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🧠✨ La prima seduta di psicoterapia cognitiva è un momento speciale:un incontro sincero tra ciò che stai vivendo e ciò ch...
16/01/2026

🧠✨ La prima seduta di psicoterapia cognitiva è un momento speciale:
un incontro sincero tra ciò che stai vivendo e ciò che puoi diventare.

Ascolto, comprensione, obiettivi chiari e collaborazione.

La terapia non è un salto nel buio:
è un percorso che si cammina insieme.

🌿 Se senti che è il tuo momento, puoi scrivermi in DM
o visitare il sito per prenotare un primo colloquio.

🔍 Nascondere il disagio emotivo: perché può farci stare peggioMolte persone convivono per mesi o anni con ansia, stress,...
14/01/2026

🔍 Nascondere il disagio emotivo: perché può farci stare peggio

Molte persone convivono per mesi o anni con ansia, stress, tristezza profonda o senso di sopraffazione senza chiedere aiuto.
A volte per timore del giudizio, altre per non sentirsi “abbastanza in difficoltà”, o semplicemente perché non si sa da dove cominciare.

Ma il silenzio, nel tempo, rischia di trasformarsi in un peso più grande.

🌡 1. Le emozioni trattenute tendono a intensificarsi
Il nostro corpo e la nostra mente hanno bisogno di esprimere ciò che proviamo. Quando blocchiamo le emozioni, queste non scompaiono: possono trasformarsi in stanchezza costante, tensione fisica, difficoltà di concentrazione o sintomi più acuti come attacchi di panico.

🧠 2. Il senso di solitudine può aumentare
Quando soffriamo “in silenzio”, possiamo convincerci che siamo gli unici a vivere certe fatiche.
In realtà, molte più persone di quanto immagini stanno affrontando qualcosa di simile. Condividerlo, anche solo con una persona di fiducia, può ridurre enormemente il senso di isolamento.

⚙️ 3. L’evitamento rinforza il problema
Nel modello cognitivo-comportamentale, evitare ciò che ci fa stare male porta un sollievo immediato, ma a lungo termine mantiene e spesso amplifica il disagio.
Mettere parole su ciò che proviamo e affrontarlo con gradualità può favorire il cambiamento.

🧩 4. Non dobbiamo “meritare” aiuto per stare meglio
Non serve toccare il fondo per chiedere supporto.
Anche fatiche “piccole”, se ignorate, possono diventare grandi.
Prendersi cura di sé non è un lusso: è una forma di rispetto e prevenzione.

💬 5. Parlare è il primo passo verso la cura
Confrontarsi con un professionista o con qualcuno di fidato può offrire nuove prospettive, strumenti concreti e soprattutto uno spazio sicuro in cui sentirsi accolti senza giudizio.

🌱 La salute mentale è parte integrante della nostra salute.
Non chiede silenzio, ma ascolto, attenzione e gentilezza.

Se senti che qualcosa ti pesa, ricorda:
non devi affrontarlo da solə e non è mai “troppo tardi” o “troppo presto” per chiedere aiuto 💚

10/01/2026

🔥 Quanto dura davvero un attacco di panico (e perché si esaurisce da solo)
Modello Cognitivo Comportamentale

Un attacco di panico è un picco improvviso di ansia, così intenso da far credere al corpo che ci sia un pericolo reale.
Cuore che corre, fiato corto, testa leggera, tremori, nausea, senso di svenimento: il sistema nervoso entra in modalità “allarme totale”.

⏱️ La durata reale

La fase più acuta di un attacco di panico dura tra 5 e 20 minuti.
È un picco che sale rapidamente e poi inevitabilmente scende.

Molte persone sentono di “stare male per ore”, ma ciò che rimane dopo il picco sono:
✔️ sintomi residui
✔️ stanchezza
✔️ timore che torni

Non è più il panico, ma la scia dell’adrenalina.


🧠 Perché si esaurisce da solo

In TCC diciamo che il panico non è pericoloso, ma è:
➡️ una risposta fisiologica dell’organismo
➡️ attivata in assenza di un vero pericolo

Il corpo non può restare a lungo in modalità allarme completo.
Le riserve chimiche che lo sostengono si esauriscono, e il sistema torna gradualmente all’equilibrio.

Anche senza fare nulla, l’attacco si conclude da sé.

