Beauty Energy

Beauty Energy Beauty Energy (centro riservato ad una clientela femminile)

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04/04/2026

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È una scena potentissima.
Siamo nelle acque dei Caraibi, luglio 2023. Undici capodogli femmine si avvicinano a un’altra femmina, le vanno vicino, le passano sotto, a fianco, la sollevano, esce del sangue, si teme il peggio, un’aggressione, la caccia, chissà.
Poi spunta una coda, ed esce la creatura.
Appena nata non è in grado di nuotare: così, per evitare che anneghi, le femmine si organizzano per sostenerla sui dorsi e tenerla a pelo d’acqua, perché possa respirare. La accompagnano nei primi movimenti, la fanno rotolare sui propri corpi, si organizzano per tagliare il cordone ombelicale, non la lasciano mai da sola, sono sempre almeno in due, altre restano vicine alla mamma. Per mezz’ora.
Femmine che aiutano femmine.
Diffuso e analizzato giovedì dalle riviste Science e Scientific Report, frutto delle ricerche degli scienziati del progetto CETI, che avevano installato due droni, microfoni subacquei e impianti fotografici dalla barche, questo episodio mostra qualcosa di inusuale nel mondo dei cetacei: tutte quelle femmine sono di famiglie diverse. Di solito le famiglie di capodogli non si mescolano fra di loro nelle attività di gruppo.
Qui, non ci sono legami di sangue, eppure lo fanno. Aiutano una a partorire.
Secondo gli scienziati accade anche fra i primati, i delfini e i roditori: femmine proteggono e assistono un’altra femmina durante il travaglio.
Senza volontà di perpetuare una linea genetica, piuttosto il desiderio di sostenere una simile.
Fare squadra. Esserci per un’altra.
“Una cosa che abbiamo imparato è che ogni volta che si dice che qualcosa è unico per gli esseri umani, scopriamo sempre che non è così”, dice Wenda Trevathan, antropologa biologica della New Mexico State University.
Ci piace pensare che quelle linee che separano noi dalle altre, anche animali, siano fasulle. E che fare famiglia, vada al di là delle linee, dei confini e delle specie.
(Con le parole di Pippi Formenti)

10/02/2026
23/01/2026

Aveva occhi capaci di vedere la verità nascosta. E il mondo l’ha punita per averli usati fino in fondo. Il suo viso appare di continuo nei musei di tutto il mondo, ma pochi conoscono la sua storia.

Si chiamava Henriette Markovitch, ma il mondo la conoscerà come Dora Maar. Era nata in una famiglia che vedeva le emozioni come un lusso inutile. In un’epoca in cui alle donne era vietato diventare artista, volle scrivere da sé la sua storia. Studiò di nascosto, divenne pittrice, artista, fotografa. Ogni scatto era un INCENDIO che chiedeva di essere visto. Ogni ritratto un viaggio dietro le MASCHERE della vita. Straordinariamente brillante, straordinariamente appassionata: ecco com’era Dora.

Poi arrivò lui. Picasso. Il grande amore della vita. Ma quell’amore divenne ben presto una trappola. Lei lo ammirava, lo sosteneva, lo sfidava. Gli insegnò i segreti della fotografia. Lui la usava, la dominava, la controllava. Picasso riconobbe la sua bellezza, ma mai il suo talento. Guardò Dora e vide una forza creativa, eppure non la lasciò libera. La ritrasse più di 60 volte, spesso come «la donna che piange» ma non perché lei fosse rotta. E così Dora si ritrovò a perdere se stessa sotto lo sguardo di un uomo che trasformò la sua arte in un’eco della sua ombra. Diceva di amarla eppure la tradiva.

Poi lui se ne andò. Picasso, già legato a un’altra, scelse la via più comoda. Dora, divenuta un capitolo imbarazzante per la sua famiglia, venne rinchiusa. Con il benestare di Picasso. Eppure… proprio lì, in manicomio, la sua arte sopravvisse. Dora cercò la sua voce, tra i muri che volevano spegnerla. Trasformò il tormento in BELLEZZA, la prigionia in volo. Libera dall’influenza di Picasso, dipinse, fotografò, continuò a creare. Ricostruì se stessa, tela dopo tela.

E fuori, nel mondo, qualcuno cominciò a capire: dietro il fantasma di Picasso viveva una donna VERA. Che con le sue fotografie aveva catturato la verità nascosta dietro le maschere della vita. Oggi Dora Maar viene vista per ciò che fu davvero: una pioniera della fotografia novecentesca, una donna sensibile, coraggiosa che ci insegna che alle volte, il più grande atto di creazione… è rifiutare di essere distrutta.

Guendalina Middei, (➡️ Tratto da «NON RINNEGARE IL CUORE» che ho scritto per raccontarvi le storie di chi scelse di non omologarsi e andare controcorrente. Qu potete preordinarne una copia speciale con firma e dedica: https://www.amazon.it/rinnegare-cuore-Storie-scrittori-spengono/dp/8807175223/

12/08/2025

Il Beauty Energy resterà chiuso dal 14 al 17 Agosto ☀️☀️☀️
Buon Ferragosto a tutti
☀️☀️☀️

08/04/2025

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07/04/2025

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12/02/2025

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