Dott.ssa Eleonora Secchi

Dott.ssa Eleonora Secchi Psicologa clinica e dello sport. Amo occuparmi di orientamento ed empowerment personale.

.😴 C’è una stanchezza che non ha a che fare con il sonno, né con le ore piene dell’agenda.🤫 È una stanchezza più silenzi...
02/02/2026

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😴 C’è una stanchezza che non ha a che fare con il sonno, né con le ore piene dell’agenda.

🤫 È una stanchezza più silenziosa, che si accumula quando teniamo insieme troppe parti di noi: quella che va avanti, quella che regge, quella che non può fermarsi, quella che “adesso non è il momento”.

🫴🏻 A volte non siamo stanchə di fare...
▫️siamo stanchə di trattenere, di contenere emozioni che non trovano spazio
▫️di restare in piedi anche quando dentro qualcosa chiede di appoggiarsi
▫️di funzionare, mentre una parte di noi avrebbe bisogno solo di essere ascoltata

La stanchezza, in questi casi, non è un difetto da correggere, è un segnale...non sempre chiaro, non sempre comodo, ma spesso onesto.

E se invece di domandarci “come faccio a recuperare energie?”

😮‍💨Ci domandassimo "da dove sto spendendo più di quanto posso e cosa succede se smetto, anche solo per un momento, di reggere tutto?"

🥴  Viviamo in un tempo in cui anche le emozioni sembrano dover "funzionare", sembrano doversi piegarsi alla nostra utili...
26/01/2026

🥴 Viviamo in un tempo in cui anche le emozioni sembrano dover "funzionare", sembrano doversi piegarsi alla nostra utilità, sembrano doversi trasformarsi a nostro piacimento.

🔸 La calma è apprezzata
🔸 La resilienza è celebrata
🔸 Il dolore, meglio se breve
🔸 La rabbia, solo se ben direzionata

Eppure non tutte le emozioni nascono per migliorarci, alcune non chiedono gestione, né spiegazioni, chiedono solo spazio.

🫤 Quando anche il sentire diventa una prestazione,
rischiamo di ascoltarci solo a metà, solo finché ciò che proviamo è accettabile.

🤔 Cosa cambia se invece di chiederci come gestire meglio ciò che sentiamo,
ci chiedessimo cosa accade quando smettiamo di ascoltarlo?

.Ⓜ️ Ogni anno, il terzo lunedì di gennaio viene eletto “Blue Monday”, il giorno più triste dell’anno.Ma la verità è che ...
19/01/2026

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Ⓜ️ Ogni anno, il terzo lunedì di gennaio viene eletto “Blue Monday”, il giorno più triste dell’anno.
Ma la verità è che non esiste un’equazione capace di dirci come dobbiamo sentirci.

Le emozioni non seguono un calendario, non si programmano e non dipendono da una formula matematica nata più come trovata pubblicitaria che come evidenza scientifica.

🌀 Quello che possiamo fare, però, è ricordarci che abbiamo un ruolo attivo nel nostro benessere, non nel senso di “decidere di essere sempre felici”, ma nel darci il permesso di ascoltarci, rallentare, fare spazio a ciò che c’è, senza giudicarci.

Se oggi è una giornata pesante, va bene.
Se oggi è una giornata leggera, va bene.
Se oggi è solo un lunedì, va bene lo stesso.

🌬️ Il punto non è negare ciò che proviamo, ma riconoscere che il nostro vissuto non è determinato da un’etichetta e che, in mezzo alle narrazioni che ci dicono come “dovremmo” sentirci, possiamo scegliere di tornare a noi.
Anche solo per un respiro in più.

.🌳Cosimo sale sugli alberi e decide di non scendere più, un gesto radicale, che spesso viene letto come fuga.☝🏻Ma Cosimo...
12/01/2026

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🌳Cosimo sale sugli alberi e decide di non scendere più, un gesto radicale, che spesso viene letto come fuga.
☝🏻Ma Cosimo Piovasco di Rondó non smettere di vivere, trova un modo diverso di farlo, non per rifiutare il mondo, ma per guardarlo senza esserne schiacciato.
Tra i rami costruisce relazioni, affetti, pensieri, da lontano, ma non da assente.

🤔 Ma quindi...e se "Il barone rampante" raccontasse qualcosa di più sottile, come la ricerca di una distanza che permetta di restare in relazione senza perdersi?
Perché "salire" (cioè cambiare prospettiva) potrebbe essere l’unico modo per non sparire.

🌬️ In fondo, se ci soffermiamo con attenzione, non tutti gli allontanamenti sono rifiuto, alcuni possono essere tentativi di sopravvivenza psichica o persino modi per respirare quando il contesto diventa troppo stretto, rigido, definito.

