19/03/2026
E menomale che era una visita a pagamento
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Ieri sono andato dal medico e la visita mi ha lasciato di cattivissimo umore. Io non so neanche se raccontarla questa cosa. Non lo faccio per sfogarmi ma per combattere una ingiustizia.
Da un po' avevo un paio di dita stranamente screpolate e per quanto le curassi non guarivano. Ho sospettato fosse psoriasi. Ma non voglio atteggiarmi a medico, così una decina di giorni fa ho prenotato una visita.
Il giorno prima mi telefonano per confermare la visita e per pregarmi di non fare tardi.
Era alle 11:00. Arrivo alle 10:45 e mi siedo in sala d'attesa.
Alle 11:30 mi alzo un po' spazientito, dicendo alla segreteria avevamo appuntamento alle 11:00. Domando quindi quando sarà il mio turno.
Ovviamente la risposta è: «5 minuti».
Ovviamente non sono cinque. Entro poco prima di mezzogiorno.
«Buongiorno,» dico.
«Ciao,» risponde lui senza guardarmi negli occhi mentre scrive qualcosa a computer.
Chissà a cosa devo tutta quella confidenza.
«Mi dica,» esordisce finalmente smettendo di usare il computer e guardandomi negli occhi.
Cerco di spiegare che ho delle dita screpolate che a volte guariscono e a volte sanguinano senza un motivo apparente. Lui con professionalità mi guarda la mano dieci secondi e mi dice: «È psoriasi».
Poi scrive il nome di una medicina su un foglio e me lo dà.
Io dico: «Aspetti un attimo, parliamone un secondo. Che cos'è la psoriasi?».
«È una malattia della pelle,» mi risponde tornando a guardare il computer.
«Ovviamente è della pelle, ma che cos'è? Che fa? È contagiosa? È una infezione, è una allergia, cos'è?».
«Non è contagiosa,» mi risponde.
«Qual è la causa? Può peggiorare? Si può estendere?».
«Col freddo peggiora. È ereditaria,» risponde, di malavoglia.
Esco fuori sentendomi cacciato. Pago la visita: 122 euro.
Ieri mattina per andare alla visita non ho lavorato. Poi ho aspettato un'ora di ritardo. Poi ho pagato non poco. Il medico mi ha visitato in due o tre minuti. Non mi ha spiegato niente. Io che devo fare? Devo andare a casa a vedere su internet?
Non capisco. Pare che mi abbia fatto una cortesia, pare che io l'abbia disturbato. E non è la prima volta che un medico si comporta così con me. Mi sono ritrovato a guidare verso casa pieno di rabbia. Non pensavo tanto a me, ma alla povera gente, ai vecchietti che hanno paura persino a fare una domanda in più, soli nelle loro malattie, trattati da schifo.
Cari medici, è vero che voi vedete tanti pazienti ogni giorno e che noi pazienti abbiamo tanti difetti. Ma ricordatevi che siamo esseri umani.
Non sono riuscito a pensarci subito, ero troppo stupito. Ma la prossima volta che mi capita me ne ricorderò e alzerò la voce per reclamare l'educazione, la dignità e il rispetto che ognuno di noi merita.