16/03/2018
E' il 16 marzo 1978, l'auto dell'On. Aldo Moro e quella della scorta stanno percorrendo via Fani, Roma. Ad un tratto i due veicoli vengono tamponati. Da altrettante vetture escono quelli che poi si riveleranno essere membri di un commando terroristico, mentre altri componenti sono già lì sul posto. In pochi secondi le auto sono circondate da una cerchia di circa 12 persone armate. E' sufficiente qualche istante per capire che si tratta di un agguato in piena regola. Il disorientamento iniziale viene destato dai primi colpi esplosi. Nello stoico tentativo di difendere l'onorevole, uno dopo l'altro iniziano soccombere quelli che troppo spesso vengono ricordati come “la scorta di Moro”, ma che oltre ad essere guardaspalle erano uomini, avevano sogni, progetti e paure dalle quali non si sono mai tirati indietro.
Quel giorno cadde il maresciallo dei Carabinieri, Oreste Leonardi, alla guida della Fiat 130 con a bordo il leader democristiano. Di origine torinese, era istruttore presso la Scuola Sabotatori del Centro militare di paracadutismo di Viterbo e da quindici anni era la guarda del corpo di Moro. Aveva 52 anni e lasciò una moglie e due bambini.
Cadde l'appuntato dei Carabinieri Domenico Ricci, da oltre vent'anni autista di fiducia dell'onorevole. Aveva 42 anni, anche lui non riabbracciò più la moglie e i due figlioletti.
Cadde Giulio Rivera, arruolato da poco nella Pubblica Sicurezza. Tentò di affrontare i brigatisti a testa alta. Fu crivellato da 8 proiettili. Aveva solo 24 anni
Cadde il brigadiere Francesco Zizzi, entrato nella Pubblica Sicurezza nel 1972, quattro anni dopo vinse il concorso per la scuola allievi sottufficiali di Nettuno. Conseguiti i gradi, stava progettando le nozze con la fidanzata Valeria, quando fu nominato al servizio di scorta dell’onorevole Moro come capo equipaggio. Aveva appena 30 anni.
Infine cadde Raffaele Iozzino, giovane campano arruolato in pubblica Sicurezza nel 1971 e, dopo aver frequentato la scuola di Alessandria, venne aggregato al Viminale e quindi comandato permanentemente al servizio di scorta dell'On. Moro. Fu il primo a scendere dall'auto per rispondere al fuoco dei terroristi. Aveva 24 anni.
Quel giorno di 38 anni fa a soccombere non fu solo la scorta dell'onorevole Moro. Quel giorno a cadere furono cinque uomini, cinque Persone Perbene, cinque vittime silenziose della cieca ferocia e dell'ubriacatura ideologica che troppo spesso ha pervaso il nostro Paese.