09/03/2026
Ieri ho ricevuto dalle mani di questa grande donna alla mia destra, Stefania Fratto, il premio “Solidarietà e Resistenza”.
Ci eravamo ripromessi che lo avrei ritirato di persona a San Giovanni in Fiore, nel cuore della Sila. E così è stato.
Sento ancora il calore e l’abbraccio con cui ieri mi avete letteralmente inondato.
Non è un premio qualunque.
È un premio di frontiera, di una città montana logisticamente e politicamente abbandonata, in cui le donne dell’associazione “Donne e Diritti” stanno combattendo una battaglia di trincea per la sanità pubblica accessibile, per assistere le donne vittime di violenza economica e non solo, per costruire percorsi di inclusione dei migranti, per restituire visibilità ai dimenticati e ai marginalizzati dei paesi in bilico. La dignità, quella non l’hanno mai persa.
Stefania che per le sue battaglie ha anche ricevuto minacce, intimidazioni, veri e propri attentati. Eppure è ancora lì, a combattere la propria battaglia, insegnandomi cosa significa (davvero) la parola “Resistenza”.
Ma è anche un premio che è passato, prima delle mie, nelle mani di Mimmo Lucano e di Don Ciotti, e da ieri continuo a chiedermi se non si siano per caso sbagliati, se non c’è stato un errore.
Credo si percepisca anche nella foto, al momento di ritirare il premio.
Mi sforzerò di meritarlo. A questo in fondo servono i premi, no?
Grazie a Stefania e a tutte le donne della tua associazione.
Non mollare ora, eh, anche se tante volte la tentazione l’hai avuta. Adesso, te l’ho detto, viene il bello.
Ti abbraccio e vi abbraccio forte.