Shiva Flow

Shiva Flow Yoga, Ayurveda e Jyotisha. Hatha, Yin, Restorative Yoga & Shiva Flow. Mudrā, Meditazione, Pranayama. Praticante, Insegnante, Formatrice.

Uno stile di Yoga fluido che partendo dal racconto del picco, lavora attraverso il corpo sul mito stesso e i suoi significati.

✨ Oggi il cielo é tranquillo. La quiete dopo la tempesta. É tornato il sole.✨ Śukra é in domicilio, porta bellezza e arm...
23/04/2026

✨ Oggi il cielo é tranquillo. La quiete dopo la tempesta. É tornato il sole.

✨ Śukra é in domicilio, porta bellezza e armonia; la nakshatra di oggi è Purnavasu, porta spazio, apertura consapevole e ascolto.

✨ Non é una giornata da trasformazione intensa, é un giorno da integrazione, semplicità profonda, piacere consapevole.

✨ La pratica di questa sera ci ri-porterà a ciò che nutre davvero, per ritrovare casa attraverso e dopo il movimento.

✨ Questa sera alle 19.00 in presenza e online

Certe cose non si possono raccontare. Andrebbero vissute. Però, siccome ho, come sempre, paura che il mio Vāta si porti ...
20/04/2026

Certe cose non si possono raccontare. Andrebbero vissute. Però, siccome ho, come sempre, paura che il mio Vāta si porti via tutto, scrivo. Scrivo per non dimenticare. Sì, perché mi capita questa cosa particolare, da sempre. Di quel che vedo, leggo, vivo non mi rimane la cronica degli eventi, mi rimangono le emozioni che ho vissuto. E più le emozioni sono intense, più tendo a dimenticare i dettagli, arrivando a un distillato emotivo estremo.

E ieri é stata una serata proprio da Candra, con un carico di emotivo che si prolunga da 15 anni. Sì, perché oltre a piacermi tantissimo come artista, Jamie Cullum lo lego a quando Miche, Lorenzo e Edo erano piccolini. Lo avevamo scoperto per caso guardando il concerto tributo per Ray Charles. Allora era un piccoletto tutto testa e capelli, che si muoveva su un palco pieno di mostri sacri per un mostro sacro della musica, come se nulla fosse.

Quest’anno, visto che non viene mai in concerto in Italia, ho deciso di andare io da lui e la scelta é caduta su Katowice per via della data. Arrivati qui ci siamo chiesti come mai venisse in questo posto, che non ha proprio l’aria di essere artisticamente vivace. Ci siamo fermati alle apparenze.

Il palazzo dove si tiene il concerto ha un aspetto austero e un po’ anonimo. Si trova fuori da quello che chiamano centro. Decidiamo di andare per tempo in un locale lì vicino a mangiare perché dopo il concerto rischiamo di trovare tutto chiuso, dopo le 21 sembra di essere in un film post apocalittico. Aspettiamo 45 minuti che ci portino il cibo. Il mio entusiasmo si trasforma un po’ alla volta in ansia da rimanere chiusa fuori.

Trangugiamo il cibo e andiamo. Man a mano che ci avviciniamo il palazzo sembra aprirsi per svelare il suo tesoro nascosto. Dall’esterno sembra un blocco compatto di cemento, ma da vicino la struttura non é così compatta, tra un blocco e l’altro ci sono delle enormi vetrate che trasformano la struttura più in un enorme parallelepipedo di vetro protetto da un’armatura di cemento. Da queste fessure filtra una luce calda, dorata. Mi viene in mente la frase dello Yoga Vasistha: bisogna vedere la crepa sul soffitto, prima di scorgere la luce filtrarvi attraverso.

La hall é maestosa, gremita di gente eppure ovattata e quasi silenziosa. Ci accoglie una ragazza gentile che ci invita a lasciare le giacche al guardaroba (gratuito) e ci spiega dove andare per trovare il nostro posto. Saliamo la scale ed entriamo nel teatro. Attimo di sospensione. Il teatro é un gioiello. Un ovale di legno caldo, da un lato delle canne d’organo gigantesche. Cerchiamo i nostri posti, si trovano in balconata proprio sopra al pianoforte. Miche e io ci guardiamo con gli occhi che brillano.