💡In terapia emerge spesso questo nodo: quanto possiamo restare senza tradirci e quando invece prendere distanza diventa un atto di fedeltà a noi stess*?
⁉️ E forse la domanda non è perché Cosimo non scenda, ma da quale altezza, oggi, ciascunə di noi riesce a restare nel mondo
senza smettere di respirare.

🤍 Calvino non offre risposte, mette in scena una possibilità e ci lascia una domanda aperta, che vale ancora oggi: da dove riesci a stare nel mondo, senza smettere di essere te?

Booklist2026

.Per Natale vorrei augurarti😨 zero ansia💘 relazioni sane👨‍👩‍👦‍👦 famiglie emotivamente funzionali✋🏼 confini rispettati al...
23/12/2025

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Per Natale vorrei augurarti
😨 zero ansia
💘 relazioni sane
👨‍👩‍👦‍👦 famiglie emotivamente funzionali
✋🏼 confini rispettati al primo tentativo
🧘🏻 comunicare sempre in modo assertivo
🌈 e risolvere tutti i traumi entro il 31 dicembre

Ma non posso, perché non è così che vanno le cose, la vita non funziona a buoni propositi stagionali e la salute mentale non si sistema sotto l’albero.

Quello che posso augurarti è questo:
▫️ Se durante le feste ti senti stancə, nervosə, confusə, non stai “sbagliando” il Natale, stai vivendo relazioni, storia, memoria.
▫️ Le feste non sono una prova di maturità emotiva e non sei obbligatə a superarla.
▫️ Ma soprattutto che tu possa attraversare questo periodo così come sei, con le emozioni che ci sono, con le fatiche che emergono, con i confini che stai ancora imparando a costruire.

Buone feste, allora.
Non perfette, ma reali.

Le feste portano con sé luci, tavole apparecchiate, abitudini che si ripetono ogni anno...ma per molte persone portano a...
16/12/2025

Le feste portano con sé luci, tavole apparecchiate, abitudini che si ripetono ogni anno...ma per molte persone portano anche un’altra cosa: il peso delle aspettative familiari.

Quell’idea, a volte sottile, a volte esplicita, di dover essere in un certo modo: più disponibile, più tranquill*, più sorridente, più “giust*”.
Come se la nostra autenticità avesse bisogno di una versione speciale, adatta alle feste.

La verità è che non sempre possiamo essere ciò che gli altri desiderano da noi. E VA BENE COSÌ.

In terapia lo vedo spesso: il senso di colpa arriva quando iniziamo a muoverci verso qualcosa di più nostro e le feste possono diventare un’occasione per riconoscerlo:
👉 Quali aspettative sto ancora portando sulle spalle?
👉 Quali posso rimettere giù, almeno un po’?

Uno dei gesti più amorevoli verso sé stess* è essere come si è.
Anche a Natale 🎄

.La self-compassion è una di quelle parole che rischiano di diventare slogan.In realtà è un lavoro delicato, sottile, sp...
09/12/2025

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La self-compassion è una di quelle parole che rischiano di diventare slogan.
In realtà è un lavoro delicato, sottile, spesso faticoso; significa guardarsi senza fretta, senza sconti, senza violenza.

Non per giustificarsi, non per ignorare ciò che fa male,
ma per ricordarci che non possiamo crescere se il luogo in cui torniamo è ostile.

La gentilezza verso sé stessə non è un lusso, è un contesto interno che permette il cambiamento.

Non è qualcosa che “si fa bene”...si prova, si sbaglia, si ricomincia.
Un po’ come tutto ciò che è umano 🌟

😕 Chi sei, quando lo sport che ti ha definito per anni smette di essere il tuo presente?La fine di una carriera sportiva...
03/12/2025

😕 Chi sei, quando lo sport che ti ha definito per anni smette di essere il tuo presente?

La fine di una carriera sportiva non è mai “solo” una scelta professionale, è un passaggio identitario profondo, si tratta di lasciare andare abitudini, ritmi, ruoli, ma anche una parte di sé che per molto tempo è stata casa, certezza, direzione.

Non è facile.
Non dovrebbe esserlo.
E non è un fallimento sentirsi smarriti.

Concludere un percorso sportivo significa attraversare un vero e proprio lutto psicologico, si saluta un pezzo di storia personale, si rinegozia il proprio valore, si ricostruisce un nuovo equilibrio fatto di possibilità, non più di risultati.

In questo spazio di transizione, l’atleta scopre che può essere molto di più del suo talento, della sua disciplina, delle sue statistiche.
Scopre che può imparare a guardarsi con occhi nuovi, a investire energie in altre parti di sé, a lasciare che il corpo e la mente trovino un nuovo modo di muoversi nel mondo.

