate, di cosa lo preoccupa, lo appassiona, di cosa o di chi lo annoia, e di cosa lo rende felice quanto ne sappiamo? Cosa sappiamo di lui o di lei da quando siamo diventati genitori? Quanto riusciamo a condividere e quanto ci siamo persi nella quotidianità?
Riusciamo a ritagliarci un rituale solo per la nostra coppia o parliamo tra noi solo dei figli?
Come sta vivendo l’altro possiamo immaginarlo, ma se smettiamo di parlarci come possiamo pensare che l’altro ci comprenda a fondo? Comprenda i nostri bisogni, i nostri desideri?
Di fronte a me si siedono coppie che si meravigliano quando ascoltano l’altro parlare di sé, delle proprie emozioni, dei propri sogni.
Ascoltarsi permette di capirsi e accogliersi: “Da quando abbiamo iniziato questo percorso riusciamo a tollerare di più i nervosismi di entrambi perché ne abbiamo parlato!”
Ciò che talvolta succede è che immaginiamo che l’altro ci debba comprendere quasi leggendoci nel pensiero.
Lo pretendiamo come prova d’amore! Pretendiamo che l’altro ci capisca anche senza aprire il nostro cuore, senza chiedere ciò di cui abbiamo bisogno, senza ascoltarci. Pretendiamo che ci comprenda e soprattutto che anticipi i nostri bisogni, talvolta oscuri anche a noi stessi.
Raccontarci e ascoltare l’altro è il primo passo per incontrarsi di nuovo…
Dott.ssa Gaia Miletic
psicologa, psicoterapeuta dello Spazio di Ascolto per la Famiglia
foto: Paul Newman and Joanne Woodward