23/02/2026
UN GRANDE CAMMINO PARTE SEMPRE DA UN PICCOLO PASSO
In un epoca lontana un pellegrino aveva fatto voto di raggiungere un lontano santuario, per pregare gli antenati e bruciare dell' incenso come si usava già in quei tempi. Dopo alcuni giorni di cammino, si trovò a passare per una stradina che si inerpicava per il fianco desolato di una collina brulla e bruciata dal sole. Sul sentiero spalancavano la bocca grigia tante cave di pietra. Qua e là degli uomini, seduti per terra, scalpellavano grossi frammenti di roccia per ricavare dei pesanti blocchi di pietra da costruzione.
Il pellegrino si avvicinò al primo degli uomini. Lo guardò con compassione. Polvere e sudore lo rendevano irriconoscibile, negli occhi si leggeva una fatica terribile.
"Che cosa fai?", chiese il pellegrino.
"Non lo vedi?" rispose l'uomo, sgarbato, senza neanche sollevare il capo. "Mi sto ammazzando di fatica".
Il pellegrino non disse nulla e riprese il cammino.
S'imbatté presto in un secondo spaccapietre. Era altrettanto stanco, ferito, impolverato.
"Che cosa fai?", chiese anche a lui, il pellegrino.
"Non lo vedi? Lavoro da mattino a sera per mantenere mia moglie e i miei bambini", rispose l'uomo che al pellegrino parse più sereno del primo uomo incontrato.
In silenzio, il pellegrino riprese a camminare.
Giunse quasi in cima alla collina. Là c'era un terzo spaccapietre. Era mortalmente affaticato, come gli altri. Aveva anche lui polvere e sudore sul volto, ma gli occhi avevano una strana pace.
"Che cosa fai?", chiese il pellegrino.
"Non lo vedi?", rispose l'uomo, sorridendo con fierezza. "Sto costruendo un tempio dedicato a Guan Yin. Affinche tutti i devoti possano dedicare le loro invocazioni e bruciare l'incenso".
E con il braccio indicò la valle dove si stava innalzando una grande costruzione, ricca di colonne, di archi e di porte di pietra grigia, puntate verso il cielo.
Il pellegrino sorrise si sedette ed iniziò a mangiare dalla sua ciotola di riso, pensando a quanto ora il suo mondo era più completo.
Questa breve storia può essere letta come un piccolo racconto zen, ma pur sempre atto a riflettere! Ogni praticante di Tai chi sa che ciò che impara farà parte di un mosaico ampio e completo ma c'è chi lo realizza presto, chi più tardi e chi in fondo non lo farà mai. Niente di tutto ciò è sbagliato; ogni persona è un anima ed ogni anima cammina nella sua vita, tuttavia l'ampia connessione con se stessi servirà a realizzare che ogni passo ogni gesto collega l'energia che possediamo ed il corretto uso idealizzato ben più in la del nostro naso questo è il TAI CHI CHUAN!!!
Cosi come l'ultimo tagliapietre già vede i risultati, noi praticanti possiamo immaginare dove andremo in ogni movimento della forma!
Manuel