Prof. Paolo Prandoni

Prof. Paolo Prandoni Prof. Paolo Prandoni

Esperto nella prevenzione e cura delle malattie trombotiche
Specialista in Mal

Paolo Prandoni

Esperto nella prevenzione e cura delle malattie trombotiche
Specialista in Malattie Cardiovascolari, Medicina Interna, Ematologia
Già Ordinario e Direttore Clinica Medica II, Università di Padova

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DAL NEJM UNA DOCCIA FREDDA PER LA CHIUSURA DELL’AURICOLA SINISTRA IN SOGGETTI CON FIBRILLAZIONE ATRIALE AD ALTO RISCHIO ...
22/03/2026

DAL NEJM UNA DOCCIA FREDDA PER LA CHIUSURA DELL’AURICOLA SINISTRA IN SOGGETTI CON FIBRILLAZIONE ATRIALE AD ALTO RISCHIO DI EMORRAGIE
Segue Rassegna Bibliografica 10/26

Il percorso che stava irresistibilmente portando verso la consacrazione della chiusura dell’auricola sinistra in soggetti selezionati con fibrillazione atriale si è inaspettatamente interrotto. I risultati di un trial clinico randomizzato di recente pubblicazione nel NEJM (CLOSURE-AF), sollevano infatti inattese perplessità sulla sicurezza di una procedura alla quale si affidavano (ed ancora si affidano) le speranze di un futuro libero da terapia anticoagulante.
Seguono la descrizione ed il commento di altri 4 articoli, selezionati per l’importanza degli argomenti affrontati ed il prestigio delle riviste che li hanno ospitati:
1) Una subanalisi dello studio EPIC-CAD ha valutato l’efficacia e la sicurezza della monoterapia con edoxaban nei confronti della sua associazione con un farmaco antipiastrinico in fibrillanti con cardiopatia ischemica stabile, stratificando l’analisi per tipologia di aritmia;
2) Clopidogrel o aspirina al termine del periodo di duplice anti-aggregazione successivo a rivascolarizzazione coronarica? Risultati di una valutazione a 5 anni di distanza di soggetti assegnati a due studi di simili caratteristiche (STOPDAPT-2 e STOPDAPT-2 ACS);
3) Incidenza e prognosi delle emorragie maggiori in corso di terapia con inibitori del fattore Xa: sorprendenti risultati di un ampio studio territoriale multinazionale;
4) DOAC o eparine a basso pm per il trattamento del TEV in soggetti con neoplasie cerebrali primitive? Risultati di un ampio studio retrospettivo di coorte.

LINEE GUIDA NORDAMERICANE PER LA GESTIONE DELLA TVP DELL'ARTO SUPERIOREIn allegato un articolo sulla fibrillazione atria...
17/03/2026

LINEE GUIDA NORDAMERICANE PER LA GESTIONE DELLA TVP DELL'ARTO SUPERIORE
In allegato un articolo sulla fibrillazione atriale.

Penso di fare cosa gradita ai miei lettori indicando un sito dove poter liberamente scaricare queste linee guida, che rappresentano un raro contributo ad una gestione ragionata e condivisa di una patologia oggi più frequente che in passato, a misura che cresce l'impiego di cateteri venosi e si allunga la sopravvivenza di neoplastici.

In allegato un articolo recente del Lancet sulla Fibrillazione Atriale, di interesse rilevante non solo per cardiologi, ma anche per internisti, cultori di Medicina Vascolare e neurologi. Utile anche per finalità didattiche.

Ecco il sito:
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2213333X26000211?via%3Dihub

APIXABAN O RIVAROXABAN PER LA TERAPIA DEL TEV ACUTO? RISULTATI DEL TRIAL CLINICO RANDOMIZZATO COBRRASegue Rassegna Bigli...
12/03/2026

APIXABAN O RIVAROXABAN PER LA TERAPIA DEL TEV ACUTO? RISULTATI DEL TRIAL CLINICO RANDOMIZZATO COBRRA
Segue Rassegna Bigliografica 9/26

Lungamente attesi, sono stati finalmente pubblicati nel NEJM i risultati del primo studio controllato e randomizzato di confronto tra i due DOAC più utilizzati nel mondo occidentale (apixaban e rivaroxaban) per la terapia del TEV. A maggior ragione perchè i risultati vanno nella direzione dai più attesa, credo che difficilmente si potrà in futuro prescindere nella pratica clinica dalle conclusioni di questo trial. I lettori potranno trovare, in calce alla descrizione dell'articolo, il testo integrale di un editoriale affidato dal giornale ad una cultrice della tematica.

