24/03/2026
𝗜𝗹 𝗽𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗮
di Lorenzo Zamponi
Condividiamo da Jacobinitalia.it
Un bilancio della vicenda politica di Umberto Bossi: dalla Vandea postfordista al sogno delle deregulation per reggere la competizione globale
Umberto Bossi, morto a Varese all’età di 84 anni, era ormai ai margini della politica dal 2012, da quando il cosiddetto «caso Belsito», sulla truffa leghista allo Stato per intascare più rimborsi elettorali del dovuto e sull’appropriazione indebita dei fondi della Lega da parte di Bossi e della sua famiglia, l’aveva costretto alle dimissioni. Eppure è difficile negare quanto in profondo Bossi e la sua creatura, la Lega, abbiano trasformato la politica italiana, nelle forme (il leaderismo assoluto come principio organizzativo dei partiti), nei temi (autonomie territoriali, ostilità alle tasse, welfare esclusivo, immigrazione), nell’assetto (la nascita di un’alleanza di destra liberista, conservatrice e nazionalista), nelle norme (dalla pessima legge sull’immigrazione che porta la firma sua e di Gianfranco Fini al regionalismo costituzionale del Titolo V, fatto dal centrosinistra per inseguire il consenso leghista) e soprattutto nei linguaggi (lo sdoganamento della volgarità, del turpiloquio, dell’aggressività violenta, della mascolinità più tossica come elementi fondamentali della costruzione artificiale del leader popolare).
Umberto Bossi ambiva a essere un padre della patria, e in fondo lo è stato. Non della patria da lui inventata, la Padania, ormai sepolta nei bauli dell’aneddotica politica e fuori da ogni agenda, ma di quella che ha finto di odiare e ha in realtà contribuito a governare per un ventennio: l’Italia. Visto dall’esterno, del resto, ha rappresentato ogni stereotipo dell’italianità: genio, sbruffoneria, sregolatezza, vanità, talento indisciplinato, incontinenza verbale, provincialismo, tendenza all’imbroglio e al sotterfugio, incoerenza, gusto del melodramma. Difficile evitare il paragone con un altro grande istrione populista partorito dalla provincia padana qualche decennio prima di lui, ma restiamo alla politica. In politica, Bossi è stato il creatore dell’unico movimento politico capace di attraversare indenne la grande crisi dei primi anni Novanta, la Lega Nord. A lungo, prima di essere liquidata dal suo successore Matteo Salvini, la Lega è stata il più antico partito italiano vivente. Ora che la sua vicenda politica è conclusa, è giusto rifletterci sopra, e trarne un bilancio.
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