09/02/2026
Occhio, come avvertimento. “Attento/a!!”
Avere occhio, come capacità di vedere oltre.
Occhio, come scelta di osservare davvero.
Siamo bravissimi a guardare.
Molto meno ad osservarci.
Questa mattina, con , ho lavorato sul mio ruolo lavorativo e su come mi accomodo , e provo a scomodarmi, dentro di esso.
Perché il cambiamento passa spesso dall’essere “nell’occhio del ciclone”. Dal restare lì, abbastanza a lungo, da diventare più fedeli a noi stessi e ai nostri bisogni.
Ed è scomodo. Sempre.
La psicoterapia mi ha insegnato ad “aprire gli occhi” sulla mia storia, a farci pace, a trasformarla in risorsa.
La mindfulness mi invita ad aprirli proprio quando li chiudo: a restare, osservare, ascoltare. A lasciare che il flusso vada, con fiducia, pazienza e non giudizio.
È semplice? No, non lo è mai, per nessuno.
La self-compassion mi accompagna con uno sguardo gentile.
Mi insegna a chiudere un occhio , solo su quella parte rigida, severa, che giudica.
E ad aprirne uno nuovo, più umano, verso di me.
E per te che significato assume? Com è il tuo sguardo?