31/12/2025
In questi giorni ho visto così tanti contenuti su ciò che avremmo dovuto imparare da questo anno che mi è quasi salita l’ansia.
Io non ho consigli da dare.
Forse per deformazione professionale.
Ho solo alcune cose che osservo in me.
E so che in alcune, forse, ti ritroverai anche tu.
Perché — come insegna la self-compassion —
c’è una bellezza profonda nella nostra comune umanità.
I dettagli mi hanno nutrita di bellezza.
Un tramonto.
I fiori mossi dal vento.
I riflessi che cambiano con la luce.
Oggi viaggio mi ha segnata.
Con il relativo bisogno di tempo
per raccoglierne le lezioni.
E l’India, per me, ne ha lasciate tante.
La mindfulness non è una moda.
E continuerò a “difenderla” incarnandola.
Perdendomi e ritrovandomi.
Accompagnando con delicatezza e umanità.
Il mio lavoro di ascolto è importante,
ma non deve mai farmi perdere l’ascolto di me.
I pazienti mi insegnano sempre tanto.
E il rinnovare lo studio è stato, anche lui, un atto di cura.
La terapia è sempre un viaggio faticosamente meraviglioso, da terapeuta e da paziente.
La scrittura mi cura.
Corpo e mente viaggiano insieme.
e il mio a quest’anno ha parlato forte.
E mi sta insegnando molto.
Nella mia fatica.
Si cresce ogni giorno.
Dentro gli errori.
Dentro le proprie unicità.
Si può credere nei sogni, e provare a fare dei passi.
Sedersi accanto alle paure.
ascoltandole.
Non so cosa mi attenderà nel nuovo anno.
Ma so che tutto questo
è ciò che voglio portare con me.
Coltivare.
E continuare a curare.
Se anche tu stai chiudendo quest’anno con più domande che risposte,
non sei sbagliatə
forse stai solo imparando ad ascoltarti.
Se qualcosa , di queste parole ti ha parlato,
scrivimelo nei commenti
A volte riconoscersi, sentirsi meno soli, è già cura.