01/05/2020
Il mio negozio è chiuso dal 9 di marzo. Non percepisco stipendio ma continuo a pagare tutte le spese che da 5 anni cerco di affrontare con precisione per essere sempre in regola con la legge.
Ho sempre lavorato guardando il mio e non mi sono mai interessata al lavoro degli altri se non per migliorarmi.
Non amo l'uso dei social e non sono solita esprimere qui le mie emozioni o postare la mia vita in uno scatto. Oggi però ho capito che questo è il miglior mezzo di diffusione e comunicazione esistente e quindi ho deciso di usarlo.
Sono a conoscenza da giorni del fatto che alcune operatrici abusive del mio settore hanno continuato a lavorare nonostante l'emergenza che il nostro paese sta affrontando. Sono anni che queste persone lavorano in casa svolgendo più o meno bene il mio stesso lavoro e sono anni che il mio nome viene accostato al loro quando nel paese di Tagliacozzo si parla di estetica e soprattutto di cura della mano. Questo accostamento è tuttavia sempre stato errato perché non si può paragonare minimamente il mio lavoro al loro. Io pago l'affitto di un negozio che è stato appositamente studiato e predisposto per effettuare trattamenti estetici, pago le tasse che lo stato mi impone, pago bollette salate, utilizzo strumenti professionali, rispetto normative e orari. Vi assicuro che la sera mi metto a letto con la testa pesante non solo per la fatica della giornata ma anche per tutti i pensieri che un'attività inevitabilmente porta. Sarebbe stato molto più semplice comprare una scrivania, una lampada, una lima e lavorare comodamente da casa, ricordiamoci però che questo non è possibile perché è CONTRO LA LEGGE.
È chiaro quindi che la lotta con le persone che svolgono il mio lavoro abusivamente non è mai stata ad armi pari, il guadagno finale non è paragonabile e le spese anche.
Sono state fortunate queste abusive perché hanno avuto davanti persone come me che non denunciandole gli hanno permesso di guadagnare cifre sicuramente più alte rispetto alle mie.
Oggi però la situazione è diversa, c'è un virus a causa del quale la mia categoria è considerata a rischio. Siamo tra le prime attività che hanno abbassato la serranda e saremo tra le ultime ad alzarla. È quindi chiaro che non posso sopportare che quando il mio guadagno è zero quello di qualcun altro sia dieci. Anche io vorrei lavorare, guadagnare, rivedere le mie clienti e tornare alla normalità ma non posso perché LA LEGGE mi impone la chiusura. A giugno forse potrò aprire perché sempre la legge forse me lo permetterà.
Tu, mia cara abusiva, la legge non sai nemmeno cosa sia e a quanto pare non sai nemmeno cosa sia il buon senso visto che continui a sfidare la mia pazienza e quella delle mie vere colleghe continuando a lavorare e a mettere in pericolo la tua salute e quella delle persone altrettanto incoscienti che vengono a casa tua.
Ricordati di ringraziarmi giorno per giorno perché se hai lavorato il merito è solo il mio. La mia pazienza però ha un limite.. Ricordalo sempre...
Non serve ostentare il fatto di essere persone per bene, bisogna semplicemente esserlo giorno per giorno nella consapevolezza della propria dignità di lavoratore e credo non ci sia giorno migliore di oggi, primo maggio, per ricordarlo.