Areté Wellness Performance Rehab Lab

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Wellness & Performance per noi non è solo l'attività in palestra... e non solo per i nostri clienti, ma anche per i nost...
07/09/2020

Wellness & Performance per noi non è solo l'attività in palestra... e non solo per i nostri clienti, ma anche per i nostri coach!
Eccoli, ieri, in cima al Monviso (3841 m) rigorosamente griffati Aretè!

#3841

Spesso ci viene chiesto: cosa significa Aretè?Aretè è una parola greca  che in origine significava la capacità di qualsi...
15/11/2019

Spesso ci viene chiesto: cosa significa Aretè?

Aretè è una parola greca che in origine significava la capacità di qualsiasi cosa, animale o persona di assolvere bene il proprio compito.
Di qui il successivo accostamento al tema semantico del latino virtus (questa infatti non è che l’a. del vir, la bravura dell’‘eroe’) per designare il valore spirituale e la bravura morale dell’uomo.
Areté per i greci indicava una forza d’animo, un vigore morale e fisico.
Nell’ottica aristotelica la virtù è un “abito”, un’attitudine del volere a comportarsi in un certo modo, che non dipende tanto da dottrine, quanto da concrete capacità pratiche. In generale, essa consiste nella condizione di equilibrio in cui l’anima viene a trovarsi quando si tiene lontana da entrambi gli estremi della passione: tra il vizio dipendente dal difetto e quello dipendente dall’eccesso, essa occupa il “giusto mezzo”.
Per l’uomo greco, il concetto di «areté» era inseparabile dal senso della propria vita: esso esprimeva un modo perfetto di essere, dunque l’eccellenza morale dell’individuo e la sua capacità di svolgere una determinata cosa nel modo ottimale.

Noi siamo qui per mettervi in condizione di essere "virtuosi", di assolvere bene al proprio compito, nella completezza della vostra individualità.

Veniteci a trovare.

07/11/2019

Il problema più grosso, quando ci si occupa "privatamente" della preparazione fisica "extra" di atleti agonisti, è il tempo.
E' sempre risicatissimo.
Spesso con vari atleti mi trovo ad avere anche solo un'ora a settimana, due quando va bene.
Quindi il compito più grosso è OTTIMIZZARE i tempi.

Ci sono veramente tantissime cose fighe che vorrei fare, ma non c'è tempo, bisogna ottimizzare, e questo significa tornare all'essenziale.

Programmare avendo sempre bene a mente l'obiettivo: in genere quando un atleta si rivolge a me per della preparazione fisica "extra", i target sono sempre due, da una parte il miglioramento della performance fisica, dall'altra la prevenzione degli infortuni.
Fortunatamente queste due cose hanno un enorme punto in comune: la forza.
Fate sì che un atleta di uno sport "misto" aumenti la sua forza, e la sua performance fisica ne gioverà enormemente.
Allo stesso modo, fate sì che l'atleta aumenti la sua forza, e ridurrete il rischi di infortunio.
Quindi questo è un punto, la forza.

Un altro punto, che in realtà è correlato al primo, perché la forza è (anche) tecnica.
Ottimizzare gli schemi di movimento. Resettarli dove necessario.
Squattare, fare un'hinge, spingere, ti**re. Questo diventa anche un lavoro di propriocezione, molto meglio di tavolette, bosu e lavori da equilibristi vari. Con squat e hinge si impara come muovere ginocchia e anche nello spazio, con i lavori di spinta e tirata si impara come gestire i movimenti scapolari, che non è cosa banale.
Non serve inventarsi lavori molto complessi, è utile utilizzare gli schemi basilari.

Attenzione, non sto dicendo che lavori più complessi non servano, però stiamo parlando di tempi ristretti, un contesto in cui abbiamo una o due sedute a settimana e dobbiamo fare il meglio possibile in quelle tempistiche.
Come già detto prima, avendo tempo a disposizione, le cose che si potrebbero fare sono tantissime.

Ultimo punto, non dimenticarsi i monopodalici.
Inserire lavori ad una gamba sola, come single leg squat o single leg deadlift, può davvero essere un'arma in più. Attenzione però, devono essere trattati con tutti i crismi dei lavori di forza, non devono diventare esercizi da circo.

Ricapitolando, tornare all'essenziale in questo contesto significa: lavorare sulla tecnica degli schemi di base. Mettere forza su quelli, con adeguate progressioni. Inoltre inserire come complemento, lavoro sui monopodalici.

Se torniamo all'essenziale, è tutto molto più semplice di quanto si creda.
(Ah, non scontato: questi sono lavori semplici, ma vanno fatti BENE. Squat, stacco, tirate e press varie devono essere eseguiti sempre con una buona tecnica di base, cosa che dovrebbe essere ovvia ma basta farsi un giro per le palestre per vedere che così non è. Ed anche le progressioni devono essere tarate con criterio, allenare la forza non significa semplicemente ti**re i pesi alla morte, anzi, spesso bisogna fare il contrario).

30/10/2019

Ecco il nostro Marco Testa alle prese con uno dei nuovi attrezzi 💪💪

Per chi non fosse ancora passato a trovarci... ecco alcune foto dei nostri ambienti!
18/10/2019

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17/10/2019

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