09/03/2026
|Il burnout del Farmacista|
“... i farmacisti di comunità sono gli operatori sanitari più “accessibili” e esposti al rischio burnout in quanto interagiscono con pazienti che condividono con il professionista la propria preoccupazione, soprattutto emotiva”.
Leggiamo queste parole in un articolo pubblicato su Farmacia News lo scorso febbraio.
Secondo alcune indagini di settore, il rischio burnout per chi lavora dietro al banco esiste già dal 2013 e si è acuito nel periodo pandemico e post-pandemico.
Le cause del burnout sono in prevalenza ambientali, dovute a fattori esterni che creano pressione sul Farmacista.
Riportiamo qui quelle elencate nell’articolo:
- mancanza di un adeguato supporto da parte l’ambiente lavorativo per alleviare condizioni di stress,
- mancanza di risorse per la gestione del burnout o inconsapevolezza delle risorse disponibili,
- scarso apprezzamento da parte dei colleghi per i contributi professionali,
- gestione della professione percepita come inefficace,
- ruolo professionale/di leadership aggiuntivo,
- troppe mansioni non cliniche/amministrative,
- mancanza di riconoscimento professionale,
- tempo amministrativo/didattico inadeguato,
- difficoltà di conciliazione vita-lavoro,
- colleghi che esprimono stress,
- carichi di lavoro eccessivi,
- lunghe ore di lavoro.
Ti ritrovi in questo elenco? Confrontiamoci sull’argomento nei commenti.
Il Farmacista è un, una professionista che si prende cura del benessere delle persone e dovrebbe curare anche il suo per riuscire a svolgere il lavoro con presenza, serenità e consapevolezza.
Nel primo commento trovi il link all’articolo completo con alcune strategie per preve**re il burnout dietro al banco.