Dott. Pietro Izzo

Dott. Pietro Izzo Dott. Pietro Izzo, specialista nelle attività motorie preventive ed adattate per diverse patologie.

Istruttore Specialista nell'esercizio fisico finalizzato alla promozione della salute. Progetto ed attivo programmi di attività motoria e sportiva finalizzata alla prevenzione di malattie e alla qualità di vita; al recupero motorio post-riabilitativo finalizzato al mantenimento dell'efficienza fisica. Progetto e conduco attività motorie e sportive per persone ed atleti con disabilità fisica e/o sensoriale e/o intellettiva.

20/01/2026

L’associazione tra un grande gluteo ipertrofico e un’accentuazione della lordosi lombare è una semplificazione biomeccanica che merita un’analisi più approfondita. Per comprendere il ruolo del grande gluteo nella postura, è necessario esaminare le sinergie muscolari del bacino, le compensazioni lombopelviche e il rapporto tra i principali gruppi muscolari coinvolti nel controllo della lordosi lombare.

Biomeccanica del grande gluteo e del complesso lombopelvico

Il grande gluteo, uno dei muscoli più voluminosi e potenti del corpo, ha una funzione primaria di estensione, rotazione esterna e abduzione dell’anca. Dal punto di vista biomeccanico, si inserisce sulla cresta iliaca posteriore, sulla superficie posteriore del sacro e del coccige, con le sue fibre che si dirigono lateralmente e inferiormente per inserirsi sulla tuberosità glutea del femore e sulla fascia lata (tramite il tratto ileotibiale).

La sua azione primaria è:

- estendere l’anca, contrastando l’azione dell’ileo-psoas e del retto femorale.

- ruotare esternamente il femore, opponendosi alla rotazione interna indotta dal tensore della fascia lata e dall’adduttore lungo.

- contribuire alla stabilità posteriore del bacino, grazie alla sua interazione con il sacro, il legamento sacrotuberoso e la fascia toracolombare.

Se il grande gluteo fosse dominante e iperattivo, la sua azione tenderebbe a retrovertere il bacino, riducendo la lordosi lombare.

Iperlordosi lombare: chi sono i veri responsabili?

L’iperlordosi lombare è spesso il risultato di una sinergia muscolare alterata e non direttamente correlata alla forza o al volume del grande gluteo. I principali fattori che favoriscono una lordosi lombare accentuata includono:

1. Antiversione del bacino

Dominanza dell’ileo-psoas e del retto femorale, che inclinano anteriormente il bacino.

Insufficiente attivazione del trasverso dell’addome e degli obliqui interni, che dovrebbero contrastare l’antiversione.

Maggiore tensione dei muscoli paravertebrali lombari (quadrato dei lombi, ileocostale lombare, lunghissimo del dorso), che aumentano la curva lombare.

2. Compensazioni muscolari

Un grande gluteo ipotonico o inefficace: se il gluteo non è sufficientemente attivo, viene meno la sua azione di stabilizzazione posteriore del bacino.

Hamstring in allungamento passivo: i muscoli ischiocrurali (bicipite femorale, semitendinoso, semimembranoso) vengono stirati e non possono contrastare l’antiversione.

Retto dell’addome debole: una scarsa attivazione del core anteriore contribuisce all’instabilità pelvica.

3. Predisposizione morfologica

Alcune popolazioni presentano un bacino più anteroverso per conformazione scheletrica, il che porta a un’iperlordosi naturale, indipendente dalla forza del grande gluteo.

Il rapporto tra lunghezza del femore, inclinazione del sacro e morfotipo spinale incide sulla lordosi lombare, creando varianti individuali.

L’errore di correlazione: grande gluteo e iperlordosi

Se il grande gluteo fosse il principale responsabile dell’iperlordosi, ci aspetteremmo che la sua ipertrofia e il suo aumento di tono causassero una retroversione del bacino, con conseguente riduzione della lordosi lombare. Tuttavia, nei casi di iperlordosi accentuata, il grande gluteo non è iperattivo, ma spesso inibito o inefficace, e il vero responsabile è l’ileo-psoas.

Inoltre, un gluteo voluminoso non è sinonimo di un gluteo biomeccanicamente efficiente. Molti atleti o individui con un’importante ipertrofia glutea possono presentare uno schema posturale di antiversione del bacino, non perché il gluteo sia troppo forte, ma perché è incapace di bilanciare la forza dell’ileo-psoas e dei muscoli lombari.

