Prof. Paolo Prandoni

Prof. Paolo Prandoni Prof. Paolo Prandoni

Esperto nella prevenzione e cura delle malattie trombotiche
Specialista in Mal

Paolo Prandoni

Esperto nella prevenzione e cura delle malattie trombotiche
Specialista in Malattie Cardiovascolari, Medicina Interna, Ematologia
Già Ordinario e Direttore Clinica Medica II, Università di Padova

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FATTORE VIIa RICOMBINANTE NEL TRATTAMENTO DELL’EMORRAGIA CEREBRALE SPONTANEA?Segue Rassegna Bibliografica 6/26Ancora gra...
14/02/2026

FATTORE VIIa RICOMBINANTE NEL TRATTAMENTO DELL’EMORRAGIA CEREBRALE SPONTANEA?
Segue Rassegna Bibliografica 6/26

Ancora grandi studi ospitati in riviste prestigiose, ancora risultati di grande impatto per la pratica clinica quotidiana. Aprono la rassegna i risultati, sfortunatamente negativi, di un trial clinico in doppio-cieco controllato vs placebo pubblicato nel Lancet (FASTEST) eseguito per valutare l’efficacia del fattore VIIa ricombinante (Novoseven) nel trattamento dell’emorragia cerebrale spontanea di recente insorgenza. Come abbiamo recentemente sottolineato a commento di un articolo del NEJM, in Medicina è spesso altrettanto importante sapere cosa non fare che sapere cosa fare.

Seguono i risultati di un’indagine pubblicata in Circulation in una vasta coorte prospettica di pazienti anziani (VITAL-AF) che, in discordanza con quelli recentemente pubblicati in una rivista di analogo prestigio, rimette in discussione il significato della fibrillazione atriale ‘provocata’, vale a dire di quella che si innesca nel corso di situazioni transitorie potenzialmente scatenanti.

Seguono i risultati, alquanto sorprendenti, di un trial clinico randomizzato (TUXEDO-2) pubblicato nella testata cardiologica di JAMA, eseguito per confrontare ticagrelor e prasugrel in combinazione con aspirina a seguito di rivascolarizzazione coronarica in soggetti con diabete e malattia coronarica multivasale.

Chiudono la rassegna i risultati (anch’essi inattesi) di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, ad opera di ricercatori dell’Università dell’Insubria, eseguita per confrontare il rischio trombotico dei PICC nei confronti dei cateteri ‘MIDLINE’.

DURATA OTTIMALE DELLA DUPLICE ANTIAGGREGAZIONE A SEGUITO DI RIPERFUSIONE CORONARICA: SEMPLIFICAZIONE DELLA SCELTASegue R...
05/02/2026

DURATA OTTIMALE DELLA DUPLICE ANTIAGGREGAZIONE A SEGUITO DI RIPERFUSIONE CORONARICA: SEMPLIFICAZIONE DELLA SCELTA
Segue Rassegna Bibliografica 5/26

Capita di rado di avere l’imbarazzo della scelta (mi scuso del gioco di parole) sull’articolo da destinare alla pagina d’apertura. Questa volta ho dovuto scegliere tra un articolo del NEJM, due del Lancet ed uno di Circulation, tutti e 4 apparsi contemporaneamente in Pub Med nell’ultima settimana! Dopo attenta riflessione, ho optato per uno dei due del Lancet perché latore di un messaggio positivo, oltre che importante. La pagina si apre infatti con i risultati dello studio randomizzato HOST-BR, che hanno la potenzialità di semplificare la scelta della durata ottimale della duplice terapia antipiastrinica a seguito di riperfusione coronarica, uniformandola in popolazioni a differente rischio emorragico.

Seguono i risultati di un articolo pubblicato nel NEJM (tenCRAOS) che, a conferma di quelli analoghi pubblicati nel Lancet qualche mese fa, negano valore alla terapia trombolitica nell’approccio a pazienti con occlusione acuta dell’arteria centrale della retina. Come sarà possibile vedere nell’editoriale di accompagnamento (che accludo per esteso), per la pratica clinica è altrettanto importante sapere cosa non fare che sapere cosa fare.