👣 Perché dopo l’ultima gara, esiste una vita intera e merita di essere esplorata con la stessa passione, la stessa cura e la stessa determinazione che hanno accompagnato ogni passo del percorso sportivo


.Siamo tutti un po’ psicologi...di solito questa frase fa sorridere, altre volte irrita un po’, perché la psicologia non...
01/12/2025

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Siamo tutti un po’ psicologi...di solito questa frase fa sorridere, altre volte irrita un po’, perché la psicologia non è improvvisazione, non è dare consigli", né avere intuizioni, è una professione, una formazione continua, un lavoro profondo.

Ma se provassimo davvero a prendere il buono nascosto dentro questa frase?

Perché, nella vita quotidiana, potremmo davvero essere un po’ più psicologi, non nel senso tecnico, ma in quello umano.

Cosa succederebbe se iniziassimo a usare, anche fuori dallo studio, alcuni strumenti fondamentali della relazione di cura?

✨ Ascolto attivo, non solo attesa del proprio turno.
✨ Curiosità sincera, invece di giudizi affrettati.
✨ Presenza, invece di risposte pronte.
✨ Rispetto dei confini, propri e altrui.
✨ Accoglienza delle emozioni, anche quelle scomode.
✨ Capacità di vedere l’altro come persona, non come ruolo.

Forse il mondo sarebbe un po’ più gentile, un po’ più attento, un po’ più vivibile, e forse scopriremmo che la psicologia non è solo una disciplina,
ma anche un modo di stare al mondo con consapevolezza, cura e umanità.

Quindi no, non siamo “tutti psicologi”, ma possiamo scegliere, ogni giorno,
di essere un po’ più umani.

.Ma a cosa serve una giornata come questa?È un giorno per togliere il rumore e lasciare che emergano le storie: quelle d...
25/11/2025

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Ma a cosa serve una giornata come questa?

È un giorno per togliere il rumore e lasciare che emergano le storie: quelle dette a bassa voce, quelle taciute per paura, quelle che non sono mai arrivate alle orecchie di nessuno.

La violenza non inizia quasi mai con un gesto eclatante.
Inizia spesso con qualcosa di silenzioso, una parola che riduce, uno sguardo che controlla, un dubbio che viene insinuato fino a diventare certezza.
Piano, lentamente, in profondità.

E proprio perché è silenziosa, molte donne ci vivono dentro a lungo, non perché “non vedano”, ma perché stanno cercando di sopravvivere.

Oggi vorrei fare spazio anche a chi è ancora nel mezzo, a chi non può parlare, a chi non si sente pronta, a chi sta scegliendo un modo — il suo — per andare avanti.

Il 25 novembre non è una ricorrenza: è un promemoria di realtà che non devono essere ignorate, è un invito a guardare senza voltare lo sguardo, ad ascoltare senza invadere.

Perché la violenza si combatte così: riconoscendola, nominando ciò che fa male, e restituendo dignità a ogni voce.

Una alla volta.
Ogni giorno. 🎈♥️

20/11/2025

AAA. Cerco stanza in affitto per studio professionale a Sassari

Sono alla ricerca di una stanza non ammobiliata da adibire a studio di psicologia/scienze dell’educazione.

.🌱 L’esperienza umana nasce sempre nell’incontro con ciò che ci circonda, sembra ovvio, ma spesso lo dimentichiamo: non ...
17/11/2025

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🌱 L’esperienza umana nasce sempre nell’incontro con ciò che ci circonda, sembra ovvio, ma spesso lo dimentichiamo: non cresciamo nel vuoto.
🧑‍🤝‍🧑 Le persone, i legami, i contesti sociali che viviamo modellano il modo in cui pensiamo, sentiamo, reagiamo e noi, allo stesso tempo, influenziamo quegli stessi contesti.

Per questo, quando entriamo in terapia, non portiamo solo “noi”, portiamo le voci che abbiamo ascoltato da bambinə, le aspettative che ci hanno accompagnato, le regole non dette della nostra famiglia, i messaggi - espliciti e impliciti - che abbiamo interiorizzato nel tempo.

💑 La famiglia ha un peso enorme in tutto questo, è il primo gruppo sociale che impariamo a conoscere, quello che ci insegna come stare al mondo, come leggere le emozioni, come muoverci tra noi e gli altri.
La sua struttura, i suoi equilibri, i suoi silenzi, le sue risorse…tutto questo contribuisce a definire il nostro modo di essere e di relazionarci.

Ed è proprio per questo che, in alcuni percorsi, portare in terapia anche la propria famiglia può essere un passaggio prezioso, non è un’accusa, né un gesto di colpa, é un atto di responsabilità e di cura verso sé stessi e verso i propri legami.

Perché a volte, per cambiare davvero, serve che il cambiamento diventi un movimento condiviso.

Indirizzo

Via Dei Mille 65
Sassari
07100

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00

Telefono

+393519395074

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