CSADiagnosi,Terapia e Riabilitazione Per L'Acufene

CSADiagnosi,Terapia e Riabilitazione Per L'Acufene Il CSA:Diagnosi,Terapia e Riabilitazione dell'Acufene si avvale di validissimi collaboratori.Non è

Oggi ho visitato una paziente che da diverso tempo riferisce dolore all’orecchio destro. Riferisce di aver eseguito altr...
30/03/2026

Oggi ho visitato una paziente che da diverso tempo riferisce dolore all’orecchio destro. Riferisce di aver eseguito altre visite ma le veniva detto che non aveva nulla, nessuna patologia che potesse giustificare il dolore. Oggi l’ho sottoposta ad otoscopia con fibra ottica rigida e invece si evidenzia verosimilmente una estroflessione diciamo bollosa del timpano nei quadranti posteriori. La paziente non è raffreddata e non riferisce di aver avuto una sindrome influenzale neanche nei mesi addietro. Quindi non si tratterebbe di una comune otite media bollosa virale o batterica. Sembrerebbe una
bolla o una vescicole,presente sulla membrana timpanica determinata da una infiammazione del timpano, a contenuto sieroso. La paziente presenta una perdita di udito bilaterale maggiormente dal lato interessato da questa patologia, ma la cosa strana è che si tratta di una ipoacusia interessante l’orecchio interno e non l’orecchio medio come dovrebbe accadere in questo caso. Per tutte queste ragioni ho prescritto un protocollo farmacologico mirato a far riassorbire il contenuto sieroso che vi è all’interno della bolla e a prevenire infezioni batteriche. Ho considerato molto la patologia del naso che presenta la paziente, avendo una ipertrofia notevole dei turbinati inferiori determinante una disfunzione della Tuba di Eustachio, prescrivendo anche una terapia locale nasale per decongestionare ( ripeto se non funziona il naso non può funzionare l’orecchio). Ho immediatamente prescritto degli esami radiologici dell’orecchio per studiare questa estroflessione bollosa timpanica e qualora tale patologia non dovesse rientrare con la terapia farmacologica prescritta, procederò a forare la bolla per far passare il dolore alla paziente.
Un caso clinico davvero interessante, da studiare senza tralasciare nessun dato clinico.

Questa è una testimonianza “del cuore” come la definisce la paziente É una paziente pervenuta alla osservazione della no...
25/03/2026

Questa è una testimonianza “del cuore” come la definisce la paziente

É una paziente pervenuta alla osservazione della nostra equipe per riferito acufene persistente ed invalidante. La paziente, così come potete leggere, si è sottoposta a tantissime visite, e veniva dimessa sempre con la stessa frase, “ ci deve convivere; non c’è niente da fare”. Da queste visite la paziente ne usciva ancora più sfiduciata, vi ricordo che l’acufene è invalidante sia dal punto di vista psicologico ma anche fisico, infatti la paziente si sentiva “male”. Arrivata da noi abbiamo eseguito tutti gli esami diagnostici possibili ed immaginabili per lo studio del suo acufene, per ricercare la causa e/o le cause, e quindi per dare alle paziente una indicazione terapeutica e riabilitativa mirata. Non è un lavoro facile trattare e riabilitare l’acufene, infatti esistono poche equipe multidisciplinari che con costanza, studio continuo, abnegazione si occupano di dare delle risposte a questi pazienti e soprattutto di trovare una tra le tante soluzioni esistenti per gestire il loro acufene. Come scriviamo sempre é fondamentale la collaborazione equipe-paziente per lavorare in sinergia, per risolvere gli altri sintomi che accompagnano l’acufene, esempio l’ansia, lo stress, la non concentrazione, l’isolamento e tanto altro, e per far riacquistare fiducia al paziente, così come é avvenuto per Rosanna. Dopo aver eseguito gli esami diagnostici e noi capito le cause, alla paziente é stata indicata la Riabilitazione Sonora con supporto farmacologico. Oggi i suoi acufeni sono impercettibili e la paziente scrive “ non comandano più loro sulla mia persona, la mia vita è cambiata, e ho acquisito una libertà che non ha prezzo”. Noi ovviamente siamo felicissimi e soprattutto gratificati da tutti quei pazienti che come Rosanna hanno ottenuto risultati seguendoci passo passo.

Grazie a tutti i nostri pazienti che insieme a noi, con costanza, pazienza e collaborazione riescono ad ottenere i risul...
23/03/2026

Grazie a tutti i nostri pazienti che insieme a noi, con costanza, pazienza e collaborazione riescono ad ottenere i risultati attesi!!!

