ConoScienza Alimentare

ConoScienza Alimentare 👨🏻‍🔬 Tecnologo Alimentare | Personal Trainer e Laureando in Scienze della Nutrizione Umana. 🧬 Approccio scientifico a nutrizione, allenamento e alimenti.

27/01/2026

Quando gli zuccheri e i cibi ultraprocessati scatenano l’infiammazione nel corpo

L’assunzione eccessiva di zuccheri semplici e di alimenti ultraprocessati può attivare una risposta infiammatoria nel nostro organismo.
L’infiammazione cronica è associata a diverse condizioni di salute, tra cui malattie cardio-metaboliche, obesità e problemi muscoloscheletrici.
Comprendere i segnali del corpo aiuta a fare scelte alimentari più sane nel quotidiano.

Come funziona l’infiammazione legata a zuccheri e ultraprocessati

Zuccheri ad alto indice glicemico: picchi di glucosio nel sangue stimolano una cascata di segnali infiammatori.

Cibi ultraprocessati: contenuti come grassi saturi, additivi e sale possono alterare il microbiota e favorire l’infiammazione sistemica.

Disbiosi intestinale: una dieta poco equilibrata può alterare la barriera intestinale, aumentando la permeabilità e l’infiammazione.

Stress ossidativo: consumo eccessivo di alimentarità trasformate può aumentare i radicali liberi, contribuendo al danno cellulare.

Segnali che il corpo può inviare

Gonfiore e pienezza dopo pasti ricchi di zuccheri
Affaticamento persistente e mal di testa ricorrenti

Cambiamenti di peso senza spiegazioni chiare

Dolori articolari o rigidità muscolare

Alterazioni della pelle (eczema, irritazioni)

Come ridurre l’infiammazione legata a dieta

Riduci zuccheri aggiunti: limita bibite, dolci confezionati e snack ad alto contenuto di zuccheri.

Preferisci cibi poco processati: frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e legumi.

Aumenta fibre e fermenti buoni: yogurt naturale, kefir, verdure fermentate e cereali integrali.

Grassi di qualità: favorisci olio extravergine d’oliva, avocado, noci e pesce azzurro.

Idratazione e moderazione: bere acqua a sufficienza e limitare alcolici e sale.

Stile di vita equilibrato: attività fisica regolare, sonno di qualità e gestione dello stress.

Esempio di diario alimentare semplice (GIRO DI 3 GIORNI)
Giorno 1: pasti bilanciati con carboidrati complessi, proteine magre e grassi sani.
Giorno 2: attenzione ai condimenti ultra-trasformati; preferire spezie ed erbe.
Giorno 3: focus su verdure colorate, legumi e cereali integrali.

20/01/2026

🚨 ATTENZIONE!
Se non mangi prima le proteine e poi i carboidrati,
⚠️ il picco glicemico sale
⚠️ l’insulina impazzisce
⚠️ e tu… ingrassi guardando un chicco di riso.
Giusto?
Ehm. No. Ma bella storia.
🍗🍝 Partiamo dal presupposto (già traballante)
È vero che l’ordine degli alimenti può modulare leggermente la risposta glicemica nel breve termine.
Proteine, fibre e grassi rallentano l’assorbimento dei carboidrati.
Fin qui: scienza ✔️
👉 Ma ora arriva il salto logico olimpionico: “Se mangio prima le proteine → picco glicemico più basso → dimagrisco”
No.
Così non funziona. Così sembra che funzioni.
🥗 La domanda che nessuno vuole farsi
Dimagrisci perché:
hai mangiato prima il pollo
o perché
sei in deficit calorico da settimane?
Spoiler: non è il pollo che ti salva la bilancia.
📉 Il picco glicemico non è il cattivo del film
Conta:
il contesto del pasto
la quantità totale
la frequenza
lo stato metabolico
lo stile di vita
Non l’ordine militare con cui attacchi il piatto.
🍝 Se mangi 120 g di pasta:
prima
dopo
durante una preghiera tibetana
le calorie restano lì. Non scappano.
💡 Conclusione (ironica ma vera)
Mangiare prima le proteine non è magia,
non “spegne” l’insulina
e soprattutto non sostituisce una dieta sensata.
Se dimagrire fosse una questione di ordine dei bocconi,
i nutrizionisti lavorerebbero come direttori d’orchestra.
🎻 “Ora i carboidrati entrano al minuto 3:45”.

