24/12/2025
Caro Babbo Natale, quest’anno non ti scrivo per chiedere regali. Ti scrivo da psicoterapeuta.
E ti chiedo tempo.
Tempo per i genitori, perché possano guardare i figli negli occhi senza lo schermo in mezzo.
Tempo per i ragazzi, perché possano annoiarsi senza sentirsi sbagliati.
Tempo per ascoltare, prima di giudicare.
Tempo per sbagliare, senza essere messi alla gogna.
Ti chiedo meno giocattoli intelligenti e più adulti presenti.
Meno like e più sguardi che restano.
Se puoi, porta coraggio agli educatori: quello di dire dei no che proteggono, anche quando non fanno applausi.
Porta silenzio nelle case, non quello che fa paura, ma quello che permette alle emozioni di parlare.
E se puoi, porta anche pace.
Non solo quella delle parole grandi, ma quella che nasce nelle case, nei conflitti gestiti senza distruggere, negli adulti che insegnano a non odiare prima ancora di insegnare a vincere.
Perché le guerre iniziano sempre molto prima dei confini.
Ai ragazzi, se riesci, lascia un biglietto semplice:
“Non devi essere perfetto per essere amato.”
Glielo ripetiamo poco.
E loro fanno finta di non averne bisogno, ma mentono.
E se avanza spazio sulla slitta,mettici anche questo: la capacità di tollerare la frustrazione.
Perché è lì che oggi ci stiamo perdendo tutti.
Non so se esisti davvero, Babbo Natale.
Ma so che esiste la responsabilità degli adulti.
E quella, purtroppo, non la può portare nessun elfo.
Con stima (e un pizzico di speranza),
Giuseppe Lavenia 🎄