Mi guardo intorno e penso che questo sarà un concerto un po’ più intimo rispetto a quello visto in piazza 15 anni fa. Il tempo passa per tutti, anche per lui. Allora mi aveva colpito per la sua energia, i suoi salti (anche dal pianoforte), la sua capacità di cantare, senza stonare e senza sbanfare, pur muovendosi come un grillo.

Entrano prima i musicisti (4) e i coristi (2). Pubblico in deliro (polacchi irriconoscibili). Poi esce lui e il teatro esplode. Sembra che per lui il tempo non sia passato. La stessa aria da diciottenne (ne ha 46) di quando lo vid la prima volta.

Da qui in poi tutto si mescola nella mia mente. Scuse per essere entrati con 3 minuti di ritardo, inizia a cantare e un po’ alla volta si scalda, ma con moderazione. Gli anni son passati, sarà maturato come artista, il teatro é un luogo più raccolto, per una musica più intima rispetto a una piazza. Alternano brani d’insieme con parti in cui tutti escono e rimane solo lui sul palco, col suo pianoforte. A un certo punto parte con Everlasting love, che di solito ha un ritmo tirato. É lui, col piano. Suona un po’ il legno, un po’ le corde all’interno, stoppandole con la mani, un po’ i tasti. La sua voce viene “modificata” con un effetto eco e lui vata un po’ al microfono un po’ senza. Pelle d’oca. La corista (che ovviamente si spara tutti i concerti per cui dovrebbe essere abituata) si commuove, io pure. Il pubblico prova a ba***re le mani, lui si gira e fa segno che no, non é il momento, adesso si sta in silenzio. Si ascolta e ci si ascolta.

Continua inserendo come fosse un flow high and dry, if I ruled the world e twentysomethnig (che ora trasforma in fortysomething). I brani si intrecciano tra loro, é come se stesse tessendo la tela più morbida del mondo. Mi accorgo che sto piangendo. Non ho gli occhi umidi, mi scendono proprio le lacrime. A un certo punto si tacca dal piano e scende tra il pubblico, sempre cantando. Non una stonatura, non un segno di fatica. Comincia a caricarsi, abbraccia uno steward, dà un 5 a un signore, vada un’altra signora in sedia a rotelle e firma un autografo a un’altra che lo insegue per tutta la sala. Tutto senza mai perdere il punto, senza mai perde un colpo. Sento tirar su col naso di fianco a me. Miche.

Questo è darsi. Va oltre lo spettacolo, va oltre lo show. É presenza, é esserci.

E poi eccolo, il folletto. Torna sul palco, parte when I get famous e invita tutti ad alzarsi. Delirio. Lui comincia a saltare, zompa giù da pianoforte ( e si gira a pulirlo con la sua maglietta), lascia spazio (questo per tutto il concerto) ai suoi musicisti e intanto gira, partecipa, suoni un po’ qui e un po’ là. Finisce così co n gli occhi pieni di lui e il cuore pieno di felicità.

Mi scappa la p**ì, corro in bagno e lì maturo la decisione: devo andare anche al concerto di Modena. Esco e lo annuncio a Max e Miche. Max mi guarda: stai calma, cominciamo ad a andare a casa e rispondi ai messaggi. Lo guardo. Chi sei? Cosa ne hai fatto di mio marito? Ma tiro fuori il telefono: la chat di yoga, Ayurveda e Jyotisha esplode di messaggi, che io però non riesco a leggere. Sono senza occhiali. Mi sollecitano delle risposte, anche in privato. Non capisco. Max insiste. Nel frattempo stiamo vagando in mezzo a una serie di palazzi squallidi a caccia di un Uber per andare a cercare un pub.

E poi lì in mezzo a un parcheggio che sembra l’interno di Niguarda mi compare un video: il gruppo mi ha regalato i biglietti per andare al concerto di Modena. Mi rimetto a piangere.

Semplicemente grazie. Ogni altra parola sarebbe superflua (anche perché ho scritto fin troppo)

Aspettando il concerto di stasera, tanto atteso, abbiamo fatto un salto a Cracovia. Questa mattina abbiamo preso il tren...
19/04/2026

Aspettando il concerto di stasera, tanto atteso, abbiamo fatto un salto a Cracovia. Questa mattina abbiamo preso il treno, il regionale, e in 1 ora e mezza siamo arrivati. Diffidenti, lo ammetto. Il timore che la Polonia fosse tutta come Katowice era forte.

