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22/01/2026

SE IL TUO CORPO È IN SQUILIBRIO, GUARDA PRIMA IL FEGATO

(Di Patrizia Coffaro)

Il fegato non è un organo accessorio o un filtro passivo, é un centro di comando. Un laboratorio vivente, un organo che lavora senza sosta, minuto dopo minuto, filtrando circa un litro e mezzo di sangue al minuto e lo fa senza mai fare una pausa.

Eppure, nella cultura moderna, il fegato viene considerato solo quando si alzano le transaminasi o quando compare un fegato grasso in un’ecografia fatta per caso. Prima di allora, sembra invisibile, ma il corpo non funziona così... il corpo parla molto prima, solo che spesso non lo ascoltiamo o non colleghiamo i puntini.

Uno dei ruoli più sottovalutati del fegato è il suo rapporto diretto con l’equilibrio ormonale. Il fegato metabolizza gli ormoni sessuali, li attiva, li inattiva, li trasporta, li elimina quando sono in eccesso. Gestisce estrogeni, progesterone, testosterone, cortisolo, ormoni tiroidei, ormone della crescita. Se questo sistema rallenta, si inceppa o lavora sotto stress cronico, l’equilibrio ormonale semplicemente non regge. Non perché il corpo sbaglia, ma perché sta facendo il possibile con un organo sovraccarico.

Quando si parla di estrogeni, ad esempio, il fegato ha il compito delicatissimo di neutralizzare ed eliminare quelli in eccesso, soprattutto quelli che provengono dall’ambiente, dall’alimentazione industriale, dalla plastica, dai cosmetici, dagli inquinanti. Questi estrogeni non sono quelli che il corpo produce fisiologicamente, ma molecole che imitano l’azione estrogenica e confondono i recettori. Se il fegato non riesce a smaltirli in modo efficace, il risultato non è solo un valore alterato su un esame, ma una cascata di sintomi... gonfiore, tensione mammaria, ciclo doloroso, sbalzi d’umore, ritenzione, aumento di peso resistente, peggioramento dei sintomi in menopausa o una totale intolleranza a qualsiasi supporto ormonale.

Il fegato è anche il luogo in cui il colesterolo viene prodotto e trasformato e qui vale la pena fermarsi un attimino, perché il colesterolo non è il nemico che per anni ci è stato raccontato. È il mattone di partenza per la sintesi di molti ormoni steroidei. Senza colesterolo non si producono correttamente cortisolo, estrogeni, progesterone, testosterone. Un fegato sotto stress spesso produce colesterolo in modo disfunzionale, oppure altera il rapporto tra le diverse frazioni lipidiche, e questo ha un impatto diretto sia sul sistema ormonale sia su quello cardiovascolare.

Un altro aspetto cruciale è la gestione della glicemia. Il fegato è il grande regolatore dello zucchero nel sangue. Immagazzina glucosio, lo rilascia quando serve, impedisce cali improvvisi e picchi eccessivi. Quando questa funzione non è efficiente, compaiono fame nervosa, voglia di zuccheri, risvegli notturni, stanchezza cronica, difficoltà a dimagrire, irritabilità. E anche qui, il legame con gli ormoni è diretto... insulina, cortisolo e ormoni tiroidei sono tutti coinvolti in questo delicato equilibrio.

Parlando di tiroide, è impossibile ignorare il ruolo del fegato nella conversione degli ormoni tiroidei. Gran parte della trasformazione della forma inattiva in quella attiva avviene proprio qui. Questo significa che si può assumere qualsiasi supporto possibile, ma se il fegato non è in grado di fare il suo lavoro, il corpo rimane in una sorta di rallentamento cronico, con freddolosità, aumento di peso, mente annebbiata, umore basso e scarsa energia.

Il fegato è anche un grande regolatore dell’infiammazione sistemica. Quando è sovraccarico, l’infiammazione di basso grado diventa costante, silenziosa, ma profondamente destabilizzante. Il sistema immunitario ne risente, aumentano allergie, sensibilità chimiche, reazioni cutanee, infezioni ricorrenti. Non è che il sistema immunitario impazzisce, sta reagendo a un terreno che non riesce più a mantenere l’equilibrio.

Il corpo manda segnali molto chiari quando il fegato ha bisogno di supporto. Squilibri ormonali persistenti, sintomi mestruali intensi, menopausa difficile, stanchezza che non migliora con il riposo, digestione lenta, gonfiore, intolleranza ai grassi, sensibilità all’alcol o alla caffeina, pelle reattiva, acne, rosacea, alito pesante, lingua patinata, facilità ai lividi, macchie cutanee, occhi arrossati o giallastri. Anche l’umore parla... rabbia, irritabilità, depressi0ne, confusione mentale, sensazione di surriscaldamento interno. Tutto questo non nasce dal nulla.

Sostenere il fegato non significa fare una detox aggressiva o inseguire soluzioni drastiche. Anzi, spesso è l’opposto. Il fegato ama la costanza, la semplicità, il ritmo. Ama essere tolto dal sovraccarico prima ancora di essere stimolato. Ridurre ciò che lo affatica è spesso il primo vero passo. Alcol, eccessi di zuccheri, cibi ultra-processati, infiammazione alimentare cronica sono tra i principali fattori che lo mettono in difficoltà. Anche il caffè, per molte persone già stressate a livello surrenalico ed epatico, può diventare un peso più che un aiuto.

Parallelamente, introdurre elementi che favoriscono il flusso biliare e la capacità di trasformazione è un gesto di profondo rispetto verso il corpo. Le verdure amare e quelle della famiglia delle crucifere stimolano naturalmente i processi di detossificazione, senza forzature. Le erbe amare insegnano al fegato a fare meglio il suo lavoro, non a lavorare di più. Una cena leggera, consumata con anticipo rispetto al sonno, permette al fegato di dedicare la notte alla rigenerazione invece che alla digestione tardiva.

Anche alcuni nutrienti sono fondamentali perché il fegato possa svolgere le sue funzioni enzimatiche. Minerali come il magnesio e vitamine del gruppo B non sono opzionali... sono cofattori essenziali. Senza di loro, molte reazioni biochimiche semplicemente non avvengono. Questo non significa assumere tutto a caso, ma comprendere che il fegato non lavora nel vuoto, lavora con ciò che gli mettiamo a disposizione.

C’è un aspetto che spesso viene dimenticato, ed è quello emotivo e nervoso. Il fegato è profondamente sensibile allo stress. Non allo stress occasionale, ma a quello cronico, trattenuto, silenzioso. Rabbia non espressa, frustrazione, senso di costrizione, ipercontrollo. Il corpo non separa emozioni e fisiologia. Quando il sistema nervoso è costantemente in allerta, il fegato paga il prezzo.

Prendersi cura del fegato non è una moda, né una pratica stagionale... é una scelta di fondo. È riconoscere che molti squilibri che oggi chiamiamo ormonali, metabolici, immunitari sono in realtà il risultato di un organo centrale che da troppo tempo lavora in condizioni non ideali. La buona notizia è che il fegato ha una straordinaria capacità di rigenerazione. Ma ha bisogno di essere ascoltato, sostenuto, rispettato.

Non servono gesti eroici, servono gesti coerenti e questo ogni giorno. Perché quando il fegato ritrova equilibrio, tutto il sistema ne beneficia. Gli ormoni smettono di essere un campo di battaglia. L’energia torna più stabile, la mente si fa più lucida, il corpo smette di urlare perché finalmente qualcuno ha iniziato ad ascoltarlo.

XO - Patrizia Coffaro

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