12/03/2026
Ho dedicato anni allo sport.
Anni nelle palestre a cercare la perfezione nella postura, l’equilibrio del peso, la respirazione che accompagnasse ogni allenamento. Riscaldamento all’inizio, stretching alla fine.
Serie infinite di addominali per fortificare il tronco e rendere il corpo più forte.
E poi il nuoto. Vasca dopo vasca, nella piscina olimpionica, fino allo sfinimento, per mantenere quell’elasticità muscolare e tendinea che regala fluidità al corpo.
Senza quasi accorgermene ho preso tutti e sei i brevetti di nuoto.
Poi, a un certo punto, mi sono fermata e mi sono chiesta:
**dove sto andando?**
**cosa sto cercando davvero?**
Ed è stato proprio lì che, in modo naturale, è nato dentro di me lo **Yoga**.
Come un fiore.
Non era tempo di imparare una nuova disciplina.
Era tempo di **farla fiorire**.
Lo Yoga era già dentro di me:
mentre ero in palestra,
mentre attraversavo la piscina,
mentre camminavo a lungo nella natura.
Lo ammetto: per me è stato naturale certificarmi in Yoga.
La mia pratica buddhista, iniziata seriamente nel 1999, ha facilitato lo studio delle migliaia di pagine di questa antichissima filosofia.
Perché lo **Yoga non è uno sport**.
È uno **stile di vita**, un’antica disciplina profondamente connessa all’Ayurveda, al respiro e alla consapevolezza.
Oggi mi sento completa.
E lo devo solo a me stessa.
Alla mia capacità di condurre la mia vita **come fosse una regata**.
Chi va per mare lo sa:
nelle regate le virate più decisive sono quelle fatte **strette intorno alla boa**.
Più stringi la traiettoria, più hai possibilità di guadagnare posizione…
ma aumenta anche il rischio di **ribaltarti**.
La vita è così.
Serve coraggio per avvicinarsi alla boa, cambiare rotta e fidarsi del vento.
Oggi condivido con voi la **Sequenza del Saluto al Sole**.
Un gesto antico che ogni giorno mi ricorda dove si trova il mio centro. 🌞🧘♀️
interiore