25/02/2026
🔵 𝐑𝐈𝐏𝐀𝐑𝐓𝐈𝐑𝐄 𝐃𝐀 𝐓𝐑𝐄𝐃𝐈𝐂𝐈: la sanità abruzzese rimetta al centro il pubblico e il territorio.
La riorganizzazione della rete ospedaliera in Abruzzo è ferma. 𝐈𝐥 𝐧𝐨𝐝𝐨 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐨: la ASL di Teramo ha inserito nel proprio Atto aziendale la UOC di Chirurgia generale di Sant’Omero, portando il totale regionale a 𝟏𝟒 𝐔𝐎𝐂, una in più rispetto al tetto massimo di 13 previsto dal DM 70/2015 e recepito dalla legge regionale 60/2023.
Quel limite non è un’opinione. È una norma.
𝐄𝐝 𝐞̀ 𝐝𝐚 𝐥𝐢̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞.
Secondo l’impostazione regionale:
• 10 UOC sarebbero pubbliche (3 ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 4 ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti, 1 ASL di Pescara, 2 ASL di Teramo);
• 𝟑 𝐯𝐞𝐫𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐢𝐭𝐞 𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 sopra soglia posti letto: Clinica L’Immacolata, Clinica Pierangeli e Villa Serena.
Ma il punto non è solo numerico. 𝐄̀ 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨.
𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐫𝐥𝐨.
Non può essere il pubblico a rifarsi per fare spazio al convenzionato.
Nel teramano il risultato sarebbe chiaro: due ospedali pubblici, 𝐒𝐚𝐧𝐭’𝐎𝐦𝐞𝐫𝐨 𝐞 𝐆𝐢𝐮𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨𝐯𝐚, 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐔𝐎𝐂 𝐝𝐢 𝐂𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞. Una penalizzazione territoriale evidente.
Ci sono poi criticità strutturali:
• la clinica privata aquilana non dispone di Terapia intensiva;
• 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐭’𝐎𝐦𝐞𝐫𝐨 𝐞 𝐆𝐢𝐮𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨𝐯𝐚 𝐬𝐢̀;
• le cliniche private pescaresi hanno la Terapia intensiva ma non risultano integrate nella rete pubblica dell’Emergenza-Urgenza.
𝐋𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐬𝐜𝐡𝐞𝐦𝐚 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐞𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐎𝐫𝐭𝐨𝐩𝐞𝐝𝐢𝐚: stesso tetto, stesso meccanismo, stesso problema.
In una fase in cui la mobilità passiva penalizza la provincia di Teramo e l’intera regione, la priorità deve essere il 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐟𝐟𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚.
📍 Di questo si parlerà il 𝟔 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭’𝐎𝐦𝐞𝐫𝐨, 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐦𝐛𝐥𝐞𝐚 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 organizzata dal Comitato Civico a tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica.
𝐑𝐢𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐭𝐫𝐞𝐝𝐢𝐜𝐢, 𝐬𝐢̀.
𝐌𝐚 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨.