17/05/2020
Quello che il paziente dovrebbe sapere...
Gli studi odontoiatrici non sono mai stati chiusi da disposizioni governative durante l’emergenza Covid – 19 e questo per diversi motivi. Due sono i principali:
PRIMO MOTIVO
Il cittadino in urgenza odontoiatrica durante la fase acuta della pandemia poteva diventare un problema di gestione per la sanità generale e un rischio per il paziente stesso. Da sempre la disciplina medica dell’odontoiatria è garantita quasi completamente da una rete capillare di studi privati e non dagli ambulatori pubblici.
Uno studio odontoiatrico è continuamente chiamato a confrontarsi con la convivenza tra l’aspetto clinico (il medico che opera in scienza e coscienza nei confronti del paziente) e quello dell’impresa (il imprenditore che agisce per la soddisfazione del cliente nell’ottica di ottenere un giusto utile).
Questa complessa ambivalenza non è quasi mai stata affrontata dalla Sanità Pubblica con grande successo.
Con quello che abbiamo fatto è stato reso un grande servizio di pubblica utilità e sicurezza.
SECONDO MOTIVO
Il virus si propaga per via aerea, ma sempre attraverso un veicolo e l’unico ad oggi scientificamente dimostrato sono le goccioline (droplets) provenienti dalle vie aeree (altri veicoli ipotizzati non sono ancora dimostrati). Purtroppo non solo vie aeree inferiori che garantirebbero l’infettività al solo soggetto positivo sintomatico, ma anche superiori che rendono infettivo anche il soggetto positivo asintomatico.
Ebbene il contrasto alla diffusione dei droplets è da sempre oggetto di attenzione negli studi odontoiatrici poiché queste goccioline possono contenere altri agenti patogeni già conosciuti. Le nostre misure adottate negli studi odontoiatrici nella consuetudine sono assolutamente adeguate ad opporsi a questo ulteriore agente patogeno, tant'è che statisticamente negli studi odontoiatrici non si sono verificati casi di contagio.
TUTTAVIA
La scarsa conoscenza del virus e la sua subdola modalità di diffusione, hanno consigliato un approccio prudente. La nostra categoria si è limitata per le settimane di emergenza più acuta a garantire prestazioni urgenti o indifferibili. Una scelta volontaria. Una scelta antieconomica, certo, per il dentista-imprenditore, ma una scelta responsabile e di massima protezione per il dentista-medico coscienzioso.
POST-LOCKDOWN
E’ così denominata questa fase emergenziale molto delicata in cui ognuno sarà chiamato a dare il suo contributo per non ricadere nel baratro.
Nello studio odontoiatrico le disposizioni in vigore (distanziamento e mascherina) per evidenti motivi non potranno essere rispettate.
Diventano dunque indispensabili altre misure che si possono ricondurre a due categorie: 1- SELEZIONE DEL PAZIENTE, 2- PROTOCOLLI DI CONTRASTO AL CONTAGIO.