Strategie riabilitative e funzionali

Per correggere una lordosi lombare eccessiva, la strategia non consiste nel “rafforzare il gluteo” in modo generico, ma nel riequilibrare la funzione muscolare.

1. Rieducazione del bacino

Attivazione del trasverso dell’addome e degli obliqui interni, per stabilizzare la posizione del bacino.

Mobilizzazioni dell’ileo-psoas, per ridurre la tensione anteriore che favorisce l’antiversione.

2. Rinforzo funzionale del grande gluteo

Esercizi che enfatizzano la retroversione del bacino, come hip thrust, glute bridge e squat con focus sulla mobilità pelvica.

Progressione verso schemi motori che coinvolgano il core e la catena cinetica posteriore.

3. Lavoro sulla respirazione e il diaframma

Il diaframma ha un ruolo chiave nella stabilizzazione lombo-pelvica: una respirazione disfunzionale può favorire compensi posturali.

Tecniche di rieducazione respiratoria per migliorare il controllo del core.

Conclusione

L’idea che un grande gluteo forte causi iperlordosi lombare è un mito biomeccanico. Un gluteo realmente forte e funzionale, invece, favorisce una postura più stabile e un bacino più neutro, contrastando le alterazioni dovute a squilibri tra ileo-psoas, muscoli lombari e core.

Il focus clinico e riabilitativo non deve essere sulla dimensione o la forza assoluta del grande gluteo, ma sulla sua capacità di lavorare in sinergia con gli altri muscoli del bacino e del tronco, per garantire stabilità e controllo neuromotorio.

Per i curiosi un articolo che approfondisce alcuni esercizi per il gluteo:

https://educarefisio.com/2016/07/01/esercizi-medio-gluteo/

20/01/2026

IL MUSCOLO CHE COMANDA LA TUA POSTURA (E IL TUO DOLORE)!

Cosa collega la tua colonna vertebrale al bacino e alla gamba, influenza la postura, il respiro, la mobilità e può essere la radice di dolori inspiegabili? Il muscolo grande psoas! Ma attenzione: non è solo un semplice muscolo flessore dell’anca, è un vero e proprio regolatore centrale del tuo corpo!

IL MUSCOLO DELLA SOPRAVVIVENZA E DEL CONTROLLO POSTURALE

Il muscolo grande psoas origina dalla faccia laterale dei corpi vertebrali di T12-L5 e dei loro dischi intervertebrali, proseguendo fino al piccolo trocantere del femore.
Ma ciò che lo rende straordinario è il suo ruolo strategico nel corpo.

E' un muscolo posturale profondo: mantiene l’equilibrio tra la colonna lombare e il bacino. Uno psoas rigido inclina in antiversione il bacino e aumenta la lordosi lombare, creando compensazioni fino alle spalle e al diaframma.

Ha una diretta connessione al diaframma: attraverso il legamento arcuato mediale e le fasce miofasciali, lo psoas è un elemento chiave nella sinergia respiratoria. Uno psoas contratto può alterare la respirazione diaframmatica, riducendo la capacità di espansione polmonare e creando tensioni croniche nel torace.

Influenza il pavimento pelvico: la sua interconnessione con la catena muscolare anteriore profonda (incluso il trasverso dell’addome e il pavimento pelvico) lo rende un possibile attore in problemi di incontinenza o instabilità pelvica.

E' un regolatore della tensione fasciale: lo psoas interagisce con la fascia toraco-lombare e i muscoli adiacenti come il quadrato dei lombi e il diaframma. Se rigido, può causare dolori irradiati nella zona lombare, dorsale e anche addominale!

LO SAPEVI CHE..?

Psoas e falsa lombosciatalgia

Uno psoas iperattivo può creare sintomi di lombosciatalgia “falsa”, simulando una radicolopatia. Il muscolo contratto esercita una tensione che può irritare il nervo femorale o, attraverso il piriforme, lo stesso nervo sciatico. Risultato? Dolore che sembra discendere lungo la gamba… ma non è la vera sciatalgia!

Psoas e ernie lombari

Se lo psoas è accorciato, aumenta la compressione discale sulle vertebre lombari, favorendo degenerazioni, protrusioni ed ernie del disco. Uno psoas rigido equivale a più carico sulla schiena!