Grazie Signora Rosa per aver scritto la sua testimonianza e per essersi fidata di noi vendendo da molto lontano. É importante sottoporre il paziente a tutti gli esami non solo audiologici qualora il proprio caso lo richiedesse, in modo da trovare la causa o/e le cause che generano acufene, vertigini, ipoacusia. Altrettanto importante è la collaborazione medico-paziente in questo caso equipe-paziente, e lei è stata molto collaborativa, ha seguito tutto ciò che le abbiamo suggerito durante il percorso diagnostico prima, e terapeutico dopo, MIRATO PER OGNI SINGOLO CASO. Alcuni tutto ciò non riescono a comprenderlo, pensando di ottenere i risultati attesi non sottoponendosi agli esami e soprattutto alle terapie o riabilitazioni da noi indicati…ribadisco invece fondamentali per indicarci che tipo di terapia o di trattamento dobbiamo prescrivere al paziente per ottenere i risultati da noi attesi già dalla prima visita. Lei è stata una paziente modello e i risultati sono arrivati!!! Grazie ancora di cuore per aver riposto la sua fiducia in ogni singolo professionista della equipe con il quale é venuta a contatto

Scrivo con difficoltà perché ho subito un intervento, ma nonostante ciò voglio condividere con voi la felicità che provi...
20/03/2026

Scrivo con difficoltà perché ho subito un intervento, ma nonostante ciò voglio condividere con voi la felicità che proviamo…oggi i miei colleghi della equipe multidisciplinare hanno portato a termine la riabilitazione sonora di due pazienti acufenopatici provenienti da fuori regione, una proveniente dal nord Italia, l’altra dalla Calabria. Entrambe ci hanno seguito con serietà e costanza, chiamando questi viaggi ( tra l’altro pochi spostamenti) “i viaggi della speranza “. Entrambe oggi sono state dimesse dalla riabilitazione sonora con eccellenti risultati, ottenendo un notevolissimo miglioramento della loro qualità di vita. Inutile scrivere che erano felicissime e grate del lavoro svolto con meticolosità, felici di essere state seguite H24 per qualunque cosa. La collaborazione tra paziente ed equipe é molto importante! Pubblicheremo le loro testimonianze con molto orgoglio…per dare speranza a chi riferisce di vivere ( anzi non vivere o vivere con difficoltà) con l’acufene e spesso anche con la vertigine e l’ipoacusia. Anche se oggi non sono stata presente all’incontro posso scrivere che ogni volta proviamo una forte emozione nel vedere pazienti completamente cambiati e sorridenti rispetto al primo incontro. Grazie sempre ai nostri pazienti che ripongono la loro fiducia nelle nostre persone! 🙏❤️

N.B. Sotto potete leggere i messaggi inviatomi dalle due pazienti per ringraziarmi

18/03/2026

Soddisfatti del lavoro fatto, senza tralasciare nessun sintomo al caso e creando un trattamento e/o una terapia mirata per ogni singolo paziente che riferisce Acufene. Emanuele adesso sta benissimo, il suo acufene si è azzerato ed è ritornato ad una vita normale. É bellissimo lavorare con pazienti che collaborano e mostrano fiducia ed empatia per l’equipe multidisciplinare!

Siamo orgogliosi di raccontarvi la storia di un paziente a cui abbiamo fatto diagnosi certa di Sindrome di MeniereCirca ...
17/03/2026

Siamo orgogliosi di raccontarvi la storia di un paziente a cui abbiamo fatto diagnosi certa di Sindrome di Meniere

Circa due mesi addietro é pervenuto alla nostra osservazione un paziente che riferiva da anni ipoacusia, acufene e crisi vertiginose violente. Si era sottoposto a diverse visite mediche, e solo sulla base della presenza dei tre sintomi caratteristici della Sindrome di Meniere lo dimettevano dicendogli di soffrire appunto di tale Sindrome, senza mai fare un test di conferma della diagnosi sospetta. Tra l’altro in questi anni, non hanno mai seguito il paziente con protocolli farmacologici, con protocolli metabolici e nutrizionali, per cui il paziente continuava a stare molto male. Arrivato al CSA lo abbiamo attenzionato sotto tutti i punti di vista, abbiamo eseguito tutta una serie di esami non solo audiologici, e sospettando una Malattia Menieriforme, dopo aver osservato la caratteristica curva audiologica “a corda molle”, che identificava una ipoacusia di entità modesta monolaterale, abbiamo sottoposto il paziente al test alla furosemide, confermando la diagnosi di Sindrome di Meniere. Abbiamo immediatamente sottoposto il paziente ad uno dei tanti nostri protocolli farmacologici per la Sindrome di Meniere, e dopo due settimane il paziente riferiva che la sua qualità di vita era migliorata notevolmente, l’acufene era diventato impercettibile, sentiva molto meglio e le crisi vertiginose si erano ridotte. Oggi il paziente si è sottoposto a controllo, e noi siamo alle stelle perché in due mesi di terapia lo stesso ha recuperato tutto l’udito perso, non avverte più l’acufene e da due mesi non riferisce crisi vertiginose. Ciò che leggete sotto è la sua testimonianza che aveva scritto dopo poco tempo dall’inizio dell’assunzione della terapia farmacologica, e metabolica nutrizionale che abbiamo prescritto!!!