Seguono i risultati di un altro studio randomizzato eseguito in Giappone (STABLED) per valutare l'impatto dell'ablazione (procedura di crescente impiego nei fibrillanti per ripristinare durevolmente il ritmo sinusale) sulla prognosi di soggetti con fibrillazione atriale e recente ictus ischemico.

Infine, sono lieto di riportare i risultati di un'analisi, condotta in due ampie coorti in Spagna, che riapre il dibattito sull'effetto favorevole per la salute di moderate dosi di alcool, suggerendo che l'aggiunta di un bicchiere di vino al giorno alla dieta mediterranea ne accresca considerevolmente le proprietà benefiche.

CONVERSIONE AI DOAC DI SOGGETTI ANZIANI E FRAGILI IN TERAPIA CON DICUMAROLICI PER FIBRILLAZIONE ATRIALE? ANCHE NOSegue R...
04/03/2026

CONVERSIONE AI DOAC DI SOGGETTI ANZIANI E FRAGILI IN TERAPIA CON DICUMAROLICI PER FIBRILLAZIONE ATRIALE? ANCHE NO
Segue Rassegna Bibliografica 8/26

Dopo la recente pubblicazione di un trial randomizzato olandese (FRAIL-AF), un ampio studio territoriale coreano, accettato nella maggiore rivista europea di Cardiologia (Eur Heart J) ribadisce con forza il pericolo di convertire ai DOAC soggetti anziani e fragili in trattamento continuativo stabile con dicumarolici per fibrillazione atriale a rischio di stroke.
Segue una rassegna bibliografica inusualmente ricca e varia, in quanto affronta problematiche diverse ed è ricca di implicazioni per la pratica clinica:
- Un’ennesima meta-analisi rivaluta l’aspirina per la prevenzione del TEV postoperatorio in chirurgia ortopedica maggiore. Come però si vedrà, non è tutto oro quello che luccica.
- Due studi sono dedicati alla terapia dell’embolia polmonare acuta in pazienti ad alto rischio di eventi avversi. Si parlerà di ECMO e di trombectomia meccanica con aspirazione, quest’ultima in forte ascesa ovunque nel mondo, così da caratterizzarsi sempre più come la procedura di scelta per questi pazienti.
- Una meta-analisi affronta la ‘vexata questio’ del rapporto tra concentrazioni plasmatiche dei DOAC ed eventi trombotici ed emorragici in corso di terapia con questi farmaci.
- Infine, lo studio multicentrico ASPERA-R, coordinato dall’Università dell’Aquila, analizza l’impatto del cancro in fibrillanti con ictus ischemico in corso di terapia anticoagulante.

IMPATTO DEL TENECTEPLASE (ENTRO 24 ORE) SULL’EVOLUZIONE DELL’ICTUS DA OCCLUSIONE DELL’ARTERIA BASILARESegue Rassegna Bib...
27/02/2026

IMPATTO DEL TENECTEPLASE (ENTRO 24 ORE) SULL’EVOLUZIONE DELL’ICTUS DA OCCLUSIONE DELL’ARTERIA BASILARE
Segue Rassegna Bibliografica 7/26

