24/03/2023
Alla continua ricerca del “vissero per sempre felici e contenti”.
Ma la realtà è un’altra. Tanto più si hanno aspettative irrealistiche del concetto di felicità, maggiore sarà il grado di inquietudine.
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Sogno un mondo dove la parola “felicità” venga ridimensionata a GIOIA.
La gioia esattamente come le altre emozioni di base, è fugace, ma non scappa da nessuna parte, nemmeno quando versiamo le lacrime più amare. Allo stesso modo quando siamo gioiosi, la tristezza non sparisce.
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Si può provare davvero fino in fondo la gioia se rifiutiamo di vivere la tristezza?
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Cerchiamola sempre la gioia, quello si! Ma prima di vederla, ascoltiamo tutte le altre emozioni, superiamo il timore di essere profondamente tristi, per la fine di un’interpretazione della realtà, che seppure illusoria, manifesta un nostro bisogno passato, presente e/o futuro.
Rispettiamo le nostre lacrime e quelle degli altri.
Amarle, ci farà percepire a fondo la tanto ricercata gioia, ci darà la consapevolezza che per ogni fine c’è un nuovo inizio; dove le nostre azioni non saranno guidate dal nostro bisogno inconscio, bensì saranno pianificate in modo più consapevole per arrivare al raggiungimento di obiettivi reali e raggiungibili.
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Piangere non significa essere deboli, ma significa VIVERE, liberarsi e riadattarsi ai cambiamenti del mondo esterno e interno.
Quando invece si ha difficoltà ad uscire dalla tristezza e dal pianto, significa che non stiamo vedendo realmente il perché di quelle lacrime.
E non voler vedere la tristezza, porta a mettere in atto schemi che autosabotano.
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Ci auguro un mondo dove si è all continua ricerca della “serenità” quella che nasce dalla e nonostante la tristezza, che ascoltata, si calma e gode delle piccole conquiste!
Dott.ssa Marida Spina
3333968484