01/02/2022
MUTAZIONI VIRALI E CAMBIAMENTI CULTURALI …
Recenti episodi di cronaca ed altri riguardanti la mia attività professionale di medico di famiglia
mi hanno fatto riflettere e capire quanto la matrice culturale possa incidere sui comportamenti paranoici delle persone, a prescindere dal loro grado di istruzione.
Alcuni giorni fa, una mia paziente, mi ha chiesto , se potevo, quando ero di servizio al centro vaccinale, fare il piacere di simulare l’ avvenuta vaccinazione per lei e per alcuni suoi amici , Testimoni di Geova, che, per motivi lavorativi, avevano bisogno del green pass ma non volevano vaccinarsi perché avevano paura che il vaccino uccidesse le persone.
Qualche giorno prima avevo letto sui social la notizia che una famiglia di testimoni di Geova, Guido Martinelli, Vittorina Spadi e la loro figlia di 53 anni Roberta erano morti nel giro di tre giorni a causa del Covid, e, che la famiglia non era vaccinata.
Il giorno successivo ho ascoltato al telegiornale che un Prelato dissidente No-VAX, a capo di una setta Cristiana integralista, durante le sue omelie , per evitare contaminazioni culturali, proibiva ai giovani della sua comunità di frequentare luoghi e locali pubblici dove potevano incontrare coetanei SI-VAX.
Ciò mi ha fatto riflettere molto e capire che è assai plausibile che la predisposizione alla sfiducia favorisca la sindrome No-Vax e sia alimentata e rafforzata dal fatto che costoro facciano comunità, molto spesso attraverso i social, dove trovano continue conferme interpersonali basate sulla inferenza motivata e sul preconcetto della conferma, per cui elaborano una loro visione della realtà refrattaria ad ogni smentita: .
Un tempo , quando le conoscenze erano molto limitate e la vita media era molto più breve, la visione del mondo esterno non cambiava per millenni e le società umane reagivano all’ansia prodotta dall’ incertezza del futuro elaborando, ognuno a modo suo, delle credenze religiose, basate su certezze fideistiche che, postulando l’esistenza di un Dio Onnipotente e di e di una vita eterna nell’ aldilà, placavano l’ ansia e il panico.
La paura, d’altronde, non dimentichiamolo, è una emozione umana utilissima per la sopravvivenza, perché ci avvisa dei pericoli reali e ci fa prendere delle misure per evitarli o superarli.
Il problema è quando la paura non è reale ma deriva dalla incapacità della mente umana di sopportare le incertezze e quindi costruisce dei pericoli immaginari che si trasformano in ansia , attacchi di panico e angoscia di morte imminente.
Oggi, viviamo in una epoca in cui la vita media si è molto allungata e l’enorme sviluppo del progresso scientifico ha impresso una grande accelerazione ai cambiamenti esterni che hanno incrementato le incertezze interiori.
Per alcuni, la scienza è diventata un sostituto della religione per cui hanno sviluppato una fede nella scienza , come se la scienza potesse fornire anch’essa delle certezze. Questo tipo di fede nella scienza ha ormai fatto il suo tempo.Gli scienziati, possono al massimo offrire ragionevoli certezze basate su evidenze scientifiche e osservazioni sistematiche, oppure formulare teorie probabilistiche basate sulla inferenza alla migliore spiegazione.
Altri, di fronte a queste incertezze hanno perso la fede nella scienza e nel progresso , per cui annunciano catastrofi imminenti e arrivano quasi a pensare che la specie umana stia correndo verso la sua estinzione, facendo aumentare drammaticamente l’ ansia e la paura per ogni sorta di cambiamento.
Si tratta di tabù culturali ,basati su una visione metafisica e antiscientifica della realtà, che, da millenni vengono trasmessi tramite lo indottrinamento ideologico e religioso con modelli educativi e didattici obsoleti, irrazionali e surreali.
La scienza non avanza per certezze, ma per ipotesi che sono verificabili da parte di chiunque abbia voglia di studiare e approfondire.
Le verità della scienza sono prodotte dai cervelli umani e camminano sulle gambe degli uomini lungo percorsi evolutivi stretti e in salita.
Questi percorsi sono segnati continuamente da incidenti e accidenti che noi usiamo dire legati al Caso , non perché non ci sia una causa, ma semplicemente perché l’ uomo non è ancora riuscito a scoprirla.
Non ci sono certezze per nessuno, ma solo probabilità che le cose possano accadere o meno: >.
Queste alterne vicende c’ impongono di valutare tra gli incidenti e gli accidenti del Caso anche il Covid, non solo dal punto di vista sanitario ma anche dal punto di vista culturale, perché la comunità internazionale, nonostante l’ enorme progresso scientifico avuto negli ultimi decenni, non si è evoluta sul piano della visione scientifica della realtà.
Una comunità evoluta non subisce la dittatura dell’ urgenza, ma la previene con i protocolli e i piani pandemici, che agiscono, sia in emergenza che in manutenzione, in base ai principi di prevenzione e di precauzione.
I due principi stabiliscono il necessario per limitare o eliminare il pericolo.
Perciò bisogna investire sempre più risorse economiche nella scuola, nella ricerca scientifica e nell’ industria della salute per cambiare qualcosa dentro e fuori di noi, e capire che siamo parti di un insieme, sia esso il sistema sanitario o la pubblica istruzione.
Fuori di noi, ci deve essere più protezione e meno controllo, per cui, in primis, bisogna cambiare la comunicazione e spiegare:
- che la differenza che passa tra protezione e controllo è la stessa che discrimina democrazia e dittatura, per cui c’ è bisogno di maggiore responsabilità individuale per godere di una maggiore sicurezza e libertà collettiva.
-che di virus e vaccini dovrebbero parlare solo gli esperti in materia , virologi e ricercatori, nel modo più semplice possibile, per far capire a tutti cos’è un virus, come si previene il contagio con delle semplici precauzioni e perché si riduce la gravità della malattia con la vaccinazione preventiva.
-che va evitato il contraddittorio pubblico con persone ignoranti funzionali che, sebbene siano istruite, sono inesperte della scienza medica.
-che la variante virale Omicron è meno pericolosa delle precedenti ma molto più contagiosa, per cui non bisogna sottovalutarla.
-che i vaccini, a causa della grande capacità di mutazioni del virus, al momento, non proteggono dal contagio ma migliorano il decorso clinico della malattia rendendo la prognosi meno infausta.
Dentro di noi occorre una evoluzione culturale:
- per smantellare la sovrastruttura di certezze fideistiche, ideologiche e religiose.
- per imparare a coniugare la conoscenza delle scoperte scientifiche con la saggezza dei nostri comportamenti.
- per cambiare stile di vita con un nuovo paradigma mentale che modifichi radicalmente i nostri comportamenti e le nostre abitudini tradizionali con nuovi usi e costumi.
-per imparare a rispettare la “NATURA “, ed evitare che con la alterazione dell’ “ ECO-SISTEMA “ ci possano essere sempre altri nuovi Virus e altre Pandemie che metterebbero a rischio la vita dei nostri figli e delle future generazioni.