🔄 Il circolo che lo mantiene

Quello che prolunga l’esperienza non è l’attacco, ma la paura dell’attacco:
🧩 “E se svengo?”
🧩 “E se perdo il controllo?”
🧩 “E se non finisce più?”

Questi pensieri attivano un nuovo ciclo di ansia che alimenta i sintomi, anche quando il picco è già sceso.

➡️ In TCC impariamo a interrompere questo circolo riconoscendo i segnali e rispondendo con strategie più efficaci.

✨ Se hai vissuto attacchi di panico, il tuo corpo non è impazzito.
Sta usando un sistema progettato per proteggerti… ma in un momento in cui non serve.

E la buona notizia è questa:
📌 il panico ha un inizio
📌 ha un picco
📌 e ha una fine

09/01/2026

🔥 3 cose sul burnout che avrei voluto sapere (prima di viverlo)
Modello Cognitivo Comportamentale

1️⃣ Non arriva all’improvviso
Il burnout non esplode da un giorno all’altro.
È il risultato di stress prolungato, aspettative elevate e piccoli segnali che spesso ignoriamo: stanchezza che sembra “normale”, irritabilità crescente, sonno che non ricarica, fatica a concentrarsi o a provare interesse.
➡️ In TCC li chiamiamo comportamenti di mantenimento: quando continuiamo a spingere nonostante il corpo mandi segnali diversi, lo stress si consolida e diventa cronico.



2️⃣ Il pensiero “devo farcela” è un acceleratore
Molte persone vivono con l’idea che fermarsi sia sinonimo di fallimento.
Il problema è che questo dialogo interno rigido (“non posso mollare”, “devo essere perfetta”, “posso gestire tutto”) ci porta a ignorare i nostri limiti.
➡️ Nella TCC lavoriamo sui pensieri automatici e sugli schemi che alimentano stress e iper-responsabilità, sostituendoli con convinzioni più equilibrate e compassionevoli.



3️⃣ Il riposo non è un premio, è un bisogno
Quando siamo vicini all’esaurimento pensiamo che basti una pausa breve per recuperare.
Ma il burnout è un indicatore profondo di disequilibrio tra richiesta e risorsa: per uscirne serve tempo, costanza e cura quotidiana.
➡️ L’attivazione comportamentale aiuta proprio in questo: introdurre nella routine attività che nutrono, impostare confini chiari e ritrovare spazi che riconnettono a ciò che fa bene.



💡 Il punto chiave
Il burnout non è una debolezza personale.
È il modo in cui corpo e mente chiedono aiuto e ricordano una verità fondamentale:
✨ “Non posso continuare così. Ho bisogno di equilibrio.”



🌿 Se riconosci qualcosa di tuo in queste parole, sappi che non sei sola/o.
Il primo passo è notare cosa sta cambiando dentro di te.
Il secondo è concederti il permesso di chiedere supporto.

📌 Salva questo post se vuoi tornarci,
💬 Condividilo se pensi possa aiutare qualcuno,
🤍 E se senti di aver bisogno di uno spazio sicuro, la psicoterapia può essere un punto di ripartenza.

08/01/2026

😰 Cosa succede nel corpo durante un attacco di panico

Modello Cognitivo Comportamentale (CBT)

Un attacco di panico è una reazione del corpo che scambia qualcosa di innocuo per una minaccia reale.
Ecco cosa succede, passo dopo passo:

🔥 1. Scatta l’allarme

Un pensiero (“Sto per svenire”, “Qualcosa non va”) attiva il sistema di allarme interno.
Il cervello interpreta la situazione come pericolosa.

💨 2. Il corpo entra in modalità “sopravvivenza”

Il sistema nervoso simpatico rilascia adrenalina.
È il famoso fight or flight (“attacco o fuga”).

🫀 3. Cambia la fisiologia

Per prepararci a “scappare o combattere”:
• il cuore accelera
• il respiro diventa più rapido
• i muscoli si tendono
• aumenta il sudore

🔁 4. La mente interpreta i segnali corporei

Questi sintomi spaventano, e la mente li legge come prova che “qualcosa di grave sta succedendo”.

🎢 5. Ciclo pensiero → sintomo → paura

Più il corpo reagisce, più aumentano i pensieri catastrofici…
e l’attacco cresce anche se non c’è pericolo reale.

