14/12/2024
La propriocezione (nota anche come cinestesia) è la capacità di individuare la nostra posizione nello spazio, di ogni nostro singolo segmento, senza guardare il nostro corpo.
Spesso le persone non hanno idea di come siano disposte nello spazio: osservano l’istruttore e, pensando di vedersi allo specchio, ritengono di aver assunto la medesima posizione.
Purtroppo a volte, anche invitati ad osservarsi effettivamente utilizzando lo specchio, non si accorgono che in realtà non sono affatto disposti come l’insegnante!
Nel corpo sono presenti nervi sensori dotati di recettori specializzati nella registrazione di:
* tensione muscolare,
* stiramento dei tendini,
* compressione delle articolazioni,
* posizione della testa in rapporto alla spinta della forza di gravità.
Questi nervi sensori si chiamano propriocettori e sono indispensabili per la coordinazione perché trasformano uno stimolo proveniente dall’ambiente esterno in un impulso nervoso che viene inviato ad una determinata regione del midollo spinale o del cervello dove potrà essere trasformato in sensazione.
Nella nostra corteccia somatosensoriale noi abbiamo mappe precise e aggiornate di tutte le nostre parti del corpo.
Aggiornate per chi le aggiorna, ovvero per chi dedica tempo ad attività che aiutino ad ascoltare il corpo.
Ma perché farlo, perché aggiornarle? Non solo perché ciò contribuisce a garantire l’equilibrio, la stabilità, la coordinazione e la corretta esecuzione dei movimenti, ma soprattutto perché aiuta a migliorare la consapevolezza sensoriale e l’ascolto di sé (di questi parleremo domani).
Come avviene tutto ciò nel Metodo Feldenkrais®?
Chi lo segue da tempo sa che è un metodo di somatico (cioè di apprendimento tramite il corpo).
Ci sono due modalità di insegnamento:
- le lezioni di gruppo - dette CAM® (Consapevolezza Attraverso il Movimento®) - dove l’insegnante dà le istruzioni di movimento e gli allievi eseguono.
La particolarità di questa modalità è che l’insegnante non mostra ciò che l’allievo deve fare, cosicché ogni allievo verrà stimolato a migliorare la propriocezione perché dovrà cercare in sé la “traduzione in movimento” della istruzione;
- Le lezioni individuali - dette IF® (Integrazione Funzionale®) - dove è l’insegnante che attraverso un tocco delicato e non invasivo muove l’allievo, portandolo a scoprire da principio i propri schemi motori e poi ad esplorarne di nuovi.
Quest’ultima modalità è molto potente e importante affinché l’allievo sviluppi la propriocezione e la consapevolezza di sé.
Moshe Feldenkrais lo sapeva bene, infatti soleva dire “ho creato le lezioni di gruppo solo dopo aver toccato centinaia di corpi” o ancora diceva a Chava Shelhav, una delle sue prime allieve, dopo una giornata di lezioni di IF: “Vedi Chava, tutto ciò che hai visto oggi, adesso dobbiamo trasformarlo in lezioni di gruppo”.
Quindi il tocco, in particolare il tocco Feldenkrais, è un potentissimo strumento per risvegliare la corteccia somatosensoriale delle persone e aggiornare la mappa del cervello.
Attraverso il tocco, l’allievo percepisce i confini del proprio corpo. Attraverso i movimenti causati dal tocco, egli o ella percepisce quali sono i suoi schemi motori, le sue abitudini posturali e può scoprirne di altre in modo da cambiare la qualità del suo movimento e quindi anche la qualità della sua vita.
Continuiamo nel post di domani.
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