Parole chiave:
picco glicemico, ordine degli alimenti, proteine e carboidrati, dimagrimento, insulina, metabolismo, educazione alimentare


19/01/2026

Parliamo di una cosa che sembra banale… e invece scatena guerre di religione alimentare: l’essere umano è onnivoro. E sì, può mangiare carne.

Partiamo dai fatti, non dalle tifoserie.

🔬 Biologia, non opinioni
L’essere umano ha:

denti incisivi per tagliare
canini (piccoli, ma presenti)
molari per triturare
un apparato digerente intermedio, né da erbivoro né da carnivoro

Traduzione semplice: siamo progettati per mangiare di tutto. Se fossimo erbivori stretti, la lattuga sarebbe il nostro T-bone steak. Ma non è andata così.

🥩 La carne nella storia umana
La carne ha avuto un ruolo chiave nell’evoluzione:
alta densità energetica
proteine complete
ferro eme, vitamina B12, zinco

Senza la carne (e la cottura), lo sviluppo del cervello umano sarebbe stato… diciamo meno brillante. E probabilmente non staremmo discutendo sui social.

Ora però attenzione, perché qui nasce l’equivoco.

👉 Dire che possiamo mangiare carne

❌ non significa che dobbiamo mangiarne in eccesso
❌ non significa che tutta la carne faccia bene
❌ non significa che chi non la mangia è sbagliato

Un onnivoro sceglie, non divora tutto senza criterio.
🥦 Altro punto che molti ignorano

Un onnivoro può vivere anche senza carne, se la dieta è ben pianificata.

Ma questo non rende la carne “innaturale” o “veleno per definizione”.

La scienza non funziona per slogan.

Il vero problema non è carne sì o carne no.
È:
quanta
quale
quanto spesso
e in quale contesto alimentare

📌 Conclusione scomoda per molti:
l’essere umano non è né carnivoro né erbivoro.

È onnivoro con cervello. E il cervello serve per capire, non per estremizzare.

Parole chiave:
onnivoro, carne e salute, evoluzione umana, proteine animali, B12, ferro eme, alimentazione equilibrata, scienza dell’alimentazione


16/01/2026

Parliamo dei falsi integrali, perché qui c’è parecchia confusione… e qualcuno ci marcia pure.

Molti prodotti si presentano come “integrali” solo perché hanno un colore più scuro o perché “suona sano”. Ma la realtà è un’altra: non tutto ciò che è marrone è davvero integrale.

Un alimento veramente integrale contiene il chicco completo:
crusca + germe + endosperma.
È questo che garantisce fibre, micronutrienti e un impatto metabolico diverso.

I falsi integrali, invece, spesso sono:
farine raffinate a cui viene aggiunta crusca dopo
prodotti colorati con malto d’orzo o caramello
alimenti con una percentuale minima di farina integrale (ma scritta grande in etichetta)

Ora, fermiamoci un attimo:
stiamo davvero scegliendo meglio… o stiamo solo scegliendo ciò che sembra più sano?

Dal punto di vista nutrizionale, molti falsi integrali:
hanno fibre simili o poco superiori al bianco
danno picchi glicemici comparabili
saziano meno di quanto ci aspetteremmo

Quindi l’idea “integrale = dimagrante automatico” non regge, se l’integrale è finto.

Il punto non è demonizzare questi prodotti, ma sapere cosa stai comprando.

Se non leggi gli ingredienti, qualcuno ha già deciso per te.

Regola pratica:
se tra i primi ingredienti non trovi “farina integrale” (non crusca, non miscela, non “preparato”), probabilmente non è ciò che pensi.
La vera scelta consapevole non è tra bianco o integrale.
È tra conoscere e fidarsi del marketing.

Parole chiavi
falsi integrali, alimenti integrali, farina integrale, crusca, indice glicemico, fibre, etichette alimentari, marketing alimentare, nutrizione consapevole


14/01/2026

Nuove Linee Guida Alimentari USA 2025-2030: tutti a commentare la foto del piatto… peccato che il vero contenuto stia nelle 10 pagine del documento.

La verità? Non è cambiato quasi nulla rispetto alle versioni precedenti. E no, non è per forza una buona notizia.

Il problema non è tanto cosa dicono, ma come ci sono arrivati.

Partiamo dal metodo. Le critiche più pesanti riguardano il processo di elaborazione: molti scienziati coinvolti avevano legami finanziari recenti con l’industria della carne bovina e dei latticini. Questo non significa automaticamente “dati falsi”, ma significa una cosa molto semplice: il conflitto di interessi va dichiarato e gestito, non ignorato sotto il tappeto nutrizionale.

