25/02/2026
Lo stretching non è un’attività unica, ma si divide in diverse tecniche con scopi differenti (riscaldamento, flessibilità, recupero). Principalmente, le tipologie si dividono in due macrocategorie: statico (da fermo) e dinamico (in movimento).
I Principali Tipi di Stretching
Stretching Dinamico (PRIMA): Consiste in movimenti controllati e progressivi che portano le articolazioni alla loro massima escursione (es. slanci, circonduzioni braccia/anche).
Stretching Statico (DOPO): Consiste nel mantenere una posizione di allungamento per 15-30 secondi senza dolore. Può essere passivo (aiutato da attrezzi o gravità) o attivo (mantenuto dalla forza dei propri muscoli).
Stretching PNF/C.R.A.C. (Proprioceptive Neuromuscular Facilitation): Una tecnica avanzata che alterna contrazione e rilassamento del muscolo, spesso con un partner. È il più efficace per aumentare la flessibilità rapidamente.
Stretching Balistico (SCONSIGLIATO): Movimenti rapidi e a scatti (molleggi) che forzano il muscolo. Rischioso per infortuni se non eseguito da atleti professionisti. Importante:
Prima di correre/allenarsi: Fai stretching dinamico. Non fare stretching statico prima dello sport perché può ridurre la forza esplosiva.
Dopo l’allenamento: Fai stretching statico per il defaticamento.
Sessione dedicata: Fai stretching statico o PNF per migliorare la flessibilità generale. Non forzare mai fino a provare dolore acuto; si deve sentire solo tensione o “tira” moderato