07/02/2026
L’isterectomia è un intervento chirurgico che, in alcune situazioni cliniche, può diventare una necessità.
È una decisione importante.
È un cambiamento anatomico reale.
E spesso segna un lutto e un prima e un dopo nel vissuto corporeo di una donna.
L’utero è un organo.
Ma per la Donna è anche simbolo di ciclicità, ritmo, trasformazione.
Uno spazio che ha accompagnato anni di esperienza fisica, ormonale, emotiva.
Dopo la sua rimozione, il corpo cambia forma.
Ma nonostante tutto alcune donne raccontano che qualcosa “rimane”: sensazioni nel bacino, percezioni sottili, memorie corporee.
Dal punto di vista neurofisiologico, il sistema nervoso conserva la mappa delle strutture che hanno fatto parte della nostra esperienza. Il corpo non cancella: riorganizza, integra, si adatta.
Accanto alla fisiologia esiste anche una dimensione simbolica.
In molte culture il grembo è considerato centro creativo, luogo di energia generativa.
Parlare di “memoria uterina” può essere un modo per riconoscere che il corpo custodisce significato, non solo funzione.
Quando un utero viene rimosso, non viene rimossa la femminilità.
Non viene rimossa la capacità di creare.
L’energia cambia forma ma non svanisce.
Elaborare questo passaggio può significare:
– dare spazio alle emozioni, senza giudizio
– onorare il corpo per ciò che ha attraversato
– permettere al bacino di ritrovare un nuovo equilibrio
– ridefinire la propria identità oltre l’anatomia
Il corpo non dimentica.
Ma sa trasformare.
E ogni trasformazione merita rispetto.