💡 Punto chiave CBT

🧠 Non è il pericolo reale a scatenare il panico, ma l’interpretazione del segnale.
Il corpo reagisce a un falso allarme.

🌬️ Una cosa da ricordare

Gli attacchi di panico:
✔ sono molto intensi
✔ sembrano pericolosi
❌ ma non sono pericolosi
e tendono a ridursi da soli dopo pochi minuti.



💚 Se vivi questi episodi, non sei sola/o: si può imparare a riconoscerli e gestirli.

🎯 BUONI PROPOSITI? FACCIAMOLO IN MODO SANO!Ad ogni inizio anno molti di noi partono con una lista infinita di obiettivi:...
07/01/2026

🎯 BUONI PROPOSITI? FACCIAMOLO IN MODO SANO!

Ad ogni inizio anno molti di noi partono con una lista infinita di obiettivi: allenarmi ogni giorno, mangiare perfetto, cambiare vita.
La psicologia cognitiva ci mostra però che la mente lavora meglio con obiettivi realistici e rinforzi positivi, non con pressioni e autocritica. ✨

Ecco un modo più sano per impostare i propositi 👇

🧠 1. Trasforma il “devo” in “voglio”
Il linguaggio cambia la motivazione.
➡️ “Devo perdere peso” diventa “Voglio sentirmi più energico”.

📌 2. Scegli abitudini, non risultati finali
Il cervello consolida ciò che ripetiamo.
➡️ 10 minuti di movimento al giorno > 3 ore di palestra una volta al mese.

🧩 3. Scomponi gli obiettivi
Ogni passo completato crea un rinforzo mentale.
➡️ Invece di “leggere di più”, prova “leggere 5 pagine al giorno”.

💛 4. Festeggia i progressi (anche minuscoli!)
Il riconoscimento alimenta la motivazione intrinseca.
➡️ Ogni micro successo vale.

🤝 5. Sii gentile con te stesso
Gli scivoloni non sono fallimenti: fanno parte del processo di apprendimento.

✨ Quest’anno non serve iniziare perfetti.
Serve solo iniziare, con curiosità e con un pizzico di fiducia.

💬 Tu quale piccola abitudine scegli di portare nel 2026?

01/01/2026

Il dolore che non trova parole, cerca occhi. ✨

Il trend “Si vedeva, ma non avete guardato” sta spopolando perché descrive una verità psicologica profonda: la fatica di comunicare il proprio disagio. Spesso mettiamo in atto segnali microscopici sperando che qualcuno ci prenda per mano e ci chieda: “Come stai davvero?”

Ma perché è così difficile parlare chiaramente? Spesso temiamo il giudizio, o pensiamo che se dobbiamo chiedere amore o attenzione, allora quel gesto valga meno. In realtà, imparare a manifestare il proprio bisogno è il più grande atto di cura verso se stessi.

Noi crediamo che nessuno dovrebbe sentirsi invisibile nel proprio dolore.

A volte, gli altri non guardano perché non sanno come gestire ciò che vedrebbero. Altre volte, siamo noi a essere diventati troppo bravi a nasconderci.

Quest’anno, l’augurio che vi facciamo è di trovare il coraggio di smettere di nascondervi dietro i segnali e iniziare a dare voce ai vostri bisogni. Noi siamo qui per ascoltare tutto quello che, finora, è rimasto solo uno sguardo nel vuoto. 🤍

E tu, hai mai provato quella sensazione di aspettare che qualcuno si accorgesse del tuo silenzio? Parliamone nei commenti. 👇

31/12/2025

365 nuovi giorni non significano necessariamente “nuova vita”, ma nuove possibilità. 🌟

Il cambiamento non avviene magicamente allo scoccare della mezzanotte, ma si costruisce giorno dopo giorno, scelta dopo scelta, con pazienza e coraggio.

Il nostro augurio? Che quest’anno possiate:

Mettere i vostri bisogni al centro.

Imparare a dire i “no” che vi proteggono.

Celebrare anche le vittorie più piccole.

Noi siamo pronte a camminare al vostro fianco anche in questo nuovo capitolo. Buon anno! 🥂✨

Titolo: La tua mente ti sta mentendo? 🧠🤥Ti è mai capitato di sentirti improvvisamente a terra, ansioso o arrabbiato senz...
30/12/2025

Titolo: La tua mente ti sta mentendo? 🧠🤥

Ti è mai capitato di sentirti improvvisamente a terra, ansioso o arrabbiato senza un motivo “reale”? Spesso la colpa non è di ciò che accade, ma di come il tuo cervello lo interpreta.