Aprono ‘le danze’ i risultati favorevoli di un trial clinico randomizzato (TRACE V), pubblicato nel Lancet, eseguito per testare il valore dell’infusione di tenecteplase nell’ictus ischemico sostenuto da occlusione dell’arteria basilare a condizione che non siano trascorse più di 24 ore dall’esordio della sintomatologia.
Seguono la descrizione ed il commento di altri importanti articoli recentemente pubblicati:
- un ampio studio retrospettivo di coorte, basato su un database amministrativo sanitario statunitense (IBM MarketScan), per testare il pericolo dell’associazione di apixaban o rivaroxaban con diltiazem in soggetti con fibrillazione atriale, pubblicato in Ann Intern Med;
- un’interessante quanto inattesa segnalazione, basata su cartelle cliniche elettroniche anonimizzate provenienti dal TriNetX Global Health Research Network, che include dati di oltre 275 milioni di pazienti in 19 paesi, che riporta un aumento statisticamente significativo della mortalità generale, a parità di condizioni, fra i carriers del FVL, particolarmente temibile nelle giovani donne;
- una meta-analisi degli studi registrativi di confronto tra vecchi e nuovi anticoagulanti a partire dai dati individuali (COMBINE AF), destinata a valutare le differenze negli esiti clinici tra pazienti con fibrillazione atriale parossistica e permanente;
- una revisione sistematica e meta-analitica degli studi di confronto tra alte e basse dosi di DOAC per la prevenzione estesa del TEV, che insinua una inattesa differenza tra maschi e femmine nella distribuzione delle recidive tromboemboliche;
- ed infine uno studio prospettico di coorte, eseguito in tre ospedali universitari di Milano, per indagare il rapporto tra ingrandimento atriale sinistro e rischio di stroke in soggetti esenti da fibrillazione atriale.

24/02/2026

DAL JACC VERSIONE ABBREVIATA DELLE LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELL'EMBOLIA POLMONARE

Come vi avevo anticipato, questo fondamentale documento, destinato a rappresentare per anni lo strumento di riferimento per la gestione dell'EP in sostituzione delle linee guida ESC ormai datate, è stato pubblicato simultaneamente in Circulation e nel J Amer Coll Cardiology.
Collegandovi ai due siti sotto elencati potete scaricare liberamente: dal primo la versione intera (che presenta rispetto a quella pubblicata in Circulation il vantaggio di essere 'pulita', e pertanto meglio leggibile e fotografabile); e dal secondo una versione 'abbreviata' che susciterà certamente il vostro interesse, almeno quanto ha suscitato il mio.

https://www.jacc.org/doi/epdf/10.1016/j.jacc.2025.11.005

https://www.jacc.org/doi/epdf/10.1016/j.jacc.2025.12.023

20/02/2026

ECCEZIONALE DOCUMENTO: LE NUOVE LINEE GUIDA MONDIALI SULLA GESTIONE DELL'EMBOLIA POLMONARE ACUTA

Segnalo ai miei lettori la pubblicazione in Circulation (oltre che in JACC) di un documento completo ed aggiornato (alla fine del 2024) sulla gestione dell'embolia polmonare acuta a cura di tutte le principali Società Scientifiche mondiali, che va incontro ad una esigenza ormai insopprimibile, complice il sorprendente ritardo con cui la Società Europea di Cardiologia (ESC) si sta adoperando per provvedere ad un aggiornamento di quelle diramate alla fine del '19.
Inevitabilmente i promotori non hanno potuto tener conto, ai fini diagnostici, della semplificazione introdotta dalla pubblicazione alla fine del '25 del modello MODS. Per questa rinvio gli interessati al post del 28 dicembre u.s.

Di seguito il link al quale collegarsi per scaricare l'eccezionale documento:
https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/CIR.0000000000001415

FATTORE VIIa RICOMBINANTE NEL TRATTAMENTO DELL’EMORRAGIA CEREBRALE SPONTANEA?Segue Rassegna Bibliografica 6/26Ancora gra...
14/02/2026

FATTORE VIIa RICOMBINANTE NEL TRATTAMENTO DELL’EMORRAGIA CEREBRALE SPONTANEA?
Segue Rassegna Bibliografica 6/26

Ancora grandi studi ospitati in riviste prestigiose, ancora risultati di grande impatto per la pratica clinica quotidiana. Aprono la rassegna i risultati, sfortunatamente negativi, di un trial clinico in doppio-cieco controllato vs placebo pubblicato nel Lancet (FASTEST) eseguito per valutare l’efficacia del fattore VIIa ricombinante (Novoseven) nel trattamento dell’emorragia cerebrale spontanea di recente insorgenza. Come abbiamo recentemente sottolineato a commento di un articolo del NEJM, in Medicina è spesso altrettanto importante sapere cosa non fare che sapere cosa fare.