Non voglio sembrare troppo choosy o giudicante, proprio oggi poi, che Candra si trova in Krittika Nakshatra, ma Anna, una ragazza polacca che frequenta la nostra Formazione Insegnanti Yoga, ci ha detto che Katowice è oggetto di battute e barzellette per la sua bruttezza, per cui, un po’ mi sento giustificata a non apprezzarla molto. Si mangia molto bene, questo va detto, e se proprio il destino vi trascina qui sappiate che almeno mangerete bene.

Cracovia mi ricorda un po’ Praga. La città vecchia si sviluppa tutta intorno al castello, la vita è molto vivace, oggi c’era pure una maratona. Gente che girovagava con aria stralunata in canottiera e pantaloncini con addosso la coperta termica che li faceva sembrare tante uova di Pasqua.

Il tempo a nostra disposizione era poco, ma il giretto è stato più che soddisfacente e io sono pure riuscita a mangiare i famosi pierogi, i ravioloni tipici del posto. Cracovia promossa.

A ottobre ho scoperto che Jamie Cullum, uno dei miei musicisti preferiti, era in tour. La speranza di vederlo in Italia ...
18/04/2026

A ottobre ho scoperto che Jamie Cullum, uno dei miei musicisti preferiti, era in tour. La speranza di vederlo in Italia ormai l’ho persa. Lo seguo da anni e quando parlo di lui qui in Italia mi guardano con sguardo perso. Non lo conosce pressoché nessuno.

Sono riuscita a vederlo dal vivo una sola volta, 15 anni fa giusti giusti (mese più, mese meno) nella Svizzera tedesca, tra una peripezia e l’altra (ero riuscita anche a perdermi in autogrill). Quando penso a un concerto mi viene in mente proprio quello lì. Una magia. Pelle d’oca e qualche lacrima agli occhi per tutto il tempo.

Guardo sul sito, scorro i paesi: Inghilterra, Germania, Polonia, Francia, Svizzera, Austria. Niente Italia.
Urlo: “Quest’anno, cascasse il mondo, vado a vederlo dal vivo. Cerco una data che vada in un week end”.

Cerco. Trovo: Katowice, Polonia. Prenoto.

Siamo arrivati questa mattina in questo luogo che sembra un po’ Sesto San Giovanni, un po’ Cinisello Balsamo. Lo descrivono come un posto culturalmente molto attivo. Sembra di essere in periferia. Anche in centro. É un posto stranissimo.

Si trova sospeso tra architettura del periodo comunista e palazzi dell’800. Anche gli abitanti sembrano fluttuare tra questi due poli: dall’anonimato all’eccentricità. Volti un po’ spenti, seri, quasi anonimi e capelli sfumati dal viola al fucsia.

Ho trovato un appartamentino, un sottotetto di una trentina di metri quadri scarsi, nel quale Max e Miche camminano ingobbiti, in questo quartiere vicino al teatro, in centro periferico. Questa sera siamo andati a mangiare fuori, benissimo tra l’altro, in un ristorante ricavato da un appartamento al piano rialzato. Bellissimo. Nessuno che urla, atmosfera intima e raccolta, niente gomito del vicino di tavolo nel tuo piatto.

Domani gita a Cracovia e domani sera finalmente il concerto.
Ps. Mentre scrivo ho appena scoperto che quest’estate sarà a Modena. Sì, lui, che non viene mai in Italia. Amen.

🐠 Il cielo di oggi ci parla di grande sensibilità, intuizione, ma anche rischio di annebbiamento e fatica a decidere (ta...
16/04/2026

🐠 Il cielo di oggi ci parla di grande sensibilità, intuizione, ma anche rischio di annebbiamento e fatica a decidere (tanti pianeti nel segno dei Pesci).

🐏 Ma ci parla anche di spinta, rinascita e desiderio di agire (Sūrya é appena entrato nel segno dell’Ariete).

😅 Questa situazione potrebbe creare confusione: da una parte l’istinto ad agire, dall’altra l’emotività e la mancanza di lucidità.

🌟 Questa sera, dunque, la pratica cercherà di portare un po’ di chiarezza nel movimento, per lasciare che il fuoco dell’iniziativa non venga spento, ma trovi una sua direzione precisa.

