23/12/2025
E SE QUEL BAMBINELLO FOSSE LA NOSTRA PARTE BAMBINA DIMENTICATA?
Ogni anno il presepe ci invita a fermarci. A chinare lo sguardo su una mangiatoia povera, essenziale, fragile.
Ma se quel bambinello/a non fosse solo memoria di un evento lontano? Se fosse invece una parte viva di noi, la nostra parte bambina dimenticata, messa a tacere, lasciata al margine della nostra storia personale?
Quel bambino/a forse è rimasto al FREDDO, in una stalla interiore poco visitata, mentre la vita adulta procedeva chiedendoci forza, efficienza, controllo.
Possiamo oggi fermarci, riconoscere e ACCOGLIERE questo bambino/a?
Possiamo diventare noi stessi la Madonna e San Giuseppe della nostra storia?
Genitori interiori capaci di cura, di protezione, di presenza. Genitori disposti a restare accanto anche quando fa freddo. Quel freddo emotivo che per anni ha circondato la nostra parte più vulnerabile, lasciandola sola.
Accogliere il bambinello interiore, allora, significa INTEGRARE, dare spazio a ciò che è stato escluso. Riconoscere che quella fragilità custodisce una verità profonda su di noi, una sorgente di autenticità, di sensibilità e desiderio di vita.
Possiamo accendere per lui/lei una STELLA?
Un segno discreto di orientamento, qualcosa che permetta a quel bambino/a di uscire dal buio e di essere finalmente visto/a da noi stessi.
Una stella fatta di ascolto, di gentilezza, di tempo dedicato. Una stella che dica: ORA TI VEDO, ORA PUOI RESTARE.
Forse il Natale, prima ancora che una festa da celebrare, è un invito intimo e radicale: tornare alla mangiatoia del nostro cuore, riconoscere ciò che abbiamo dimenticato e scegliere, oggi, di prendercene cura.
Perché finché quel bambino resta al freddo, anche noi restiamo incompleti.
E quando lo accogliamo, qualcosa in noi ricomincia a NASCERE.
-psicologa-psicoterapeuta #