Seguono i risultati di un’indagine pubblicata in Circulation in una vasta coorte prospettica di pazienti anziani (VITAL-AF) che, in discordanza con quelli recentemente pubblicati in una rivista di analogo prestigio, rimette in discussione il significato della fibrillazione atriale ‘provocata’, vale a dire di quella che si innesca nel corso di situazioni transitorie potenzialmente scatenanti.

Seguono i risultati, alquanto sorprendenti, di un trial clinico randomizzato (TUXEDO-2) pubblicato nella testata cardiologica di JAMA, eseguito per confrontare ticagrelor e prasugrel in combinazione con aspirina a seguito di rivascolarizzazione coronarica in soggetti con diabete e malattia coronarica multivasale.

Chiudono la rassegna i risultati (anch’essi inattesi) di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, ad opera di ricercatori dell’Università dell’Insubria, eseguita per confrontare il rischio trombotico dei PICC nei confronti dei cateteri ‘MIDLINE’.

DURATA OTTIMALE DELLA DUPLICE ANTIAGGREGAZIONE A SEGUITO DI RIPERFUSIONE CORONARICA: SEMPLIFICAZIONE DELLA SCELTASegue R...
05/02/2026

DURATA OTTIMALE DELLA DUPLICE ANTIAGGREGAZIONE A SEGUITO DI RIPERFUSIONE CORONARICA: SEMPLIFICAZIONE DELLA SCELTA
Segue Rassegna Bibliografica 5/26

Capita di rado di avere l’imbarazzo della scelta (mi scuso del gioco di parole) sull’articolo da destinare alla pagina d’apertura. Questa volta ho dovuto scegliere tra un articolo del NEJM, due del Lancet ed uno di Circulation, tutti e 4 apparsi contemporaneamente in Pub Med nell’ultima settimana! Dopo attenta riflessione, ho optato per uno dei due del Lancet perché latore di un messaggio positivo, oltre che importante. La pagina si apre infatti con i risultati dello studio randomizzato HOST-BR, che hanno la potenzialità di semplificare la scelta della durata ottimale della duplice terapia antipiastrinica a seguito di riperfusione coronarica, uniformandola in popolazioni a differente rischio emorragico.

Seguono i risultati di un articolo pubblicato nel NEJM (tenCRAOS) che, a conferma di quelli analoghi pubblicati nel Lancet qualche mese fa, negano valore alla terapia trombolitica nell’approccio a pazienti con occlusione acuta dell’arteria centrale della retina. Come sarà possibile vedere nell’editoriale di accompagnamento (che accludo per esteso), per la pratica clinica è altrettanto importante sapere cosa non fare che sapere cosa fare.

Seguono i risultati di una fondamentale revisione meta-analitica pubblicata in Circulation, basata sui dati individuali dei pazienti arruolati nei 4 studi registrativi di confronto tra vecchi e nuovi anticoagulanti per la gestione antitrombotica della fibrillazione atriale, destinata a caratterizzare l'incidenza, le caratteristiche cliniche, la gestione e gli esiti di eventi embolici sistemici diversi dall’ictus ischemico, abitualmente sottovalutati.

Concludono la rassegna i risultati di una poderosa indagine nordeuropea pubblicata nel Lancet, destinata a valutare l’impatto di un nuovo modello di stratificazione del rischio di mortalità, eventi ischemici ed emorragici (ONCO-ACS) in neoplastici reduci da cardiopatia ischemica acuta.

L'ARTERIOPATIA PERIFERICAPochi giorni fa il NEJM ha pubblicato un importante editoriale, che affronta gli aspetti fisiop...
04/02/2026

L'ARTERIOPATIA PERIFERICA

Pochi giorni fa il NEJM ha pubblicato un importante editoriale, che affronta gli aspetti fisiopatologici e clinici di una tematica di comune rilievo. Penso di fare cosa gradita ai miei lettori divulgandolo per esteso. Utilissimo anche per finalità didattiche.