In più, il Center for Science in the Public Interest ha denunciato che i Segretari di Salute e Agricoltura avrebbero creato un gruppo parallelo di esperti, aggirando i normali processi pubblici e trasparenti. Tradotto: meno trasparenza, più decisioni dietro le quinte.

Risultato finale? Le nuove linee guida respingono oltre la metà delle raccomandazioni del Comitato Consultivo Scientifico originale. Cioè quello che aveva analizzato davvero la letteratura scientifica. Un dettaglio… insignificante, vero?

E poi c’è il grande assente: l’ambiente. Completamente ignorato. Eppure sappiamo benissimo che la produzione di carne bovina è tra i principali contributori ai danni ambientali legati all’alimentazione. Non è un’opinione, è letteratura scientifica.

Io di questo ne avevo già parlato tempo fa in un video, andatelo a recuperare, perché oggi è ancora più attuale.

Ignorare il legame tra pattern alimentari e sostenibilità non è neutralità scientifica: è una regressione rispetto alle evidenze accumulate negli ultimi anni.

Morale della storia?
Non fermarti alla grafica carina.
Leggi il documento. Guarda chi lo scrive. Guarda cosa viene escluso.

Perché in nutrizione (e nella scienza in generale) il problema raramente è quello che vedi. È quello che non ti fanno vedere.

E ora dimmi: secondo te le linee guida dovrebbero includere anche criteri ambientali, oppure “non è compito loro”?

12/01/2026

Ma è vero che se non ti fa male il giorno dopo significa che non to sei allenato bene?

Le uova sono un alimento fondamentale in molte cucine, ma spesso ci chiediamo: come conservare le uova in modo sicuro e ...
09/01/2026

Le uova sono un alimento fondamentale in molte cucine, ma spesso ci chiediamo: come conservare le uova in modo sicuro e prolungarne la freschezza?

Ecco alcune linee guida che ti faranno diventare un vero esperto della conservazione delle uova!

1. Conservazione in frigorifero? Sì, ma con alcune precauzioni!
Le uova dovrebbero essere conservate sempre in frigorifero a una temperatura inferiore ai 4°C. Questo rallenta la crescita di batteri come la Salmonella, che può contaminare l’uovo se non è conservato correttamente. Ma c'è un piccolo trucco: le uova dovrebbero essere riposte nella loro scatola originale, che protegge dal danneggiarle e da odori estranei nel frigo (tipo il pesce o il formaggio!).

2. La scatola o la porta del frigo?
Sebbene molte persone mettano le uova nella porta del frigo, in realtà non è l'ideale, poiché la temperatura tende a variare troppo. È meglio tenerle in una zona centrale, dove la temperatura è più costante. Il contenitore originale è la soluzione perfetta perché mantiene il livello di umidità giusto per farle durare più a lungo.

3. Freschezza: come capire se le uova sono ancora buone?
Anche se le uova possono rimanere fresche per 3-5 settimane in frigorifero, è sempre utile fare il test dell’acqua. Metti un uovo in un bicchiere d'acqua:
Se affonda e si distende orizzontalmente, è fresca.
Se rimane a metà, è un po’ più vecchia, ma ancora buona.
Se galleggia, purtroppo è andata.

4. Uova a temperatura ambiente: solo per poco tempo!
Le uova vanno conservate in frigo, ma se devi utilizzarle per una ricetta (per esempio, per una torta), puoi lasciarle a temperatura ambiente per un paio d'ore prima dell'uso. Questo le aiuterà a mo***re meglio, ma non superare mai le 2 ore fuori dal frigo!

5. Uova sode? Ancora più facile!
Le uova sode, una volta cotte, vanno conservate sempre in frigo. Sono sicure fino a una settimana. Se le hai lasciate nel guscio, mantengono la freschezza più a lungo.

6. Conservare le uova senza guscio?
Se hai bisogno di conservare solo l'albume o il tuorlo, puoi farlo in contenitori ermetici. L'albume può durare fino a 4 giorni, mentre il tuorlo va consumato entro 2 giorni. Non dimenticare di etichettare il contenitore per sapere quando scadono!

La chiave per conservare le uova è la temperatura costante e la pulizia. Non farle mai entrare in contatto con liquidi o altri alimenti crudi per evitare contaminazioni. E tu, come conservi le tue uova? Hai qualche trucco che usi per mantenerle fresche più a lungo? Scrivilo nei commenti, sono curioso di scoprire le tue soluzioni!