Psoas e sistema nervoso autonomo

Lo psoas è strettamente legato al sistema nervoso simpatico, il che significa che il suo stato di tensione è influenzato da stress, ansia e postura prolungata. Ecco perché una postura statica errata, uno stile di vita sedentario o eventi emotivi intensi possono alterarne la funzionalità, causando dolore cronico.

MA ALLORA.. CHE FARE? 🧐

Molti pensano che lo psoas vada solo allungato, ma questa è una visione riduttiva! Se è iperattivo, potrebbe aver bisogno di essere rilasciato prima di essere allungato.
Il vero segreto è rieducarlo a lavorare in sinergia con il diaframma e la muscolatura del core.

Quanti di voi si ammazzano di stretching per lo psoas senza risultati? O peggio, fanno squat e affondi senza sapere che il loro psoas è già rigido come una corda di violino?

E come sempre, per i curiosi che vogliono approfondire, un articolo sull'ileopsoas:

https://educarefisio.com/2024/09/26/il-muscolo-ileopsoas/

18/01/2026

Scopri consigli pratici e approfondimenti sul benessere fisico e la fisioterapia. Leggi i nostri articoli su EduCare Fisio.

18/01/2026
18/01/2026

Immagina di alzarti dal divano dopo cena. Oppure di ti**re su una busta pesante dal bagagliaio. O di spingere qualcosa con forza, piegato in avanti.

Non stai “allenando la schiena”. Stai tenendo insieme il corpo.

Quella sensazione di “forza che parte da sotto” non viene dalle braccia. Viene da questo triangolo gigante che vedi nell’immagine.

Il grande dorsale.
E soprattutto la sua aponeurosi.

Guarda bene: parte dalla schiena alta, scende fino al bacino e al sacro e si collega all’omero.

Non è un muscolo delle braccia. È un ponte tra parte alta e parte bassa del corpo.

Quando funziona trasferisci forza, ti sollevi meglio, proteggi la zona lombare.

Quando non funziona compensi con schiena e spalle, perdi controllo, il dolore arriva “senza motivo”.

Il dorsale non serve a “fare schiena”.

Serve a tenerti intero mentre fai cose normali.

Se non lavora lui, qualcun altro lo farà al posto suo. E di solito.. non è progettato per farlo.

Succede a chi sta molto seduto, usa solo le braccia per spingere o ti**re, “incassa” la pancia quando fa sforzo e sente la schiena rigida ma non forte.

Il problema non è la postura.
È la catena che non trasmette più forza.

Il grande dorsale stabilizza il tronco, dialoga con il bacino, scarica carichi dalla colonna.

Ignorarlo significa chiedere alla lombare di fare il lavoro sporco.

Ora fermati un attimo e pensaci: quando ti alzi, spingi o tiri.. senti la forza partire dalla schiena oppure solo dalle spalle e dalle braccia?

Il corpo non mente mai. Il dorsale non ti rende forte. Ti rende coerente.

Post divulgativo a scopo educativo.
Non sostituisce una valutazione fisioterapica personalizzata.

18/01/2026

Il diaframma non vive nel vuoto.
Vive in un corpo che pensa, sente, reagisce.

Se è sempre in allerta, non sta rispondendo solo a un carico meccanico. Sta rispondendo anche a un contesto. A un sistema nervoso che non molla mai. A una soglia di sicurezza che si è abbassata. A uno stress che non fa rumore, ma occupa spazio.

Perché il respiro non è solo aria che entra ed esce.

È regolazione.
È percezione di sicurezza.
È dialogo continuo tra corpo e ambiente.

Quando una persona è stanca, preoccupata, sotto pressione, il diaframma non “si contrae per sbaglio”. Si organizza per proteggere.

E allora sì, possiamo lavorare sul muscolo. Ma se non consideriamo la persona che lo abita, stiamo intervenendo solo su una parte del problema. Il corpo non separa il biologico dal psicologico e dal sociale. Lo vivono già insieme.

Sempre.

E forse, più che chiedere al diaframma di rilassarsi, dovremmo chiederci se tutto il sistema.. carichi, aspettative, ritmo, paura del dolore.. glielo sta davvero permettendo.

22/07/2025

Se pensi che spalla e anca siano due mondi separati, è il momento di cambiare prospettiva. Queste due articolazioni, anche se lontane, sono collegate da un sistema biomeccanico preciso: il pattern crociato del corpo umano.

Se hai una spalla bloccata o instabile, potresti sviluppare problemi all’anca opposta senza nemmeno accorgertene. Se la tua anca è rigida o dolorante, il tuo arto superiore potrebbe pagare il prezzo con tensioni e limitazioni di movimento.