Seguono i risultati di una fondamentale revisione meta-analitica pubblicata in Circulation, basata sui dati individuali dei pazienti arruolati nei 4 studi registrativi di confronto tra vecchi e nuovi anticoagulanti per la gestione antitrombotica della fibrillazione atriale, destinata a caratterizzare l'incidenza, le caratteristiche cliniche, la gestione e gli esiti di eventi embolici sistemici diversi dall’ictus ischemico, abitualmente sottovalutati.

Concludono la rassegna i risultati di una poderosa indagine nordeuropea pubblicata nel Lancet, destinata a valutare l’impatto di un nuovo modello di stratificazione del rischio di mortalità, eventi ischemici ed emorragici (ONCO-ACS) in neoplastici reduci da cardiopatia ischemica acuta.

L'ARTERIOPATIA PERIFERICAPochi giorni fa il NEJM ha pubblicato un importante editoriale, che affronta gli aspetti fisiop...
04/02/2026

L'ARTERIOPATIA PERIFERICA

Pochi giorni fa il NEJM ha pubblicato un importante editoriale, che affronta gli aspetti fisiopatologici e clinici di una tematica di comune rilievo. Penso di fare cosa gradita ai miei lettori divulgandolo per esteso. Utilissimo anche per finalità didattiche.

DOAC PER LA GESTIONE DELLA TROMBOFLEBITE SUPERFICIALESegue Rassegna Bibliografica 4/26Crescono le segnalazioni a favore ...
29/01/2026

DOAC PER LA GESTIONE DELLA TROMBOFLEBITE SUPERFICIALE
Segue Rassegna Bibliografica 4/26

Crescono le segnalazioni a favore dei DOAC per la gestione a breve e lungo termine della tromboflebite superficiale. I risultati di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, compiuta da alcuni ricercatori padovani, dischiudono uno scenario favorevole al loro impiego in sostituzione dei farmaci per via parenterale, con l’auspicio che legislatori lungimiranti lo colgano favorendone l’inserimento tra i farmaci registrati e rimborsabili per questa indicazione.

Seguono una serie di articoli, che hanno tutti come protagonisti i DOAC:
- I risultati di un interessante studio retrospettivo di coorte nordamericano, destinato a confrontare il follow-up di soggetti con fibrillazione atriale che, a seguito di un episodio emorragico in corso di terapia con i DOAC, hanno continuato la medesima terapia o sono stati indirizzati ad un DOAC diverso;
- I risultati di un'analisi retrospettiva di coorte, condotta utilizzando il TriNetX Global Collaborative Network (piattaforma di ricerca sanitaria che raccoglie dati anonimi in tempo reale da quasi 150 organizzazioni sanitarie in diversi paesi) per indagare efficacia e sicurezza dell’apixaban in fibrillanti con malattie neoplastiche;
- I risultati della più ampia e completa revisione sistematica e meta-analitica della letteratura sin qui pubblicata per indagare il profilo di sicurezza dei DOAC in soggetti con cirrosi epatica;
- I risultati di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, condotta allo scopo di valutare efficacia e sicurezza di un inizio precoce (≤4 giorni) rispetto ad uno tardivo (5-14 giorni) della terapia anticoagulante con DOAC dopo un ictus ischemico in pazienti con FA;
- Infine i risultati di un ampio studio retrospettivo di coorte, compiuto in Cina per indagare efficacia e sicurezza di una bassa dose di edoxaban (pur in assenza dei noti criteri per la riduzione della dose) in soggetti asiatici con fibrillazione atriale.

FIBRILLAZIONE ATRIALE E DECADIMENTO COGNITIVO: UNA PROSPETTIVA INQUIETANTE, MA CONCRETASegue Rassegna Bibliografica 3/26...
14/01/2026

FIBRILLAZIONE ATRIALE E DECADIMENTO COGNITIVO: UNA PROSPETTIVA INQUIETANTE, MA CONCRETA
Segue Rassegna Bibliografica 3/26

La pagina di apertura riporta i risultati del più grande trial randomizzato finora eseguito (BRAIN-AF) per valutare l'effetto dell'anticoagulazione sul declino cognitivo in soggetti con fibrillazione atriale a basso rischio, fornendo evidenze importanti per la pratica clinica e la ricerca futura.

Seguono la descrizione ed il commento di 5 articoli originali, alcuni dei quali di raro interesse:
- il primo articolo riporta i risultati di un vasto database nordamericano per indagare l’impatto della pervietà del forame ovale sul decorso dell’embolia polmonare;
- il secondo si propone di stimare l'incidenza reale del sanguinamento uterino anomalo dopo l'inizio della terapia con anticoagulanti orali, utilizzando un ampio database nazionale nordamericano;
- il terzo utilizza i dati del registro multicentrico francese CARMEN-France per fornire una descrizione dettagliata dell'incidenza, delle caratteristiche e delle strategie di gestione delle trombosi venose nei pazienti con porpora trombocitopenica immune;
- il quarto riporta i risultati di una revisione sistematica della letteratura, eseguita per indagare le complicanze cardiovascolari della polmonite acquisita in comunità;
- infine, l’ultimo riporta i risultati di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, eseguita per indagare i fattori di rischio associati allo sviluppo di tromboembolia venosa nei pazienti ricoverati in terapia intensiva.

D-DIMERO AGGIUSTATO ALL’ETÀ IN SOGGETTI CON SOSPETTA TVP: SEMPLIFICAZIONE DELL’APPROCCIO DIAGNOSTICOSegue Rassegna Bibli...
09/01/2026

D-DIMERO AGGIUSTATO ALL’ETÀ IN SOGGETTI CON SOSPETTA TVP: SEMPLIFICAZIONE DELL’APPROCCIO DIAGNOSTICO
Segue Rassegna Bibliografica 2/26

La pagina d’apertura è destinata alla descrizione di un articolo di recente pubblicazione in JAMA, accompagnato da un breve editoriale che divulgherò (come di consueto) per esteso. La dimostrazione che anche in caso di sospetta TVP (e non solo quindi in caso di sospetta embolia polmonare) l’applicazione di un cutoff legato all’età all’interpretazione del D-dimero ha la potenzialità di ridurre considerevolmente l’indicazione all’ecodoppler riveste un importante valore in realtà dove ancora non ci sono (come da noi) più ecografi che medici in servizio.
Segue una Rassegna molto interessante e varia fatta di 5 articoli:
- il primo (di cui il protagonista nascosto è ancora il D-dimero) riporta i risultati di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, eseguita per indagare qual è la frequenza di recidive tromboemboliche nel primo mese successivo all’interruzione dei farmaci: informazione fondamentale in supporto di quei modelli (dal modello di Vienna al D-dimero seriato) che vengono ancora comunemente impiegati nella pratica clinica, e si basano sull’acquisizione del valore di un D-dimero a distanza di qualche settimana dalla sospensione della terapia per decidere se mantenerla o riprenderla;
- il secondo riporta i risultati della più completa ed aggiornata revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, eseguita per indagare efficacia e sicurezza dei DOAC nel confronto con i dicumarolici per la protezione antitrombotica di fibrillanti con insufficienza renale, prescindendo dalla sua gravità (in altri tempi avrebbe meritato la pagina d’apertura);
- il terzo riporta i risultati di uno studio di coorte, basato su un ampio database giapponese, che rimette in discussione il rischio tromboembolico dei FANS: dove sta la verità?
- il quarto affronta con un approccio metodologico diverso da quello degli studi sin qui pubblicati il quesito se sia sicuro assegnare un DOAC, anziché un antagonista della vitamina K, ad un fibrillante reduce da una sostituzione valvolare cardiaca con protesi biologiche: l’originalità risiede in un disegno che, a partenza da un’ampia coorte canadese, indaga il follow-up di fibrillanti reduci dall’intervento cardiochirurgico nel confronto con quello di fibrillanti esenti da fibrillazione atriale (anche questo articolo in tempi di minore concorrenza avrebbe meritato la pagina d’apertura);
- infine l’ultimo riporta i risultati di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, eseguita per indagare vantaggi e rischi della continuazione della terapia anticoagulante (nel confronto con la sua sospensione periprocedurale) in fibrillanti con stenosi aortica candidati alla TAVR.