09/01/2026

Bere bevande molto calde può causare problemi, sì.
Ma non perché “il tè ti dà il cancro” come spesso si sente dire.

Dove nasce il problema?
Il punto non è cosa bevi, ma a che temperatura. Quando introduci ripetutamente liquidi sopra i 65°C, puoi creare:
micro-ustioni croniche a livello di bocca, gola ed esofago
infiammazione persistente
alterazione dei meccanismi di riparazione dei tessuti

Ed è qui che entra in gioco il rischio: l’infiammazione cronica è un terreno favorevole allo sviluppo di patologie, inclusi tumori dell’esofago. Non lo dico io per simpatia: l’IARC (OMS) ha classificato le bevande molto calde come probabilmente cancerogene per effetto termico, non chimico.

In molte zone del mondo (Sud America, Asia centrale) esiste l’abitudine culturale di bere liquidi bollenti, più volte al giorno. Ed è lì che gli studi osservano un rischio maggiore.
Abitudine + temperatura elevata + tempo, non “una tisana ogni tanto”.

Quindi, cosa ha senso dire?
Non: “le bevande calde causano il cancro”

Sì: “bere abitualmente bevande molto calde può danneggiare i tessuti”

Sapete che il pesce deperisce velocemente per batteri e istamina? Ecco i miei consigli da Tecnologo Alimentare per mante...
08/01/2026

Sapete che il pesce deperisce velocemente per batteri e istamina? Ecco i miei consigli da Tecnologo Alimentare per mantenerlo sicuro e gustoso:

❄️ In FRIGO (0-4°C, parte più bassa):
Pulite, lavate e asciugate bene.
Chiudete in contenitore ermetico o pellicola.
Consumate entro 24-48 ore max!

🧊 Per FREEZER (-18°C):
Porzioni singole, sottovuoto o sacchetti.
Surgelate rapido a -30°C se possibile.
Dura 6-12 mesi, ma gustoso fino a 3!

Evitate: contatto con altri cibi, ghiaccio fuso diretto, temperature ballerine. Così zero sprechi e salute top!

💪Qual è il vostro trucco per il pesce?

Commentate! "

Visita il Mio Profilo TikTok
07/01/2026

Visita il Mio Profilo TikTok

.michele.la.grotta 1336 Follower, 53 Seguiti, 12.3k Mi piace - Guarda fantastici video brevi creati da Cono(Scienza) Alimentare

Visita il Mio Profilo Instagram
07/01/2026

Visita il Mio Profilo Instagram

11K Followers, 5,680 Following, 256 Posts - See Instagram photos and videos from Cono(Scienza) Alimentare (.la.grotta)

Partiamo da una verità un po' scomoda: se pensi che "dieta" significhi dire addio per sempre alle cene fuori, il vero pr...
07/01/2026

Partiamo da una verità un po' scomoda: se pensi che "dieta" significhi dire addio per sempre alle cene fuori, il vero problema non è il ristorante... è l'idea distorta di dieta che ti hanno rifilato. Togliamoci subito un mito: una cena fuori non rovina tutto.

Quello che conta davvero è la somma delle tue abitudini quotidiane, non quella pizza occasionale. Se fosse un singolo pasto a farti ingrassare, saremmo tutti obesi dopo Natale – e spoiler, non è così che funziona il metabolismo.

La chiave è scegliere con intelligenza, senza punirti. Non sei obbligato a ordinare l'insalata triste mentre gli amici si godono i loro piatti. Punta su opzioni semplici e sensate: una fonte proteica chiara come grigliata, pesce o carne; carboidrati presenti ma non esagerati, come un primo leggero; contorni veri, senza affogare tutto in salse misteriose.

Il guaio non è la pasta in sé, ma la combo pasta + pane + dolce + digestivo "perché ormai è andata". Un errore comune? Digiunare tutto il giorno per "guadagnarti" la libertà serale. Risultato: arrivi affamato, perdi il controllo e opti per porzioni XXL o scelte impulsive.

Complimenti, hai sabotato tutto da solo. L'ultima regola, la più importante: la dieta deve adattarsi alla tua vita, non il contrario. Se uscire a cena ti rende felice e ti fa vivere meglio, allora pianificala, non subirla.

Ricorda:
Mangiare bene non significa mangiare poco.
Essere a dieta non è una punizione.
L'equilibrio si costruisce sul lungo periodo.

Indirizzo

Sant'arcangelo
85037

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando ConoScienza Alimentare pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a ConoScienza Alimentare:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram