Prof. Paolo Prandoni

Prof. Paolo Prandoni Prof. Paolo Prandoni

Esperto nella prevenzione e cura delle malattie trombotiche
Specialista in Mal

Paolo Prandoni

Esperto nella prevenzione e cura delle malattie trombotiche
Specialista in Malattie Cardiovascolari, Medicina Interna, Ematologia
Già Ordinario e Direttore Clinica Medica II, Università di Padova

Esegue visite previo appuntamento

DUPLICE TERAPIA ANTIPIASTRINICA IN SOGGETTI CON TIA O ICTUS ISCHEMICO MINORE: UNA LOTTA CONTRO IL TEMPOSegue Rassegna Bi...
05/01/2026

DUPLICE TERAPIA ANTIPIASTRINICA IN SOGGETTI CON TIA O ICTUS ISCHEMICO MINORE: UNA LOTTA CONTRO IL TEMPO
Segue Rassegna Bibliografica 1/26

La pagina d’apertura è destinata ad illustrare i risultati di una vasta osservazione condotta in Corea, recentemente pubblicata in Stroke, che sottolinea quanto importante sia somministrare precocemente una duplice terapia antipiastrinica (DAPT) a soggetti che giungono all’osservazione con un episodio di TIA o ictus ischemico minore. Lo studio fornisce anche gli elementi per identificare la finestra terapeutica ottimale allo scopo di massimizzarne i benefici.
Restando in argomento, seguono due articoli, che discutono rispettivamente 1) il valore della DAPT nei confronti dell’aspirina da sola, quale scaturisce da un’indagine meta-analitica, anche in pazienti con ictus di origine aterosclerotica di gravità superiore; 2) pro e contro dell’impiego del prasugrel in sostituzione del clopidogrel a fianco dell’aspirina, quale scaturisce da un ampio database giapponese, per questa stessa indicazione.
Chiudono la rassegna i risultati di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, condotta per stimare incidenza e fattori di rischio della trombosi venosa splancnica post-splenectomia, e corredata da raccomandazioni basate su un processo di consenso internazionale Delphi; ed un confronto tra apixaban e warfarina per la prevenzione della sindrome post-tromboflebitica, basato sui risultati di uno studio prospettico di coorte eseguito in Olanda.

SEMPLIFICAZIONE DELLA DIAGNOSI DI EMBOLIA POLMONARE: IL BOTTO DI FINE ANNONon poteva finire in modo migliore il 2025, re...
28/12/2025

SEMPLIFICAZIONE DELLA DIAGNOSI DI EMBOLIA POLMONARE: IL BOTTO DI FINE ANNO

Non poteva finire in modo migliore il 2025, regalandoci un ulteriore spettacolare balzo in avanti nel percorso di semplificazione della diagnosi di embolia polmonare. Merito di un ben noto gruppo di ricercatori francesi.
Segue un editoriale, scritto di mio pugno, sullo 'stato dell'arte della diagnosi di embolia polmonare', che mi auguro incontri la benevola approvazione dei miei lettori.
Ne approfitto per augurare a voi ed alle vostre famiglie un felice anno nuovo, con la speranza che ci porti serenità e pace, di cui abbiamo bisogno.
Paolo Prandoni

20/12/2025

TERAPIA DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO: DA MC LEAN AI GIORNI NOSTRI

Ed ecco il 'ragalo' natalizio che vi avevo preannunciato. Una videoregistrazione emozionante, piena di colpi di scena. La storia di un progresso di cui ho condiviso in prima persona gli ultimi decenni. Insegna a tutti quanto imortante sia la conoscenza del passato per gestire il presente e programmare il futuro.
Affettuosissimi auguri a voi ed alle vostre famiglie!
Paolo Prandoni

RASSEGNA NATALIZIA (34/25)Il Natale ci regala una rassegna ricca e varia come in poche altre occasioni. Tutte le conclus...
20/12/2025

RASSEGNA NATALIZIA (34/25)