DUPLICE TERAPIA ANTIPIASTRINICA IN SOGGETTI CON TIA O ICTUS ISCHEMICO MINORE: UNA LOTTA CONTRO IL TEMPOSegue Rassegna Bi...
05/01/2026

DUPLICE TERAPIA ANTIPIASTRINICA IN SOGGETTI CON TIA O ICTUS ISCHEMICO MINORE: UNA LOTTA CONTRO IL TEMPO
Segue Rassegna Bibliografica 1/26

La pagina d’apertura è destinata ad illustrare i risultati di una vasta osservazione condotta in Corea, recentemente pubblicata in Stroke, che sottolinea quanto importante sia somministrare precocemente una duplice terapia antipiastrinica (DAPT) a soggetti che giungono all’osservazione con un episodio di TIA o ictus ischemico minore. Lo studio fornisce anche gli elementi per identificare la finestra terapeutica ottimale allo scopo di massimizzarne i benefici.
Restando in argomento, seguono due articoli, che discutono rispettivamente 1) il valore della DAPT nei confronti dell’aspirina da sola, quale scaturisce da un’indagine meta-analitica, anche in pazienti con ictus di origine aterosclerotica di gravità superiore; 2) pro e contro dell’impiego del prasugrel in sostituzione del clopidogrel a fianco dell’aspirina, quale scaturisce da un ampio database giapponese, per questa stessa indicazione.
Chiudono la rassegna i risultati di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, condotta per stimare incidenza e fattori di rischio della trombosi venosa splancnica post-splenectomia, e corredata da raccomandazioni basate su un processo di consenso internazionale Delphi; ed un confronto tra apixaban e warfarina per la prevenzione della sindrome post-tromboflebitica, basato sui risultati di uno studio prospettico di coorte eseguito in Olanda.

SEMPLIFICAZIONE DELLA DIAGNOSI DI EMBOLIA POLMONARE: IL BOTTO DI FINE ANNONon poteva finire in modo migliore il 2025, re...
28/12/2025

SEMPLIFICAZIONE DELLA DIAGNOSI DI EMBOLIA POLMONARE: IL BOTTO DI FINE ANNO

Non poteva finire in modo migliore il 2025, regalandoci un ulteriore spettacolare balzo in avanti nel percorso di semplificazione della diagnosi di embolia polmonare. Merito di un ben noto gruppo di ricercatori francesi.
Segue un editoriale, scritto di mio pugno, sullo 'stato dell'arte della diagnosi di embolia polmonare', che mi auguro incontri la benevola approvazione dei miei lettori.
Ne approfitto per augurare a voi ed alle vostre famiglie un felice anno nuovo, con la speranza che ci porti serenità e pace, di cui abbiamo bisogno.
Paolo Prandoni

20/12/2025

TERAPIA DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO: DA MC LEAN AI GIORNI NOSTRI

Ed ecco il 'ragalo' natalizio che vi avevo preannunciato. Una videoregistrazione emozionante, piena di colpi di scena. La storia di un progresso di cui ho condiviso in prima persona gli ultimi decenni. Insegna a tutti quanto imortante sia la conoscenza del passato per gestire il presente e programmare il futuro.
Affettuosissimi auguri a voi ed alle vostre famiglie!
Paolo Prandoni

RASSEGNA NATALIZIA (34/25)Il Natale ci regala una rassegna ricca e varia come in poche altre occasioni. Tutte le conclus...
20/12/2025

RASSEGNA NATALIZIA (34/25)