Poliposi nasale, rinosinusite purulenta, otite media cronica sinistra…storia clinica complessa di una paziente! Questa è...
14/03/2026

Poliposi nasale, rinosinusite purulenta, otite media cronica sinistra…storia clinica complessa di una paziente!

Questa è una storia molto particolare e complessa di una mia paziente che riferisce difficoltà respiratoria nasale, produzione continua di secrezioni patologiche in entrambe le fosse nasali e ovattamento auricolare, ipoacusia ed acufene.
La paziente da diverso tempo accusa produzione di muco abbondante in entrambe le fosse nasali, muco che molto spesso si infetta e diventa purulento, associato a cefalea, perdita di olfatto e gusto, difficoltà respiratoria nasale. A suo dire, riferisce inizialmente la presenza anche di poliposi nasale interessante tutti i seni paranasali. Quindi al tempo la paziente accusava una rino-sinusite cronica purulenta. Ovviamente si sottopone a diverse visite specialistiche per apprendere diversi pareri e si sottopone allo studio TC del massiccio facciale, che conferma la presenza di tessuto infiammatorio in tutti i seni paranasali. In quel periodo la paziente fece un viaggio e durante il volo riferisce l’insorgenza di forte dolore all’orecchio, insorgenza di rumore sempre a sinistra, poiché verosimilmente nella condizione clinica nasale in cui si trovava é insorta una disfunzione della Tuba di Eustachio associata a non compensazione e assenza di ventilazione della cassa timpanica. Vi ricordo una regola fondamentale:” se non funziona fisiologicamente il naso non può funzionare l’orecchio “. La paziente rientrando a casa dal viaggio si sottopone ad ulteriore visita specialistica, e le viene indicato correttamente la necessità di un intervento chirurgico, definito FESS,intervento chirurgico che prevede l’apertura del massiccio facciale per poter asportare i polipi nasali e bonificare i seni paranasali dalle secrezioni purulente presenti, eseguito in anestesia generale con apposizione di tamponi nasali. La paziente però non è stata sottoposta, prima dell’intervento chirurgico di FESS, a studio diagnostico per la ricerca delle cause della poliposi nasale e della rino-sinusite cronica, né tantomeno é stato studiato inizialmente, con indagini audiologiche e radiologiche, l’orecchio interessato dalla ipoacusia, l’ovattamento auricolare e l’acufene prima del viaggio. Vi ricordo che è sempre fondamentale studiare il caso clinico e ricercare le cause di qualunque patologia prima di intervenire chirurgicamente, al fine di curare definitivamente e in maniera corretta la patologia, in questo caso nasale determinante l’insorgenza della patologia dell’orecchio. La paziente dunque si sottopone ad intervento chirurgico in anestesia generale di FESS a cui viene associato intervento di settoplastica, per presenza di uno sperone osseo del setto nasale, e di turbinotomia parziale inferiore da entrambi i lati per ipertrofia dei turbinati inferiori. La paziente riferisce che non era a conoscenza di dover subire la turbinotomia parziale inferiore, e di aver continuato ad accusare rinorrea purulenta anche dopo l’intervento chirurgico. Inoltre riferisce un peggioramento della sintomatologia dell’orecchio dopo l’intervento chirurgico. L’indicazione chirurgica di FESS e settoplastica, dato che vi era polipolisi nasale e rinosinusite purulenta, é stata corretta, il problema è insorto all’atto della turbinotomia bilaterale che ha creato la Sindrome del Naso Vuoto, con tutti i sintomi caratteristici di questa Sindrome spesso irreversibile. Bastava eseguire una decongestione laser dei turbinati inferiori, perché ipertrofici. Oltre ai sintomi della Sindrome del Naso Vuoto, la paziente riferisce ipoacusia, acufene, ovattamento auricolare ed episodi di otalgia, poiché vi è la presenza di tessuto patologico nella cassa del timpano che ingloba la catena ossiculare. É una condizione clinica complessa poiché la paziente riferisce i sintomi del Naso Vuoto ( potete vedere le immagini sotto) e i sintomi di una otite media cronica verosimilmente insorta nel tempo per la persistenza della patologia nasale. Inoltre la stessa é un soggetto allergico, quindi l’allergia determina infiammazione cronica della mucosa nasale. A questo punto la paziente eseguirà al più presto possibile lo studio radiologico dell’orecchio, la valutazione immunologica e la valutazione allergologica per capire quali terapie e/o interventi chirurgici dovrà eseguire per migliorare la sua qualità di vita.

