06/02/2026
𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑔𝑖𝑢𝑛𝑡𝑜 𝐴𝑁𝐸𝐷 𝐹𝑖𝑟𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑒 𝐴𝑁𝑃𝐼 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑖𝑛𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒
𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐑𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨. 𝐁𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞: 𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐢𝐧 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐮𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥’𝐚𝐧𝐭𝐢𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐦𝐨?
Apprendiamo con sconcerto e profonda preoccupazione che la Seduta solenne del Consiglio regionale della Toscana dedicata al Giorno del Ricordo vedrà l’intervento del giornalista Italo Bo****no, preceduto dal vicepresidente di Fratelli d’Italia Dario Petrucci.
In una Regione che ha scelto di ribadire il valore dell’antifascismo nel proprio Statuto e che ha costruito la propria identità istituzionale sul patrimonio della Resistenza, tale decisione solleva interrogativi che non possono essere elusi. Il Giorno del Ricordo è una ricorrenza che interpella la Repubblica nella sua interezza, chiamandola a misurarsi con una vicenda storica complessa, segnata da violenze, lutti, esodi e fratture profonde nel confine orientale. Proprio per questo, esso richiede rigore, consapevolezza storica e un saldo ancoraggio ai valori costituzionali.
Non può essere ignorato che Italo Bo****no abbia pubblicamente definito l’antifascismo “un male”, sostenendo che esso nuocerebbe alla democrazia, e che abbia più volte rivendicato una visione nazionalista presentata come alternativa ai valori nati dalla Resistenza, arrivando persino a prendere le distanze dal 25 aprile con espressioni di aperto disprezzo. Si tratta di affermazioni che non sono marginali, ma che toccano il cuore del patto democratico su cui si fonda la Repubblica.
Per noi, come per la storia repubblicana, la democrazia italiana non nasce da una generica riconciliazione nazionale, ma da una rottura netta con il fascismo, sancita dalla Resistenza e tradotta nella Costituzione. È in quel passaggio storico che si radicano i diritti, le libertà e il pluralismo che oggi rendono possibile il confronto democratico. Per questa ragione riteniamo problematico che una sede istituzionale affidi il racconto e l’interpretazione della memoria pubblica a chi ha messo esplicitamente in discussione proprio quel fondamento.
Il Giorno del Ricordo non può diventare un terreno di competizione ideologica, né una cornice utile a legittimare letture semplificate o strumentali della Storia. La memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata merita rispetto e profondità, non l’uso politico di categorie identitarie che la storia del Novecento ci ha già mostrato dove possono condurre. Il nazionalismo esasperato, lungi dall’essere un antidoto, è stato uno dei fattori che hanno alimentato il fascismo e la tragedia della guerra.
Riteniamo, pertanto, che una scelta di tale rilievo, assunta in una Regione come la Toscana, meriti una riflessione pubblica all’altezza del suo significato istituzionale. Sarebbe auspicabile che la Presidenza del Consiglio regionale chiarisse il quadro culturale e politico entro il quale si è collocata questa decisione, affinché il 10 febbraio non venga percepito come sottratto alla sua funzione di memoria condivisa e costituzionalmente orientata.
Confidiamo, infine, che i consiglieri regionali che si riconoscono nei valori dell’antifascismo e della Costituzione sappiano interrogarsi, in coscienza, sull’opportunità di partecipare a una seduta che rischia di allontanarsi dal significato profondo della ricorrenza. L’ANED e l’ANPI provinciale di Firenze ribadiscono la propria disponibilità per un confronto con la presidente Stefania Saccardi, nella convinzione che la memoria storica debba essere custodita con responsabilità, sottratta a ogni tentazione di strumentalizzazione e restituita alla sua funzione democratica, nel rispetto del Pegaso, simbolo della Resistenza toscana, monito permanente e segno di appartenenza alla storia che ha dato vita alla Repubblica.
Vania Bagni, presidente ANPI provinciale
Lorenzo Tombelli, presidente ANED Firenze