03/12/2025
COORDINAMENTO DEI COMITATI SARDI PER LA SANITÀ PUBBLICA: LABORATORIO DI UNA SANITÀ TERRITORIALE POSSIBILE PERCHÉ CON POCHI MEDICI CUBANI È POSSIBILE RILANCIARE L’OSPEDALE SAN CAMILLO
Sabato mattina, al Teatro comunale “Salvatore Murgia” di Sorgono, si è svolto l’incontro promosso dal Comitato SOS sanità Barbagia che rappresenta 14 paesi del circondario, dedicato all’ordine del giorno n. 50/XVII approvato dal Consiglio regionale sui medici stranieri e al futuro dell’ospedale San Camillo e della sanità nelle zone interne. Il dibattito è stato coordinato da Gianfranca Salvai (SOS Barbagia Mandrolisai) e Antonello Delogu, responsabile comunicazione del Coordinamento dei Comitati Sardi per la Sanità Pubblica (CCSSP).
In apertura sono intervenuti Bachis Cadau e Piero Manca, che con un intervento accorato hanno richiamato l’articolo 32 della Costituzione sulla tutela della salute come diritto fondamentale,
ricordando come pochi medici in più possano decidere la sopravvivenza del San Camillo e della sanità nel Mandrolisai.
I consiglieri regionali presenti, (Giuseppino Canu, Sinistra Futura, primo firmatario dell’Odg 50/XVII); Antonio Solinas, Pd; e Salvatore Cau, Orizzonte Comune; si sono dichiarati disponibili a portare avanti l’iter dell’ordine del giorno fino a un impegno concreto della Giunta per accordi quadro sull’arrivo di medici e infermieri stranieri.Ha dato vil suo contributo in collegamento da remoto anche Sergio Loi, delegato della direzione regionale del Partito Democratico, portando il sostegno politico all’iniziativa.
Per il CCSSP sono intervenuti il coordinatore Alessandro Rosas e il dottor Francesco Carta di Medicina Democratica, che ha inquadrato il tema nella crisi complessiva del Servizio Sanitario Regionale e Pino Scarpelli, dell'Associazione Italia–Cuba, che ha raccontato l’esperienza calabrese e dei medici cubani hanno permesso di tenere aperti reparti e ridurre la migrazione sanitaria,
soprattutto nelle aree interne. Per il CCSSP, Sorgono è il laboratorio di una sanità territoriale possibile: 8–10 medici strutturati in più, insieme al personale infermieristico, basterebbero a cambiare il destino del San Camillo e possono diventare modello per tanti ospedali minori e futuri ospedali di
comunità in Sardegna. Il CCSSP, che riunisce comitati e associazioni da tutta l’isola, tra cui SOS Barbagia Mandrolisai, valuta come positivi gli impegni presi ma ricorda che il tempo delle dichiarazioni è finito e, quindi di, chiede: una delibera di Giunta rapida che dia attuazione all’ODG 50/XVII; un tavolo tecnico con priorità alle zone interne; un accordo quadro con CSMC e altri partner che sia pubblico, trasparente e monitorabile.
«Continueremo a vigilare – afferma il il CCSSP, – e, se l’ordine del giorno resterà sulla carta, saremo pronti a tornare in piazza con mobilitazioni ancora più ampie. Sorgono non è una periferia da gestire come emergenza – dichiara il Comitato – ma il luogo dove dimostrare che un’altra sanità territoriale è possibile. Se dalle parole di oggi non seguiranno atti immediati e misurabili, saremo pronti a nuove iniziative pubbliche e di mobilitazione: non difendiamo solo un ospedale, ma il diritto di continuare a vivere e curarci nei nostri paesi».