Il Natale ci regala una rassegna ricca e varia come in poche altre occasioni. Tutte le conclusioni sono importanti, alcune inattese.
- La rassegna si apre con i rassicuranti risultati di un’analisi retrospettiva canadese, che indaga il rischio di malattie neoplastiche imputabili all’imaging per sospetta embolia polmonare.
- Seguono i risultati di un’altra indagine, anch’essa canadese, che affronta un quesito di grande attualità: sono i soggetti con fibrillazione atriale esposti ad aumentato rischio di decadimento cognitivo? E’ così sicuro che tale rischio sia da imputare ad ischemie cerebrali silenti?
- Qual è il rischio di fibrillazione atriale dopo interventi chirurgici di natura diversa dalla cardiochirurgia? E quali sono le implicazioni del suo sviluppo?
- Se un fibrillante sviluppa un’arteriopatia arteriosa periferica (o viceversa) si impone l’impiego di un anticoagulante a dosi convenzionali: è preferibile il rivaroxaban o l’apixaban?
- L’ecocardiografia gioca un ruolo crescente nella stratificazione del rischio in pazienti con embolia polmonare. Quali sono i parametri maggiormente correlati con il rischio di morte a breve termine?
- Conclude la rassegna una fondamentale subanalisi dello studio NEO-MINDSET, sul quale ci siamo recentemente soffermati, che aveva dimostrato l’inefficacia della monoterapia con ticagrelor o prasugrel se iniziata subito dopo la rivascolarizzazione coronarica per cardiopatia ischemica acuta. La subanalisi indaga la tempistica dell’insuccesso: nel primo mese o successivamente?

Vi anticipo che, a grande richiesta, pubblicherò separatemente la video-registrazione di un mio recente webinar SISET sulla storia della terapia del tromboembolismo venoso (da Mc Lean ai giorni nostri), che a quanto posso percepire ha suscitato un grande interesse.

FATTORI PREDITTIVI DEL RISCHIO DI EMORRAGIA IN NEOPLASTICI CANDIDATI A PREVENZIONE ESTESA DEL TEVRassegna Bibliografica ...
10/12/2025

FATTORI PREDITTIVI DEL RISCHIO DI EMORRAGIA IN NEOPLASTICI CANDIDATI A PREVENZIONE ESTESA DEL TEV
Rassegna Bibliografica 33/25

Abbiamo recentemente visto che i neoplastici candidati a prevenzione estesa del TEV si giovano di un favorevole profilo terapeutico con l’impiego di dosi ridotte di apixaban. Attenzione però, le emorragie sono sempre in agguato. I promotori del trial API-CAT pubblicano ora nella testata ematologica del Lancet i risultati di una subanalisi che aiuta ad identificare i soggetti che, prescindendo dal dosaggio del farmaco, sono ad aumentato rischio di emorragia. Seguono:
- i risultati di uno studio di coorte, basato su registri nazionali danesi, per indagare il rischio di malattie cardiovascolari arteriose nel follow-up di soggetti giovani con TEV;
- il significato della piastrinopenia in soggetti con sindrome da anticorpi antifosfolipidi, quale risulta da un’ampia indagine retrospettiva torinese;
- qual è il rischio emorragico di un basso peso corporeo in corso di terapia anticoagulante per TEV? Dal registro giapponese COMMAND-VTE;
- i risultati di un ampio studio retrospettivo di coorte per indagare il valore dell’apixaban in fibrillanti in trattamento emodialitico per insufficienza renale grave;
- il confronto tra vecchi e nuovi farmaci anticoagulanti per la terapia della trombosi venosa cerebrale, basato sui risultati di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura.

IL D-DIMERO, QUESTO SCONOSCIUTOC'è grande confusione sull'impiego e sulla interpretazione del D-dimero. E' pertanto gran...
03/12/2025

IL D-DIMERO, QUESTO SCONOSCIUTO

C'è grande confusione sull'impiego e sulla interpretazione del D-dimero. E' pertanto grande merito di un gruppo di autorevoli esperti italiani, sotto la guida di Armando Tripodi, di aver promosso un documento (sotto l'egida della SISET), che aiuti i medici ad individuare le (poche) circostanze in cui è indicato il ricorso a questa informazione ed a favorirne la corretta interpretazione.

Di seguito il link per scaricare il documento:

D-dimer defines degradation products derived from the proteolysis mediated by plasmin on cross-linked fibrin. The evidence-based use of D-dimer in some conditions has been consolidated. Currently, ho...

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Selvazzano Dentro

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