16/02/2026
La seconda tappa del nostro percorso manageriale si è svolta.
Se la prima giornata ci aveva portati dentro le emozioni e il senso di appartenenza, questa volta siamo entrati più a fondo: carattere, temperamento, personalità.
Abbiamo riscoperto il significato originario di parole che usiamo ogni giorno - rispetto, stima, empatia, coraggio, cura, diversità, differenza - tornando alla loro radice etimologica. Perché le parole non sono neutre: orientano il modo in cui esercitiamo la leadership.
Un passaggio centrale è stato quello sull’autorità.
Dal latino auctoritas, da auctor, colui che fa crescere, legato al verbo augere, “accrescere”.
L’autorità ha in sé una connotazione positiva. È il modo in cui viene esercitata che ne determina la qualità: può diventare autoritarismo oppure autorevolezza.
E nell’autorevolezza il desiderio più grande è uno solo: la crescita dell’altro.
Crescita che passa attraverso la delega: affidare un pezzo dell’azienda a qualcuno perché lo si ritiene degno di portarne il vessillo, proprio come un ambasciatore.
E passa attraverso la motivazione: prima come attivazione energetica, poi come orientamento consapevole verso un obiettivo.
Stiamo costruendo una leadership che non trattiene, ma accresce e che genera responsabilità, fiducia e futuro.
Un grazie sincero al docente Massimiliano Pappalardo che ci sta accompagnando in questo percorso con energia e rigore, aiutandoci a dare parole e struttura a ciò che spesso viviamo in modo intuitivo.
Non vediamo l’ora di proseguire con la prossima tappa!