16/10/2025
Un decalogo di banalità fondamentali per chi si occupa di bambini con iperattività, disattenzione o caratteristiche oppositive-provocatorie
1. Cambiare prospettiva: comprendere la funzione del comportamento
Il comportamento provocatorio non è “contro” il genitore, ma spesso è un modo per:
ottenere attenzione (anche negativa);
evitare richieste o situazioni difficili;
sentirsi in controllo in un contesto percepito come imprevedibile.
Prima di reagire, chiediti: “Cosa sta cercando di ottenere o evitare?”
2. Mantenere la calma e non entrare nel conflitto
I bambini con DOP tendono a “nutrirsi” delle reazioni emotive dell’adulto.
Mantieni voce calma e neutra.
Evita minacce, urla o discussioni logiche durante la crisi.
Se senti che ti stai irritando, pausa breve: “Ne parliamo dopo, ora mi calmo un attimo.”
3. Stabilire regole chiare e poche
3–5 regole semplici e sempre uguali, formulate in positivo (es. “Si parla con rispetto”, non “Non gridare”).
Ripetile spesso, e assicurati che siano comprensibili e realistiche.
Usa routine prevedibili (orari, sequenze, rituali) per ridurre l’incertezza.
4. Rinforzare i comportamenti positivi
Nota e premia anche i piccoli comportamenti adeguati (“Mi è piaciuto come hai risposto calmo”).
Usa un sistema di premi immediati (adesivi, punti, privilegi).
Evita punizioni eccessive o tardive: spesso aumentano la sfida.
5. Ignorare selettivamente le provocazioni lievi
Se la provocazione è “a bassa intensità” (es. tono ironico, borbottii), ignora senza reagire.
Quando il comportamento si calma, rinforza subito il ritorno alla calma (“Ora che parli tranquillo, posso ascoltarti meglio”).
6. Dare scelte controllate
Offrire una sensazione di controllo riduce la necessità di opporsi:
“Preferisci iniziare i compiti ora o tra 10 minuti?”
“Vuoi sederti a questo tavolo o all’altro?”
7. Modellare la regolazione emotiva
I bambini imparano osservando.
Mostra come gestisci la frustrazione (“Sono arrabbiato, ma respiro e mi calmo”).
Valida le sue emozioni senza approvare il comportamento (“Capisco che sei arrabbiato, ma non va bene urlare”).
8. Coerenza tra adulti
Tutti i caregiver devono seguire le stesse regole e reazioni.
Incoerenza = spazio per opposizione e confusione.
9. Collaborare con professionisti
Un percorso con uno psicologo cognitivo-comportamentale specializzato in disturbi del comportamento può includere:
Parent Training (per i genitori);
training sulle abilità sociali ed emotive per il bambino;
collaborazione scuola–famiglia.
10. Rinforzare il legame positivo
Ogni giorno, dedica tempo esclusivo al bambino in attività piacevoli (10–15 minuti).
Durante questo tempo:
non dare ordini né correggere;
ascolta e partecipa positivamente.
→ Rafforza la relazione, riducendo il bisogno di provocare per ottenere attenzione.