Se non ci credi, prova questo: cammina bloccando un braccio lungo il fianco e osserva come cambia il movimento della gamba opposta. Ti sembrerà di essere meno fluido, più goffo e, dopo un po’, noterai anche più tensione nel bacino.

Adesso sai che spalla e anca lavorano insieme in ogni passo che fai.

Qual'è il ruolo del pattern crociato nel movimento?

Il corpo umano segue un pattern crociato naturale. Quando la spalla destra si muove in avanti, la gamba sinistra avanza. Quando la spalla sinistra si muove indietro, la gamba destra retrocede.

Questa dinamica è essenziale per camminare, correre, lanciare, colpire e persino stare in piedi in equilibrio. Ma cosa succede se questa connessione viene alterata?

Se la spalla è bloccata o rigida (ad esempio per una capsulite adesiva, una lesione alla cuffia dei rotatori o una postura errata), il corpo può compensare in diversi modi. L’anca opposta perde mobilità o sviluppa tensioni eccessive, il bacino può subire una rotazione anomala, influenzando la distribuzione del peso e il movimento globale diventa meno efficiente, con maggiore rischio di dolore lombare, rigidità dell’anca e squilibri posturali.

Se l’anca è rigida o instabile (per esempio a causa di artrosi, debolezza del gluteo medio o alterazione dello schema motorio dell’ileopsoas), il corpo compensa aumentando il lavoro della spalla opposta, causando sovraccarichi muscolari e limitazioni nella mobilità scapolare, il passo diventa meno efficiente, con un’alterazione della biomeccanica di corsa e camminata e possono svilupparsi tensioni cervicali e problemi alla colonna vertebrale.

Esistono delle strategie per riequilibrare spalla e anca. Infatti per migliorare la connessione tra spalla e anca, non basta lavorare isolatamente su un’articolazione: bisogna ripristinare il pattern crociato naturale del corpo.

1. Mobilizzazione combinata di spalla e anca

Esercizio del guerriero: posizionati in affondo con una gamba avanti e una dietro, poi ruota il busto verso la gamba anteriore mentre sollevi il braccio opposto. Questo esercizio migliora la coordinazione tra arti superiori e inferiori.

2. Integrazione del pattern crociato nel movimento

Camminata con carico alternato: porta un peso (manubrio o kettlebell) in una mano e cammina lentamente, sentendo come il carico influenza la gamba opposta.

3. Rinforzo del core per migliorare la stabilità tra le due articolazioni

Dead bug: esercizio fondamentale per migliorare la coordinazione crociata tra arto superiore e inferiore, ne esistono tantissime versioni modificate.

4. Allenamento della propriocezione e dell’equilibrio

Plank con sollevamento alternato di un braccio e una gamba: Aiuta a rinforzare la connessione tra la scapola e il bacino opposto.

Avrai capito che spalla e anca non lavorano mai in modo isolato. Ogni passo che fai, ogni gesto che compi, dipende da un sistema biomeccanico integrato che collega queste due articolazioni in un movimento fluido e funzionale.

Se una delle due è in difficoltà, l’altra dovrà compensare. Questo è il motivo per cui un problema alla spalla può riflettersi sull’anca e viceversa.

Non trascurare mai il pattern crociato del tuo corpo: è il segreto di una postura bilanciata e di un movimento efficiente.

21/07/2025
20/07/2025
15/07/2025

Scopri consigli pratici e approfondimenti sul benessere fisico e la fisioterapia. Leggi i nostri articoli su EduCare Fisio.

24/10/2023

"Per guarire da qualsiasi malattia è necessario correggere le cause"
IPPOCRATE

Una sfida crescente nella ricerca oggi, è riuscire a mantenere una vita quanto più possibile indipendente soprattutto in età anziana. Ovviamente l'indipendenza funzionale, è direttamente collegata alla forma fisica. Tra i cambiamenti fisiologici associati all'invecchiamento, quelli che colpiscono il sistema cardio-respiratorio/vascolare e l'apparato muscolo-scheletrico, possono influenzare maggiormente la forma fisica; l'esercizio fisico può attenuare o addirittura rallentare in modo evidente questo decadimento.

Buonasera a tutti, con questo breve post rendo pubblica la mia pagina ufficiale e professionale aperta a confronti e dialoghi sulla mia professione e sulle sue curiosità.

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