Il Natale ci regala una rassegna ricca e varia come in poche altre occasioni. Tutte le conclusioni sono importanti, alcune inattese.
- La rassegna si apre con i rassicuranti risultati di un’analisi retrospettiva canadese, che indaga il rischio di malattie neoplastiche imputabili all’imaging per sospetta embolia polmonare.
- Seguono i risultati di un’altra indagine, anch’essa canadese, che affronta un quesito di grande attualità: sono i soggetti con fibrillazione atriale esposti ad aumentato rischio di decadimento cognitivo? E’ così sicuro che tale rischio sia da imputare ad ischemie cerebrali silenti?
- Qual è il rischio di fibrillazione atriale dopo interventi chirurgici di natura diversa dalla cardiochirurgia? E quali sono le implicazioni del suo sviluppo?
- Se un fibrillante sviluppa un’arteriopatia arteriosa periferica (o viceversa) si impone l’impiego di un anticoagulante a dosi convenzionali: è preferibile il rivaroxaban o l’apixaban?
- L’ecocardiografia gioca un ruolo crescente nella stratificazione del rischio in pazienti con embolia polmonare. Quali sono i parametri maggiormente correlati con il rischio di morte a breve termine?
- Conclude la rassegna una fondamentale subanalisi dello studio NEO-MINDSET, sul quale ci siamo recentemente soffermati, che aveva dimostrato l’inefficacia della monoterapia con ticagrelor o prasugrel se iniziata subito dopo la rivascolarizzazione coronarica per cardiopatia ischemica acuta. La subanalisi indaga la tempistica dell’insuccesso: nel primo mese o successivamente?

Vi anticipo che, a grande richiesta, pubblicherò separatemente la video-registrazione di un mio recente webinar SISET sulla storia della terapia del tromboembolismo venoso (da Mc Lean ai giorni nostri), che a quanto posso percepire ha suscitato un grande interesse.

FATTORI PREDITTIVI DEL RISCHIO DI EMORRAGIA IN NEOPLASTICI CANDIDATI A PREVENZIONE ESTESA DEL TEVRassegna Bibliografica ...
10/12/2025

FATTORI PREDITTIVI DEL RISCHIO DI EMORRAGIA IN NEOPLASTICI CANDIDATI A PREVENZIONE ESTESA DEL TEV
Rassegna Bibliografica 33/25

Abbiamo recentemente visto che i neoplastici candidati a prevenzione estesa del TEV si giovano di un favorevole profilo terapeutico con l’impiego di dosi ridotte di apixaban. Attenzione però, le emorragie sono sempre in agguato. I promotori del trial API-CAT pubblicano ora nella testata ematologica del Lancet i risultati di una subanalisi che aiuta ad identificare i soggetti che, prescindendo dal dosaggio del farmaco, sono ad aumentato rischio di emorragia. Seguono:
- i risultati di uno studio di coorte, basato su registri nazionali danesi, per indagare il rischio di malattie cardiovascolari arteriose nel follow-up di soggetti giovani con TEV;
- il significato della piastrinopenia in soggetti con sindrome da anticorpi antifosfolipidi, quale risulta da un’ampia indagine retrospettiva torinese;
- qual è il rischio emorragico di un basso peso corporeo in corso di terapia anticoagulante per TEV? Dal registro giapponese COMMAND-VTE;
- i risultati di un ampio studio retrospettivo di coorte per indagare il valore dell’apixaban in fibrillanti in trattamento emodialitico per insufficienza renale grave;
- il confronto tra vecchi e nuovi farmaci anticoagulanti per la terapia della trombosi venosa cerebrale, basato sui risultati di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura.

IL D-DIMERO, QUESTO SCONOSCIUTOC'è grande confusione sull'impiego e sulla interpretazione del D-dimero. E' pertanto gran...
03/12/2025

IL D-DIMERO, QUESTO SCONOSCIUTO

C'è grande confusione sull'impiego e sulla interpretazione del D-dimero. E' pertanto grande merito di un gruppo di autorevoli esperti italiani, sotto la guida di Armando Tripodi, di aver promosso un documento (sotto l'egida della SISET), che aiuti i medici ad individuare le (poche) circostanze in cui è indicato il ricorso a questa informazione ed a favorirne la corretta interpretazione.

Di seguito il link per scaricare il documento:

D-dimer defines degradation products derived from the proteolysis mediated by plasmin on cross-linked fibrin. The evidence-based use of D-dimer in some conditions has been consolidated. Currently, ho...

GESTIONE OTTIMALE DEI FARMACI ANTITROMBOTICI NELLA CARDIOPATIA ISCHEMICA, NELLA STENOSI CAROTIDEA ASINTOMATICA E NELLA F...
28/11/2025

GESTIONE OTTIMALE DEI FARMACI ANTITROMBOTICI NELLA CARDIOPATIA ISCHEMICA, NELLA STENOSI CAROTIDEA ASINTOMATICA E NELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE POST BYPASS AORTO-CORONARICO
Rassegna bibliografica 32/25

