23/03/2026
In questi due giorni di corso mi è tornata in mente marzo 2020, lockdown e lavoro sospeso per mancanza di mascherine e guanti. Quando la curiosità che avevo per l'autocura nelle persone con è diventata determinazione a renderla parte irrinunciabile del percorso dei pazienti. Ogni persona con una formula diversa, ma sempre con qualche forma di a propria misura.
Da allora ho potuto portare questa convinzione (basata sulle evidenze, ça va sans dire!) in aule di master universitari e di corsi di formazione per fisioterapisti e, quest'anno, per la seconda volta in un evento dedicato con e nel progetto in continua evoluzione che stiamo coltivando io e .
Il cuore💛 di questo modulo di formazione è unire basi di trattamento solide (supportate da linee guida) alla capacità di pensiero critico e flessibilità necessari ad accompagnare nel tempo una persona con una condizione cronica come il linfedema.
Le sue novità 🌟 sono l'integrazione dei laboratori di ragionamento clinico peer-to-peer e il laboratorio di comunicazione nella relazione terapeutica con la collega Maria Vittoria .sinergia . I primi perché discutere e confrontarsi tra colleghe permette di imparare attivamente a valutare e immaginare criticità e soluzioni possibili, arricchendo la modalità di lezione frontale; il secondo perché senza comunicazione è relazione non c'è riabilitazione.
Insegnare, per noi, è condividere in aula le evidenze scientifiche, le conoscenze e l'esperienza raccolte negli anni con le colleghe corsiste, sapendo che queste professioniste che si stanno formando nel trattamento del linfedema adesso hanno già anche il pilastro dell' della malattia da parte della paziente.
Non più un'opzione aggiuntiva al percorso di cura della persona: diventano parte delle fondamenta della pratica clinica, a tutti gli effetti, con l'ascolto, l'alleanza terapeutica e l' del paziente.
Non vediamo l'ora di assistere ai due moduli speciali di maggio (malattia vascolare, wound care ed ecografia)!