Barbara Altare - Psicologa e Psicoterapeuta a Rovereto
Psicologa psicoterapeuta con approccio costruttivista.
Psicologa sociale, del lavoro e della comunicazione con specializzazione Psicoterapeutica ad indirizzo costruttivista presso Institute of Constructivist Psychology a Padova, in qualità di Psicologa-Psicoterapeuta. La pratica clinica mi porta ad approfondire un corso di perfezionamento sulla dipendenza affettiva ad orientamento sistemico.
22/02/2026
Non stai lasciando lui. Stai lasciando la versione di te che esisteva solo in quel progetto.
Sicurezza. Appartenenza. Sentirti scelta.
Pensi di averle p***e insieme a lui.
Ma non stavano in lui.
Stavano in quello che cercavi per te.
E quello lo puoi ancora costruire.
In un modo diverso. Ma tuo.
Salva per i giorni in cui pensi che sia lui a mancarti.
19/02/2026
Quando nevica tutto sembra fermo, silenzioso, uguale.
Ma sotto la neve la vita continua.
Noi facciamo lo stesso: copriamo quello che ci fa male. E per un po’ funziona. Ma c’è una differenza enorme tra coprire e proteggere.
Proteggere significa riconoscere che sotto c’è qualcosa che merita attenzione. Anche se fa paura guardarlo.
Tu oggi stai coprendo o stai proteggendo? ❄️
17/02/2026
Perfetta in ufficio.
Fragile a casa.
Saggia con le amiche.
E se ti chiedo “chi sei davvero?” — silenzio.
George Kelly lo chiamava Corollario della Frammentazione: vivere a compartimenti stagni, con pezzi di sé che non si conoscono tra loro.
Il problema non è avere tante parti.
È che si ignorano a vicenda.
La vera fatica non è essere fragile.
È fingere di non esserlo otto ore al giorno.
Non devi scegliere quale versione di te è quella giusta.
Devi permettere a tutte di esistere nello stesso momento.
💬 Quale parte di te nascondi di più?
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14/02/2026
Oggi non ti auguro di trovare qualcuno.
Ti auguro di scegliere qualcuno — dopo aver scelto te stessa.
🌿 L’amore sano non nasce dal bisogno. Nasce dalla scelta.
Buon San Valentino a chi sta imparando a ballare da sola.
E a chi ha il coraggio di chiedere: “Come vedi il mondo?”
BarbaraAltarePsy
13/02/2026
L’amore sano nutre. La dipendenza affettiva consuma. Ma distinguerli non è sempre facile, soprattutto quando hai costruito la tua idea di amore su un modello che confonde il sacrificio con la dedizione e la paura con la passione. Questi 5 segnali non sono una condanna. Sono una bussola. Se ti riconosci, sappi che non sei sola e non sei sbagliata. La dipendenza affettiva è un modo di leggere le relazioni che hai imparato — e che puoi disimparare. In quanti ti riconosci? Scrivilo nei commenti 💬 💜 Salva e invia a un’amica che ha bisogno di leggerlo.
Rapunzel non era prigioniera della torre. Era prigioniera di una bugia: ‘Senza di lei non sopravviverò.’ Gothel non usava catene. Usava la paura. E Rapunzel ci credeva, perché quando qualcuno ti ripete abbastanza a lungo che sei fragile, finisci per costruirti fragile. La libertà arriva quando smetti di credere alla bugia. 💬 Qual è la tua torre? 💜 Salva e condividi.
costruttivismo georgeKelly
09/02/2026
L’amore sano nutre. La dipendenza affettiva consuma. Ma distinguerli non è sempre facile, soprattutto quando hai costruito la tua idea di amore su un modello che confonde il sacrificio con la dedizione e la paura con la passione. La dipendenza affettiva non è una condanna. È uno schema che hai imparato. E gli schemi si possono cambiare
georgeKelly
07/02/2026
Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 sono a casa nostra quest’anno. E guardando quegli atleti mi è venuto in mente qualcosa.
Noi vediamo chi vince. Ma non vediamo le migliaia di volte in cui sono caduti, si sono fatti male, hanno pensato di mollare.
Ogni giorno nel mio studio incontro donne che stanno correndo una gara invisibile. Quella di uscire da una relazione che le svuota. Di mettere un confine e reggere il senso di colpa. Di smettere di definirsi attraverso qualcun altro.
Io ci sono passata. Il mio corpo mi ha fermata, e ho dovuto imparare a riscrivere la storia che mi raccontavo su me stessa.
Perché è proprio questo il punto — e George Kelly ce lo insegna: noi non subiamo quello che ci succede, lo interpretiamo. E quell’interpretazione diventa la nostra realtà.
Se la storia che ti racconti è “non valgo abbastanza”, resti bloccata in relazioni che te lo confermano.
Ma quella storia si può cambiare. Non da sola, non in un giorno. Ma si può.
Se senti che è il momento di riscrivere la tua…scrivimi in DM 🤍
05/02/2026
5 domande da farti dopo aver detto no
(prima di chiederti se hai sbagliato)
Hai detto no.
E la mente è partita.
“Avrò esagerato?”
“Mi odierà?”
“Forse dovevo stare zitta.”
Fermati.
Prima di decidere se è andata bene o male, prova a chiederti qualcos’altro:
→ Cosa è successo davvero? Non quello che temevi. I fatti.