Imperdibile rassegna di 4 contributi maggiori (di cui 3 nel NEJM ed 1 in JAMA) che affrontano tematiche di raro interesse, così da giustificare da parte delle due riviste la simultanea pubblicazione di autorevoli editoriali (che allego) per esaltarne la rilevanza clinica.
I primi due affrontano la durata ottimale della duplice anti-aggregazione a seguito di procedure di rivascolarizzazione in soggetti con sindrome coronarica acuta.
Il terzo confronta in due trials clinici paralleli l'endarteriectomia e l'applicazione di stent endocarotidei con la sola terapia medica in soggetti con stenosi carotidea asintomatica di alto grado.
Infine l'ultimo analizza la frequenza ed il carico della fibrillazione atriale, che complica così frequentemente il decorso di cardiopatici candidati a bypass aorto-coronarico, e ne discute le implicazioni per la durata della terapia anticoagulante.

DAL MONDO REALE: DURATA OTTIMALE DELLA TERAPIA ANTICOAGULANTE IN SOGGETTI CON TEV IDIOPATICOSegue Rassegna Bibliografica...
21/11/2025

DAL MONDO REALE: DURATA OTTIMALE DELLA TERAPIA ANTICOAGULANTE IN SOGGETTI CON TEV IDIOPATICO
Segue Rassegna Bibliografica 31/25

La letteratura è ricca di segnalazioni provenienti da trials clinici randomizzati che orientano verso una durata estesa dell’anticoagulazione, in assenza di controindicazioni, in soggetti con TEV idiopatico, a maggior ragione per la disponibilità di agenti quali i DOAC che a basse dosi garantiscono una protezione adeguata con scarso rischio emorragico. La domanda che però molti si pongono è qual è la trasferibilità di queste informazioni nel mondo reale. I promotori di un’importante indagine nordamericana riportano i risultati di un confronto tra proseguimento ed interruzione dell’anticoagulazione basati sulle informazioni provenienti da due larghi data base statunitensi. L’articolo è pubblicato nel BMJ ed è accompagnato da un editoriale che allego per intero a beneficio dei miei lettori.
Seguono.
- un articolo pubblicato nel Lancet, che riporta i risultati di due studi clinici controllati e randomizzati di fase II per esplorare il valore di due inibitori del fattore XI (anticorpi monoclonali a lunga emivita) nel confronto con enoxaparina per la prevenzione del TEV nella chirurgia sostitutiva del ginocchio. Anche per questo articolo è disponibile un editoriale di accompagnamento, che allego;
- un confronto tra apixaban e rivaroxaban per valutare l’impatto sul flusso mestruale, basato sui risultati di un’indagine prospettica condotta in Germania, in donne fertili con recente TEV;
- ed infine i risultati di un’ampia indagine retrospettiva condotta in Francia per analizzare il confronto tra terapia standard ed interventi diretti tramite catetere in pazienti con embolia polmonare a rischio intermedio/alto.

STATO ATTUALE E FUTURE PROSPETTIVE DI GESTIONE DELLA TROMBOSI VENOSA CEREBRALEHo il piacere di segnalare il link per acc...
17/11/2025

STATO ATTUALE E FUTURE PROSPETTIVE DI GESTIONE DELLA TROMBOSI VENOSA CEREBRALE

Ho il piacere di segnalare il link per accedere liberamente ad un articolo di rilevante importanza per la pratica clinica, in quanto indirizza verso la corretta gestione di una complicanza vascolare tutt'altro che rara. Molto utile anche per finalità didattiche.

Background and aim: Cerebral venous thrombosis (CVT) is an uncommon but increasingly recognized cause of stroke. Despite its lower incidence than arterial strok...

DAL CONGRESSO DELL'AHA NUOVI ASPETTI DELLA GESTIONE ANTITROMBOTICA DELLA FIBRILLAZIONE ATRIALESegue Rassegna Bibliografi...
12/11/2025

DAL CONGRESSO DELL'AHA NUOVI ASPETTI DELLA GESTIONE ANTITROMBOTICA DELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE
Segue Rassegna Bibliografica 30/25

