03/04/2026
《La mia depressione mi ha insegnato a rallentare.》
Oggi, in seduta, una ragazza di vent’anni mi ha stupita con questa frase.
L’ho ascoltata in silenzio, perché dentro quelle parole c’era una verità che spesso dimentichiamo:
la sofferenza, quando la attraversiamo con coraggio, non ci spezza… ci educa. E questo non è comprensibile subito, giustamente. Lo si può sentire solo se si è disponibili a guardare con verità se stessi, cambiando prospettiva.
La depressione non è romanticismo, non è poesia e non è un dono!
È fatica, peso, lentezza, buio.
Eppure, proprio in quella lentezza forzata, alcune persone scoprono qualcosa che prima non vedevano:
che correre sempre non è vivere,
che ignorarsi non è forza,
che ascoltarsi non è debolezza.
Rallentare non significa arrendersi.
Significa riconoscere il proprio limite,
darsi il permesso di respirare,
scegliere di non essere più in guerra con se stessi...comprendere le vere priorità.
Quando una ventenne riesce a dirlo, non sta celebrando la depressione.
Sta celebrando la sua rinascita:
la capacità di fermarsi, di sentire, di chiedere aiuto, di ricominciare a piccoli passi.
E forse è questo che dovremmo ricordare tutti:
a volte la vita ci ferma perché non siamo più capaci di fermarci da soli.
E in quel rallentare, se lo accogliamo con gentilezza, può nascere una nuova direzione.
Mariella Bruno | Psicoterapeuta