31/01/2026
Ci accorgiamo del nostro corpo soprattutto quando qualcosa non va. Quando fa male, quando ci limita, quando non risponde come vorremmo.
Eppure, ogni giorno, lavora in silenzio.
Il cuore batte senza sosta, miliardi di volte in una vita, per portare ossigeno e nutrimento a ogni cellula.
I polmoni modulano il respiro adattandosi a ciò che facciamo, a come dormiamo, a quanto siamo sotto sforzo.
L’apparato gastrointestinale trasforma ciò che mangiamo in energia, molecole, segnali utili alla vita.
I muscoli ci permettono di stare in piedi, muoverci nello spazio, arrivare dove vogliamo.
Le mani spesso diventano linguaggio, quando le parole non bastano.
Il cervello tiene insieme tutto questo, come un direttore d’orchestra: integra segnali, coordina risposte, regola emozioni, memoria, comportamento.
Sotto ciò che vediamo c’è un’intelligenza biologica profonda, fatta di regolazioni continue, tentativi costanti di equilibrio, adattamenti silenziosi. Anche quando il corpo sembra “non funzionare”, sta comunque cercando di proteggerci e mantenerci in vita.
Forse dovremmo fermarci più spesso a riconoscere questo lavoro invisibile e imparare a guardare il corpo non come qualcosa da controllare o correggere, ma come uno spazio vivo, complesso, degno di rispetto.
Un tempio sacro. E come tale, prendercene cura. 🌱