Il mondo della fibrillazione atriale è in continuo fermento, e la gestione antitrombotica di tale aritmia continua a suscitare interesse e ad arricchirsi di nuovi contributi. Il NEJM ha pubblicato online in questi giorni due contributi, contestualmente presentati al Congresso dell’American Heart Association (AHA). Trattasi di due trials clinici controllati e randomizzati. Il primo (OCEAN) affronta una tematica divenuta di grande attualità dopo la pubblicazione qualche mese fa dei risultati dello studio ALONE AF, e cioè la gestione ottimale della terapia antitrombotica in fibrillanti in cui l’ablazione abbia indotto il ripristino durevole del ritmo sinusale. Il secondo (ADAPT AF-DES) affronta e probabilmente chiude a titolo definitivo il problema dell’associazione o meno di anticoagulanti con antipiastrinici in fibrillanti con coronaropatia stabile.
Seguono i risultati di due ampi studi retrospettivi di coorte di rilevante interesse:
- il primo, a partenza dai dati provenienti dal database di assicurazioni sanitarie e commerciali nordamericane, indaga il confronto tra vecchi e nuovi farmaci anticoagulanti per la gestione del TEV in soggetti con malattie infiammatorie intestinali;
- il secondo, basato sui dati della piattaforma mondiale TriNetX, indaga l’associazione (fin qui poco conosciuta) tra anemia sideropenica e rischio di TEV. Personalmente sono stato più colpito dai risultati di questa indagine che da quelli dei due trials pubblicati nel NEJM.

TROMBECTOMIA MECCANICA PER LA GESTIONE DELL’EMBOLIA POLMONARE AD ALTO RISCHIO. RISULTATI DI UN TRIAL CLINICO RANDOMIZZAT...
05/11/2025

TROMBECTOMIA MECCANICA PER LA GESTIONE DELL’EMBOLIA POLMONARE AD ALTO RISCHIO. RISULTATI DI UN TRIAL CLINICO RANDOMIZZATO (STORM-PE)
Segue Rassegna Bibliografica 29/25

Fondamentali risultati del primo trial clinico randomizzato eseguito per testare il valore della trombectomia meccanica per la prognosi dell’embolia polmonare in pazienti ad alto rischio. I risultati del trial STORM PE, di recentissima pubblicazione in Circulation, si inseriscono nel solco tracciato da altri studi sui quali ci siamo recentemente soffermati, e concorrono ad indicare in questa procedura un'opzione terapeutica capace di ottenere un rapido miglioramento emodinamico ed una altrettanto rapida stabilizzazione clinica in pazienti ad alto rischio di evolvere sfavorevolmente con la sola terapia anticoagulante.

Ricco e vario è anche il menu della rassegna che segue.
1) Inizia la revisione sistematica e meta-analitica della letteratura dedicata ad indagare il valore di vecchi e nuovi anticoagulanti per la gestione antitrombotica della fibrillazione atriale in soggetti con neoplasie;
2) Segue una curiosa quanto interessante analisi, basata su due ampie coorti norvegesi, della possibile associazione inversa tra consumo di caffè e rischio di TEV;
3) Qual è l’efficacia e la sicurezza della trombectomia in soggetti con ictus ischemico già in trattamento con vecchi o nuovi anticoagulanti per fibrillazione atriale? Meta-analisi della letteratura disponibile;
4) A seguire i risultati di un’indagine retrospettiva eseguita per identificare un nuovo modello (PREVEMM) per la predizione del rischio trombotico in soggetti con mieloma multiplo;
5) Infine, una interessante analisi della letteratura disponibile per cercare di fornire elementi utili a identificare fattori di rischio, diagnosi, gestione terapeutica e prognosi della phlegmasia coerulea dolens, presentazione rara ma temibile della TVP.

GESTIONE OTTIMALE DELLA TERAPIA ANTITROMBOTICA IN FIBRILLANTI CANDIDATI A CHIUSURA DELL'AURICOLA SINISTRASegue Rassegna ...
30/10/2025

GESTIONE OTTIMALE DELLA TERAPIA ANTITROMBOTICA IN FIBRILLANTI CANDIDATI A CHIUSURA DELL'AURICOLA SINISTRA
Segue Rassegna Bibliografica 28/25

Trattasi di un problema di grande attualità, a cui uno studio randomizzato (ANDES) di recente pubblicazione in Circulation dà una risposta plausibile.
Seguono alcuni articoli di indubbio interesse:
- una meta-analisi degli studi pubblicati individua nell'aumento della troponina un parametro di grandissimo interesse per la stratificazione del rischio in pazienti con embolia polmonare;
- una seconda meta-analisi affronta (e probabilmente chiude) la problematica della gestione antitrombotica ottimale (anticoagulanti da soli od associati a farmaci antipiastrinici) in fibrillanti con coronaropatia stabile;
- una terza meta-analisi indaga il rischio di ictus ricorrente precoce dopo una terapia riperfusiva in soggetti con stroke ischemico;
- infine, un registro nordamericano riporta la frequenza di eventi trombotici e cardiovascolari in neoplastici con COVID-19 gestiti ambulatoriamente

Indirizzo

Selvazzano Dentro

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