→ Dove è finita la tensione nel corpo?
→ Quali voci interiori si sono attivate? Sono tue — o antiche?
→ È già successo altre volte? Cosa si ripete, cosa sta cambiando?
→ Cosa sai adesso di te che prima non sapevi?
Non stai correggendo un pensiero.
Stai ricostruendo la tua esperienza.
E ogni volta che lo fai, quella vecchia storia — “se dico no, perdo tutto” — perde un pezzo di potere.
📎 Salva per il prossimo no
💬 Quale di queste domande ti sembra la più difficile da farti?
03/02/2026
Dopo il “no”: cosa hai scoperto davvero?
Dire no fa paura.
Ma quello che succede dopo — quello che senti nel corpo, i pensieri che emergono, la reazione dell’altro — è dove avviene la vera scoperta.
Non si tratta di capire se è andata “bene”.
Si tratta di osservare cosa è accaduto.
E confrontarlo con quella vecchia storia che ti racconti da sempre.
Forse scoprirai che quel significato antico — “se dico no, mi abbandonano” — non spiega più tutta la tua esperienza.
E allora puoi costruirne uno nuovo.
Passo dopo passo.
Un “no” alla paura.
Un “sì” a te stessa.
📎 Salva questo post per il tuo prossimo “no”
💬 Cosa hai scoperto l’ultima volta che hai detto no?
29/01/2026
Ami troppo. Ami male. Sei dipendente.
Te l’hanno detto.
Ma il problema non è quanto ami.
È che nessuno ti ha mai chiesto: come hai imparato a farlo?
L’amore si costruisce. E se l’hai costruito dalla paura, non sei sbagliata — hai fatto quello che potevi.
Ma oggi puoi scegliere diversamente.
💬 Scrivimi in DM se vuoi esplorare come ami — e come vorresti amare.
27/01/2026
Cosa succede davvero in terapia quando porti una dipendenza affettiva?
Non quello che pensi.
Non c’è nessuno che ti dice cosa fare, cosa pensare, come “guarire”.
C’è uno spazio. Il tuo.
Dove puoi finalmente chiederti: cosa significa per me l’amore? Come ho imparato a stare nei legami? Perché ho così paura di perdere?
La terapia costruttivista non corregge.
Esplora. Comprende. Accompagna.
Perché tu non sei un problema da risolvere.
Sei una persona che ha costruito significati per sopravvivere — e che può costruirne di nuovi, più tuoi.
💬 Se ti sei riconosciuta in queste parole, scrivimi in DM
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Sono Barbara Altare, formatrice e psicologa a Rovereto, iscritta all’ordine degli psicologi di Trento sez. A dal marzo 2011, n. 648. Opero sul territorio di Rovereto dal 2012 come psicologa clinica in libera professione e da 8 anni mi occupo di formazione per conto di cooperative e associazioni locali. Nello specifico, progetto interventi formativi su competenze trasversali, volti al cambiamento per gruppi e per team aziendali.
La mia passione è la danza. Grazie a un lavoro svolto come consulente organizzativa di Marketing in un’associazione sportiva mi sono avvicinata in particolare ai balli di coppia. Questa esperienza professionale, in particolare, mi ha permesso di unire il mio lavoro e la mia passione.
La mia esperienza di organizzatrice e appassionata al ballo mi ha permesso di leggere psicologicamente gli elementi che accumunano formazione, progettazione strategica, percorsi psicologici e balli di coppia: la relazione e il gruppo.
Infatti, come nel lavoro di gruppo, così nel ballo di coppia, per essere in sintonia è necessario definire ruoli, compiti, metodi, obiettivi e risultati. Spesso tutto questo non basta, infatti per la mia esperienza, il passo che facilita tali processi è la costruzione di fiducia nella relazione, che permetterà, sia al gruppo che alla coppia di ballo, di sviluppare quella creatività che favorirà l’espressione di sé stessi e della risoluzione di problemi.
In questo percorso teso al raggiungimento del benessere, una difficoltà che le persone incontrano, e che diventa spesso denominatore comune in tutti questi processi ed esperienze, è la capacità di gestire costruttivamente il conflitto.
In questo passaggio, talvolta faticoso si colloca la mia Mission, come un’accompagnatrice, una guida, possibilmente un faro in tutti quei momenti difficili che caratterizzano la vita di una persona o le fasi di stasi di un’organizzazione. Queste fasi critiche sono caratterizzate da molti ostacoli rispetto al raggiungimento di quello che possiamo chiamare benessere.
Come il Tarassaco, ad esempio, per poter fiorire ha bisogno di separarsi dalle proprie origini attraverso un viaggio che lo conduce alla rinascita, così per poter ballare in sintonia col proprio partner una strada da percorrere può essere gestire la percezione che si ha dei propri limiti, rappresentati dai conflitti relazionali o intrapersonali. Allo stesso modo, noi, per raggiungere il benessere, dobbiamo incamminarci su una via di sofferenza attraversando i conflitti.
La parola conflitto richiama ciò che conosciamo nella nostra quotidianità, la difficoltà relazionale che tutti hanno attraversato o stanno attraversando. Concludendo, per me, i conflitti e il benessere sono due facce della stessa medaglia e la psicologia di cui mi occupo tratta, anche, di ordinaria quotidianità.