25/01/2026
🔴 PILLOLE SUL DDL : L’ILLUSIONE DEI DIRITTI E IL LABIRINTO DELLA BUROCRAZIA
Cosa serve davvero per essere riconosciuti ?
Il DDL (art. 4, comma 3, lett. h) , nel testo che abbiamo visionato, parla chiaro. Per fare domanda, al Caregiver Familiare serviranno:
“...gli estremi del progetto di vita, del PAI o degli eventuali altri piani di intervento previsti a legislazione vigente da cui risulta il carico assistenziale...”
Ma quali sono questi "altri piani" oggi esistenti?
Mentre il "Progetto di Vita" (riforma D.Lgs 62/2024) è ancora sulla carta e sarà operativo (forse) dal 1/1/2027, il carico di assistenza oggi risulta da:
✅ PAI (Piano di Assistenza Individuale): usato per l'assistenza domiciliare e nelle strutture.
✅ PRI (Piano Riabilitativo Individuale): per i programmi di recupero funzionale.
✅ Schede di Valutazione Regionali (SVAMA, SVAD, ecc.): i punteggi usati dalle ASL per misurare la gravità del bisogno.
✅ Piani di Zona e SAD: i servizi sociali predisposti dai Comuni.
TUTTAVIA GLI STRUMENTI ATTUALI NON SPECIFICANO IL CARICO ORARIO DEL LAVORO DI CURA;
Nei PAI attuali (ADI o residenziali), l'impegno orario del familiare è spesso citato come "presenza necessaria" o "supporto nel care", ma raramente viene quantificato in un numero preciso di ore settimanali, poiché il PAI si concentra maggiormente sulle prestazioni professionali (infermieristiche o OSS).
Le schede di valutazione multidimensionale (SVAMA, SVAD, ecc.) misurano la "gravità" del paziente e il "burden" (carico) del caregiver, ma solitamente lo fanno attraverso punteggi di intensità, non attraverso un conteggio orario analitico.
⚠️ IL CORTOCIRCUITO DEL DL 200/2025 (Milleproroghe)
Qui sta il problema. Il recente Decreto Milleproroghe ha appena rinviato:
1️⃣ La definizione dei LEP (i livelli minimi di assistenza garantiti) al 31/12/2026 che però sono essenziali per definire il progetto di vita ma che per essere finanziati necessitano di successivi decreti attuativi che non ci sono.
2️⃣ La sperimentazione, in una provincia per Regione, della Valutazione Multidimensionale al 2027 e la sua operatività su tutto il territorio dello Stato dal 2028.
Di fatto si rinvia proprio il rilascio del PAI.
Qual è l’effetto pratico?
Si crea un vuoto totale e se dal 30 settembre 2026 la Piattaforma INPS chiederà documenti (come il Progetto di Vita o il PAI aggiornato) che il Milleproroghe ha appena "congelato", le famiglie non potranno dimostrare il loro carico di cura per accedere ai fondi nel 2027.
NON POTRANNO FARE DOMANDA
Il testo del disegno di legge presentato dal Ministro (dopo oltre tre anni di attesa) è da riscrivere senza se e senza ma. Se non ci saranno clausole di salvaguardia che obblighino a riconoscere le vecchie certificazioni, migliaia di Caregiver Familiari rimarranno esclusi da un diritto che, allo stato, esiste solo a parole.
Non possiamo accettare che la dignità di chi cura sia messa in pausa da un rinvio burocratico, nell'attesa di una legge nata male e su presupposti ideologici sbagliati.
Difendere il "diritto ad avere diritti" significa pretendere che la norma sia un’infrastruttura reale, non una foglia di fico per coprire tagli e ritardi.
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