21/11/2025
🧑⚕️ Dott.ssa Cinzia Di Petta
📰🔍 Noduli tiroidei: cosa sono e quando preoccuparsi?
A parlarcene oggi è la nostra consulente endocrinologa ed ecografista della tiroide intervistata da Omnibus Salute in una puntata dedicata alla prevenzione delle malattie tiroidee.
𝘕𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘪𝘴𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘰𝘨𝘨𝘪 𝘢𝘧𝘧𝘳𝘰𝘯𝘵𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘶𝘯 𝘵𝘦𝘮𝘢 𝘮𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘪𝘤𝘢𝘵𝘰. 𝘊𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘥𝘰𝘵𝘵𝘰𝘳𝘦𝘴𝘴𝘢 𝘊𝘪𝘯𝘻𝘪𝘢 𝘋𝘪 𝘗𝘦𝘵𝘵𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘭𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘥𝘪
𝗡𝗼𝗱𝘂𝗹𝗶 𝘁𝗶𝗿𝗼𝗶𝗱𝗲𝗶: 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗹𝗶, 𝗱𝗶𝗮𝗴𝗻𝗼𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮𝗿𝗹𝗶 𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗿𝗲𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝗿𝘀𝗶
Non è sempre uno di quei noduli che possono avvertirsi alla palpazione, ma anzi spesso si scopre per caso durante un’ecografia. Parliamo del nodulo tiroideo. Molto comune soprattutto fra le donne, nella maggior parte dei casi si tratta di 𝙥𝙞𝙘𝙘𝙤𝙡𝙚 𝙛𝙤𝙧𝙢𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 – 𝙨𝙤𝙡𝙞𝙙𝙚 𝙤 𝙡𝙞𝙦𝙪𝙞𝙙𝙚 – 𝙗𝙚𝙣𝙞𝙜𝙣𝙚 che si sviluppano all’interno della tiroide. In genere non alterano la funzionalità della ghiandola, tuttavia la loro presenza richiede sempre 𝙪𝙣’𝙖𝙩𝙩𝙚𝙣𝙩𝙖 𝙫𝙖𝙡𝙪𝙩𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙚𝙨𝙘𝙡𝙪𝙙𝙚𝙧𝙚 𝙧𝙞𝙨𝙘𝙝𝙞 di natura maligna e per stabilire il corretto percorso diagnostico e terapeutico.
Quando bisogna fare ulteriori accertamenti e quando invece è sufficiente un semplice controllo nel tempo? Ne abbiamo parlato con la 𝘿𝙤𝙩𝙩.𝙨𝙨𝙖 𝘾𝙞𝙣𝙯𝙞𝙖 𝘿𝙞 𝙋𝙚𝙩𝙩𝙖, 𝙎𝙥𝙚𝙘𝙞𝙖𝙡𝙞𝙨𝙩𝙖 𝙞𝙣 𝙀𝙣𝙙𝙤𝙘𝙧𝙞𝙣𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙖 di Omnibus Salute, che ci aiuta a capire meglio come riconoscere, diagnosticare e gestire i noduli tiroidei.
𝗜𝗻𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘂𝗻 𝗻𝗼𝗱𝘂𝗹𝗼 𝘁𝗶𝗿𝗼𝗶𝗱𝗲𝗼?
«Molti noduli tiroidei sono asintomatici e vengono scoperti casualmente. Quando invece danno sintomi, possono causare compressione delle strutture del collo, con senso di costrizione, difficoltà a deglutire o respirare, e talvolta abbassamento della voce.»
𝗤𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶 𝗶 𝗻𝗼𝗱𝘂𝗹𝗶 𝘁𝗶𝗿𝗼𝗶𝗱𝗲𝗶 𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼?
«I noduli tiroidei, singoli o multipli, sono tra le patologie endocrine più frequenti. La loro prevalenza aumenta con l’età e colpisce più spesso il sesso femminile. Sono più comuni nelle aree con carenza di iodio e nei soggetti che sono stati esposti a radiazioni al collo, soprattutto in età infantile, che rappresenta l’unico fattore di rischio specifico per noduli maligni. Ovviamente, possono colpire anche in base alla familiarità per patologie della tiroide.»
𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗲𝘀𝗮𝗺𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗮𝗴𝗻𝗼𝘀𝗶?
«L’esame più importante è l’ecografia, che permette di valutare dimensioni, struttura interna (solida, liquida o mista), presenza di microcalcificazioni e caratteristiche dei margini dei noduli. In base ai risultati, si decide se è necessario un ago-aspirato eco-guidato per esame citologico. Inoltre, gli esami del sangue includono TSH, fT3 e fT4 per valutare la funzione tiroidea, gli anticorpi anti-tiroide (AbTg e AbTPO) e, nei casi sospetti, la calcitonina, marker del carcinoma midollare.»
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗰𝘂𝗿𝗮𝗻𝗼?
«La maggior parte dei noduli non richiede trattamento. Tuttavia, in caso di sospetto maligno, problemi compressivi o motivi estetici, si può ricorrere alla tiroidectomia (ossia la rimozione totale o parziale della tiroide). La terapia radio metabolica con iodio 131 è riservata solo ai noduli iperfunzionanti (cioè che producono troppo ormone tiroideo) in caso di controindicazioni all’intervento chirurgico non è possibile, ad esempio per malattie cardiache.»
Intervista di Giorgia Martino
Giornalista, Content Editor e Social Media Editor, esperta in argomenti di salute e benessere.
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