ATTENZIONE ⚠️⚠️⚠️⚠️ AVVISO PER I GENTILI PAZIENTI!!Lo Studio Medico della Dr.ssa Daria Caminiti e il Centro Siciliano Ac...
10/03/2026

ATTENZIONE ⚠️⚠️⚠️⚠️ AVVISO PER I GENTILI PAZIENTI!!

Lo Studio Medico della Dr.ssa Daria Caminiti e il Centro Siciliano Acufene occasionalmente resterà chiuso da giorno 11 a giorno 15 Marzo

Si prega di non inviare messaggi e di evitare di telefonare se non è strettamente necessario

Mi scuso per il disservizio creato, ma sono certa che capirete ( anche i medici alcune volte hanno bisogno di curarsi)

Ovattamento auricolare, ipoacusia e otite media colesteatomatosaQuesta è la storia di una paziente arrivata alla mia oss...
02/03/2026

Ovattamento auricolare, ipoacusia e otite media colesteatomatosa

Questa è la storia di una paziente arrivata alla mia osservazione per ovattamento auricolare, riferito da diversi mesi, e ipoacusia. La paziente si è sottoposta ad altre visite specialistiche, é stata dimessa con la prescrizione di un antibiotico, per otite media catarrale. La stessa ha osservato tale terapia, ma riferisce di non aver ottenuto nessun risultato. É una paziente molto colta e pensante, quindi non risolvendo il problema ha pensato di sentire un altro parere. Tra l’altro non era in possesso neanche di indagini strumentali di alcun tipo. Arrivata quindi alla mia osservazione ho eseguito immediatamente una otoscopia con fibra ottica rigida, mediante la quale si evinceva verosimilmente una neoformazione biancastra, una forma di otite media cronica, definita “colesteatomatosa”. Ho proseguito la visita eseguendo una endoscopia delle alte vie respiratorie, rilevando una rinite ipertrofica determinante la disfunzione della Tuba di Eustachio e quindi la disventilazione della cassa timpanica. Le patologie del naso che comportano disventilazione della cassa timpanica, nel tempo possono essere responsabili di “tasche di retrazione epiteliale“,che comportano neoformazione biancastre, madreperlacee, a crescita,definita,a strati di cipolla, determinanti erosioni delle strutture interne dell’orecchio e altamente recidivanti qualora si sottopone il paziente ad asportazione della stessa. Ho continuato la visita sottoponendo la paziente ad esami audiologici, prevedendo, dalle caratteristiche dell’otoscopia di entrambe le membrane timpaniche, una otite media colesteatomatosa. La paziente presentava una ipoacusia di entità modesta di tipo misto. Ho richiesto immediatamente lo studio radiologico dell’orecchio che ha confermato il mio sospetto. Allo studio TC si evince “presenza di tessuto molle che occupa le cellule mastoidee a destra, impegna l’antro e l’aditus ad antrum,si estrinseca nella cassa,lateralizzando la catena ossiculare,occupa la finestra ovale, e si dispone a ridosso del promontorio ad interessare il recesso ipotimpanico”. Come potete leggere é verosimilmente una otite colesteatomatosa abbastanza grave. La paziente prima di essere operata all’orecchio, per asportare il colesteatoma, verrà sottoposta ad esami diagnostici allergologici ( per rilevare la causa della ipertrofia dei turbinati) e successivamente verrà sottoposta a decongestione Laser dei turbinati inferiori, in modo da ripristinare la ventilazione della cassa del timpano. Tutto ciò per ridurre il più possibile, o azzerare la percentuale di recidiva del colesteatoma.