DOAC PER LA GESTIONE DELLA TROMBOFLEBITE SUPERFICIALESegue Rassegna Bibliografica 4/26Crescono le segnalazioni a favore ...
29/01/2026

DOAC PER LA GESTIONE DELLA TROMBOFLEBITE SUPERFICIALE
Segue Rassegna Bibliografica 4/26

Crescono le segnalazioni a favore dei DOAC per la gestione a breve e lungo termine della tromboflebite superficiale. I risultati di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, compiuta da alcuni ricercatori padovani, dischiudono uno scenario favorevole al loro impiego in sostituzione dei farmaci per via parenterale, con l’auspicio che legislatori lungimiranti lo colgano favorendone l’inserimento tra i farmaci registrati e rimborsabili per questa indicazione.

Seguono una serie di articoli, che hanno tutti come protagonisti i DOAC:
- I risultati di un interessante studio retrospettivo di coorte nordamericano, destinato a confrontare il follow-up di soggetti con fibrillazione atriale che, a seguito di un episodio emorragico in corso di terapia con i DOAC, hanno continuato la medesima terapia o sono stati indirizzati ad un DOAC diverso;
- I risultati di un'analisi retrospettiva di coorte, condotta utilizzando il TriNetX Global Collaborative Network (piattaforma di ricerca sanitaria che raccoglie dati anonimi in tempo reale da quasi 150 organizzazioni sanitarie in diversi paesi) per indagare efficacia e sicurezza dell’apixaban in fibrillanti con malattie neoplastiche;
- I risultati della più ampia e completa revisione sistematica e meta-analitica della letteratura sin qui pubblicata per indagare il profilo di sicurezza dei DOAC in soggetti con cirrosi epatica;
- I risultati di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, condotta allo scopo di valutare efficacia e sicurezza di un inizio precoce (≤4 giorni) rispetto ad uno tardivo (5-14 giorni) della terapia anticoagulante con DOAC dopo un ictus ischemico in pazienti con FA;
- Infine i risultati di un ampio studio retrospettivo di coorte, compiuto in Cina per indagare efficacia e sicurezza di una bassa dose di edoxaban (pur in assenza dei noti criteri per la riduzione della dose) in soggetti asiatici con fibrillazione atriale.

FIBRILLAZIONE ATRIALE E DECADIMENTO COGNITIVO: UNA PROSPETTIVA INQUIETANTE, MA CONCRETASegue Rassegna Bibliografica 3/26...
14/01/2026

FIBRILLAZIONE ATRIALE E DECADIMENTO COGNITIVO: UNA PROSPETTIVA INQUIETANTE, MA CONCRETA
Segue Rassegna Bibliografica 3/26

La pagina di apertura riporta i risultati del più grande trial randomizzato finora eseguito (BRAIN-AF) per valutare l'effetto dell'anticoagulazione sul declino cognitivo in soggetti con fibrillazione atriale a basso rischio, fornendo evidenze importanti per la pratica clinica e la ricerca futura.

Seguono la descrizione ed il commento di 5 articoli originali, alcuni dei quali di raro interesse:
- il primo articolo riporta i risultati di un vasto database nordamericano per indagare l’impatto della pervietà del forame ovale sul decorso dell’embolia polmonare;
- il secondo si propone di stimare l'incidenza reale del sanguinamento uterino anomalo dopo l'inizio della terapia con anticoagulanti orali, utilizzando un ampio database nazionale nordamericano;
- il terzo utilizza i dati del registro multicentrico francese CARMEN-France per fornire una descrizione dettagliata dell'incidenza, delle caratteristiche e delle strategie di gestione delle trombosi venose nei pazienti con porpora trombocitopenica immune;
- il quarto riporta i risultati di una revisione sistematica della letteratura, eseguita per indagare le complicanze cardiovascolari della polmonite acquisita in comunità;
- infine, l’ultimo riporta i risultati di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, eseguita per indagare i fattori di rischio associati allo sviluppo di tromboembolia venosa nei pazienti ricoverati in terapia intensiva.

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Selvazzano Dentro

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