Nel Modello Cognitivo-Comportamentale (CBT), questi errori di interpretazione si chiamano Distorsioni Cognitive. Sono come dei filtri sporchi che applichiamo alla realtà, facendoci vedere tutto più buio, difficile o catastrofico di quanto non sia in realtà.

La buona notizia? Una volta che impari a dare un nome a questi “bug”, perdono il loro potere su di te. 🔓

Scorri le slide per scoprire i 3 sabotatori più comuni: 1️⃣ Tutto o Nulla: Per quando dimentichi che la vita è fatta di sfumature. 2️⃣ Lettura del Pensiero: Per quando diventi un mago (fallimentare) nel prevedere i giudizi altrui. 3️⃣ Catastrofizzazione: Per quando trasformi una pozzanghera in un oceano in tempesta.

Imparare a riconoscere questi schemi è il primo passo per la Ristrutturazione Cognitiva: l’arte di sfidare i tuoi pensieri per vivere con più serenità.

👇 Quale di questi 3 senti più “tuo” in questo periodo? Parliamone nei commenti!

29/12/2025

⚡️ La cicatrice di Harry Potter: cosa ci insegna sul trauma

Nella psicologia clinica, a volte le storie ci aiutano a capire ciò che le parole tecniche rendono complicato.
La celebre cicatrice di Harry Potter non è solo un dettaglio narrativo: è una potente metafora di come un trauma possa continuare a farsi sentire nel tempo, nel corpo e nella mente.

🧠 Il corpo ricorda
Quando la cicatrice di Harry “brucia” in presenza del pericolo, non è un semplice dolore fisico. È l’immagine di un trauma che non è stato ancora completamente elaborato.
Alcune esperienze difficili non restano solo nei ricordi: il corpo le conserva sotto forma di sensazioni, tensioni, reazioni automatiche.

👀 Vivere in allerta
Dopo un trauma, il mondo può iniziare a sembrare costantemente pericoloso.
Harry è spesso ipervigile, sempre pronto a cogliere segnali di minaccia. È ciò che accade anche a molte persone: il sistema nervoso rimane “acceso”, rendendo difficile rilassarsi o sentirsi davvero al sicuro.

🔁 Quando il passato irrompe nel presente
I momenti in cui Harry rivive immagini e sensazioni legate al suo aggressore ricordano i flashback traumatici.
Non sono semplici ricordi: sono esperienze che si impongono come se stessero accadendo ora, facendo perdere temporaneamente il senso del presente.

🤝 Dalla sopravvivenza alla guarigione
Il percorso di Harry non è solo uno scontro con un nemico esterno, ma un cammino di trasformazione interiore.
Il supporto delle relazioni significative e il confronto graduale con ciò che fa paura permettono al trauma di essere integrato, non più subìto.

✨ E il segno resta, ma cambia
Alla fine, la cicatrice non scompare… ma smette di fare male.
Ed è qui il messaggio più importante: guarire non significa cancellare ciò che è successo, ma fare in modo che quel passato non controlli più il nostro presente.

💬 La vera forza non è dimenticare, ma poter ricordare senza dolore.

✨ Buone Feste da tutto il nostro team ✨In questo periodo dell’anno, così ricco di emozioni, desideriamo augurare a ciasc...
24/12/2025

✨ Buone Feste da tutto il nostro team ✨

In questo periodo dell’anno, così ricco di emozioni, desideriamo augurare a ciascuno di voi feste serene e gentili.
Che siano giorni di riposo, di connessione con chi amate e, soprattutto, di ascolto verso voi stessi.

Le feste possono essere un tempo di gioia, ma anche di riflessione e talvolta di fatica: qualunque sia il vostro sentire, sappiate che è legittimo. Prendersi cura del proprio benessere emotivo è un dono prezioso, in ogni stagione dell’anno.

Con gratitudine per la fiducia che ci accordate, vi auguriamo un nuovo anno ricco di consapevolezza, equilibrio e piccoli passi di cura quotidiana. 🌿

Buone Feste

Indirizzo

San Giuseppe Jato
90048

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