Timpanosclerosi ed Acufene Paziente arrivata alla mia osservazione per acufene persistente, destabilizzante la paziente ...
25/02/2026

Timpanosclerosi ed Acufene

Paziente arrivata alla mia osservazione per acufene persistente, destabilizzante la paziente stessa. Oltre all’acufene la paziente riferisce ipoacusia bilaterale con alterazione della discriminazione verbale. All’otoscopia ho rilevato una condizione di timpanosclerosi ( potete vedere nelle immagini la membrana timpanica completamente biancastra per depositi di calcio). La timpanosclerosi è una patologia cronica dell'orecchio medio caratterizzata da degenerazione, ispessimento e calcificazione della membrana timpanica e della catena ossiculare. Spesso conseguenza di otiti medie ricorrenti o perforazioni, o per disventilazione per patologie del naso che comportano disfunzione della Tuba di Eustachio, provoca una perdita di elasticità del timpano e la fissità della catena ossiculare, con conseguente ipoacusia trasmissiva o mista. Nei bambini é solitamente dovuta ad un esito finale di processi infiammatori o infettivi cronici, come l'otite media sieromucosa.
Il sintomo principale è l'ipoacusia spesso accompagnata da acufeni. La membrana appare ispessita con caratteristiche chiazze biancastre per deposito di calcio. Il trattamento è quasi esclusivamente chirurgico,miringo-ossiculoplastica,per rimuovere le placche, chiudere eventuali perforazioni e, se possibile, ripristinare la mobilità degli ossicini, migliorando la funzione uditiva. Ma è fondamentale agire sulla causa, e se la causa è una patologia nasale che comporta disfunzione tubarica, bisogna prima agire sulla medesima, oggi è possibile trattare la maggior parte dei casi delle patologie nasali,mediante micro-chirurgia laser. Coloro che non possono subire intervento chirurgico a livello dell’orecchio e/o a livello nasale vengono sottoposti a Riabilitazione Acustica Sonora. La paziente infatti presenta altre patologie interessati diversi organi, motivo per il quale non può essere sottoposta ad intervento chirurgico, ma intraprenderà la riabilitazione acustica sonora con sistema digitale in modo da metterla nelle condizioni di sentire molto meglio e allo stesso tempo di gestire il suo acufene. Il risultato di tutto ciò è un aumento assicurato della sua qualità di vita.

É sempre un grande piacere e direi anche tantissimo orgoglio leggere le testimonianze dei nostri pazienti che, credendo ...
01/02/2026

É sempre un grande piacere e direi anche tantissimo orgoglio leggere le testimonianze dei nostri pazienti che, credendo nella possibilità che vi è tanto da fare nei pazienti acufenopatici, collaborano speranzosi con la nostra equipe. I risultati arrivano quando vi è comprensione da entrambe le parti, quando il paziente collabora con ciascun professionista della equipe multidisciplinare, quando esegue tutte le indicazioni fornite in maniera mirata dalla equipe multidisciplinare. É bellissimo poter lavorare con pazienti con i quali si riesce a parlare del problema Acufene, sintomo invalidante determinato da tantissime cause, e si riesce a farsi comprendere. L’acufene è generato, praticamente sempre, da una causa principale e da diverse concause, tutte da trattare in modo da migliorare la qualità di vita del paziente. É necessario che il paziente acufenopatico riponga la sua fiducia totale nella equipe multidisciplinare a cui si è rivolto, dimenticando le diverse visite a cui si è sottoposto, gli esami diagnostici prescritti senza un razionale, la sfiducia acquisita quindi negli anni, per non aver ottenuto nessun risultato. É importante ripartire osservando, dopo una attenta valutazione multidisciplinare, un percorso terapeutico mirato che alcune volte richiede tempo, in relazione alle cause diagnosticate. Ripetiamo ancora una volta che per il paziente acufenopatico c’è molto da fare in maniera mirata e non standardizzata per ciascun caso.Altro concetto fondamentale è che bisogna valutare il paziente acufenopatico in maniera olistica,studiando non solo l’orecchio,ma studiando a 360 gradi il paziente.Bisogna avere costanza, pazienza, continuità, sia da parte della equipe sia da parte del paziente.Bisogna capire che il passato del paziente che non ha determinato nessun risultato non deve inficiare il presente, intraprendendo un preciso percorso diagnostico e terapeutico con l’equipe multidisciplinare a cui si è rivolti.Non abbiamo la bacchetta magica,ma abbiamo la possibilità di mettere in atto protocolli farmacologici e riabilitativi a diversi livelli che possono dare al paziente risultati,ma soprattutto un miglioramento della qualità di vita. CONTINUA NEI COMMENTI

Indirizzo

Vico Di Via Diodoro Siculo, 3
Taormina
98039

Orario di apertura

Lunedì 15:30 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:00
Giovedì 09:00 - 12:00
Venerdì 15:30 - 19:00

Telefono

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