09/04/2026
🌱 Il conflitto: motore dello sviluppo...non un problema da evitare!
Ci sono momenti in cui un bambino si oppone. Dice no, si irrigidisce, si arrabbia.
E ci sono momenti, frequenti, in cui un adolescente rompe e spacca, sia fisicamente, sia metaforicamente: regole, equilibri, certezze, legami. E anche lì, spesso, ci chiediamo come far finire tutto questo, come calmare e riportare ordine.
Ma se il punto non fosse spegnere il conflitto?
Anche i bambini molto piccoli attraversano esperienze intense: possono amare e, nello stesso tempo, sentire rabbia verso la stessa persona. Non è confusione. È un passaggio. È proprio lì che qualcosa si costruisce: la possibilità di tenere insieme, senza dover dividere tutto in buono o cattivo.
Con l’adolescenza il conflitto cambia intensità: diventa più visibile, a volte più duro, a volte difficile da sostenere. Non è solo opposizione. È un tentativo, spesso faticoso, di prendere posizione nel mondo.
La prospettiva fenomenologica, da Edmund Husserl a Ludwig Binswanger, ci invita a non ridurre il conflitto, non correggerlo troppo in fretta, ma fermarci a comprenderlo.
Perché ogni conflitto è anche un modo di stare nel mondo, un tentativo di dire qualcosa che ancora non ha parole. Forse allora il conflitto non è qualcosa da evitare.
È un passaggio inevitabile, e profondamente umano. È lì, nella tensione, che prende forma qualcosa di nuovo. È lì che, lentamente, si diventa.
Dott.ssa Veronica Boniotti - Psicologa e Psicoterapeuta
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