09/03/2026
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1️⃣ Quando si parla di prima seduta, si pensa spesso a cosa verrà detto, molto meno a ciò che si sente...eppure il corpo arriva prima delle parole.
👀 C’è chi entra con lo stomaco contratto, chi sente il cuore accelerare, chi si accorge che la voce non esce come al solito. C’è una tensione sottile nelle spalle, un modo diverso di sedersi, di appoggiare le mani, il corpo registra che sta accadendo qualcosa di non abituale.
Arrivare alla prima seduta non è un gesto neutro, è il punto di arrivo di una trattativa interna durata giorni, mesi, a volte anni. Prima di varcare quella soglia, molte persone hanno provato a farcela da sole, hanno minimizzato, hanno rimandato, hanno stretto i denti.
Entrare significa interrompere quella autosufficienza e questo ha un costo psichico.
▫️ Si investe fiducia senza avere ancora esperienza su cui poggiarla
▫️ Si investe vulnerabilità: dire ad alta voce qualcosa che forse è rimasto a lungo nel corpo, prima che nelle parole
▫️ Si investe tempo mentale, energia, attenzione verso parti di sé che erano state tenute ai margini
La prima seduta non è una prova da osservare a distanza, è un atto che coinvolge.
Forse la domanda silenziosa che attraversa quell’ora non è “mi troverò bene?”
↪️È più profonda, più fisica: riesco a restare qui, mentre mi espongo?
La terapia comincia in quel momento preciso, quando il corpo resta seduto, anche se vorrebbe arretrare, quando la voce trema un poco, ma parla
🤍 Entrare costa