🌟 Ci vediamo alle 19.00 in presenza al oppure online su Zoom

✨ Domenica 26 aprile sarò a Pescara e sarò ospite di   per presentare il mio ultimo libro “Dove gli dei camminano scalzi...
15/04/2026

✨ Domenica 26 aprile sarò a Pescara e sarò ospite di per presentare il mio ultimo libro “Dove gli dei camminano scalzi”

É un libro al quale tengo in modo particolare per tanti motivi:

Perché è nato dalla raccolta dei miei racconti che ho l’abitudine di scrivere ogni sera per evitare che la mia pessima memoria mi faccia dimenticare le cose.

Perché in quei viaggi ho imparato, riso, pianto, condiviso, sudato e mangiato tanto.

Perché l’India mi ha regalato amicizie e legami che sono diventati nel tempo importanti.

Perché ogni volta che ci torno mi scende una lacrima.

Perché ogni volta che me ne vado mi scende una lacrima.

✨ Per chi ha voglia, ci vediamo domenica 26 aprile alle 10 in viale della pineta 14 a Pescara presso Spazio Yoga Benessere

13/04/2026
♈️ Domani cade Meṣa Saṅkrānti, il Sole entra in Ariete secondo il calendario vedico: è il capodanno solare in molte trad...
13/04/2026

♈️ Domani cade Meṣa Saṅkrānti, il Sole entra in Ariete secondo il calendario vedico: è il capodanno solare in molte tradizioni indiane.

✨ É il momento in cui il Sole entra nel primo segno dello zodiaco. Qualcosa ricomincia.

✨ Non siamo chiamati solo a fare di più, ma a entrare più chiaramente in noi stessi, a scegliere, a orientarci, a dare una direzione alla nostra energia.

✨ Questa non è solo l’energia del “partire”, ma del partire da sé. Ariete, Meṣa, è l’archetipo dell’emergere, dell’io che si affaccia, del primo impulso della vita.

✨ Da dove voglio vivere questo nuovo ciclo?

✨ alle 18.00 Hatha Yoga - Raddrizzare l’asse
✨ alle 19.00 Shiva Flow - Accendere il nuovo ciclo
✨ alle 20.00 Yin/Restorative - Custodire la scintilla

✨ in presenza e online

10/04/2026

Ogni giorno la Luna cambia volto, cambia spazio nel cielo, cambia qualità e cambia anche il modo in cui pensiamo, sentiamo, reagiamo.

Dal 17 aprile seguiremo il suo percorso.

Un viaggio attraverso le 27 nakshatra, le costellazioni lunari, le dimore della luna,
per imparare a leggere:

• i tuoi stati emotivi
• i tuoi pensieri
• i tuoi ritmi interiori

Ogni giorno scoprirai:

🌙 il significato della nakshatra

🧠 come influenza mente ed emozioni

🕯️ una pratica tra yoga e Ayurveda

✨ un piccolo rituale da portare nella tua giornata

📲 Potrai seguire il percorso nella community WhatsApp che ho creato per condividere il viaggio alla scoperta dei legami tra Yoga, Ayurveda e Jyotisha.

Se vuoi partecipare accedi alla community:

https://chat.whatsapp.com/JHhNCWrT6e157kfbItysUf?mode=gi_t

🌙 Oggi Candra, la luna, si troverà in Mūla Nakshatra, la costellazione che ci riporta alle nostre radici. ✨ Non nel sens...
09/04/2026

🌙 Oggi Candra, la luna, si troverà in Mūla Nakshatra, la costellazione che ci riporta alle nostre radici.

✨ Non nel senso romantico del termine.

🫩 Radici vuol dire anche vedere cosa ti tiene fermo, cosa continui a nutrire anche se non ti nutre più.

🧘🏻‍♀️ La pratica di questa sera sarà forse scomoda. Alcune pratiche servono a spostarci, a lavorare nel profondo, in maniera onesta. Una pratica che non chiede di aggiungere nulla, ma di creare spazio, uno spazio nuovo, forse strano, che cambia i paradigmi.

✨ Ma è proprio lì che qualcosa può cambiare davvero.

🩶 Ci vediamo questa sera alle 19.00 in presenza al oppure online su zoom.

Indirizzo

Via Marsala 69
Sesto San Giovanni
20090

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 20:00
Martedì 17:00 - 20:00
Mercoledì 17:00 - 20:00
Giovedì 17:00 - 20:00
Venerdì 17:00 - 20:00

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