Sei quello che pensi

Sei quello che pensi Sociologa clinica, Istruttore Mindfulness. Ascolto, accompagno, accolgo. Persone, coppie e famiglie nei momenti di cambiamento. Umanità, relazioni, benessere.

💛Famiglia allargata attraverso le tappe evolutive💛La famiglia allargata — nonni, zii, cugini — è il primo mondo oltre la...
12/02/2026

💛Famiglia allargata attraverso le tappe evolutive💛

La famiglia allargata — nonni, zii, cugini — è il primo mondo oltre la casa dei genitori.
Ed è lì che, fase dopo fase, impariamo a stare nel mondo e con gli altri.

👶 Infanzia: radici e sicurezza
I nonni che ascoltano, uno zio che gioca, un cugino che ci cerca:
sono le prime esperienze di attenzione e riconoscimento al di fuori dei genitori.
Qui impariamo il senso di appartenenza, il piacere di essere visti e accolti.

🧒 Preadolescenza: sperimentare il confronto
Osserviamo come gli altri membri della famiglia trattano le differenze e i successi.
Impariamo a negoziare spazi, confini e ruoli tra chi è più grande o più piccolo di noi.
Iniziamo a riconoscere chi ci sostiene e chi ci sfida, allenando la nostra capacità di gestire emozioni e aspettative.

🧑 Adolescenza: specchi e sfide
I valori, le opinioni, le differenze tra rami diversi della famiglia diventano specchi della nostra identità.
Scopriamo quando adattarci e quando difendere ciò che siamo.
La famiglia allargata ci insegna che l’accoglienza può essere selettiva, e ci spinge a imparare a darci calore anche quando non arriva dall’esterno.

🧑‍🦱 Maturità: consolidare ciò che resta
Portiamo con noi le lezioni ricevute e scegliamo quali relazioni coltivare.
Impariamo a stabilire confini chiari con parenti lontani o impegnativi.
Sperimentiamo la capacità di accogliere noi stessi e gli altri, indipendentemente da come ci hanno accolto prima.

🌱 Vita adulta: il modello per il mondo
Le relazioni nella famiglia allargata diventano la base per le relazioni adulte: amicizie, coppia, colleghi.
Ogni incontro, ogni conflitto, ogni gesto di cura ha lasciato un’impronta,
e ci prepara a stare nel mondo con presenza, autenticità e consapevolezza.
Attraverso ogni tappa evolutiva, la famiglia allargata ci offre lezioni invisibili ma potenti, insegnandoci a trovare il nostro posto nel mondo.

💛La famiglia allargata💛Zii, cugini, nonni: il primo mondo oltre il nucleoSettimana 4💛Dopo la casa dei genitorie il labor...
09/02/2026

💛La famiglia allargata💛
Zii, cugini, nonni: il primo mondo oltre il nucleo
Settimana 4💛

Dopo la casa dei genitori
e il laboratorio dei fratelli,
la vita ci accompagna in uno spazio più ampio.
La famiglia allargata
è il primo mondo che incontriamo senza essere al centro.
Zii, nonni, cugini.
Sguardi diversi.
Regole diverse.
Modi diversi di amare.
Qui impariamo qualcosa di sottile ma decisivo:
👉 non tutti ci ameranno allo stesso modo
👉 non tutti ci vedranno come ci vedono mamma e papà

Ed è proprio questo che ci fa crescere.
Nella famiglia allargata sperimentiamo:
💛il confronto con altri modelli educativi
💛il sentirci più o meno accolti
💛il non essere sempre “speciali”
💛il trovare (o perdere) un posto

È qui che il bambino inizia a chiedersi:
“Chi sono io quando non sono al centro?”
“Che valore ho quando l’amore non è esclusivo?”

Per alcuni è stato uno spazio caldo, nutriente, protettivo.
Per altri un luogo di paragoni, etichette, esclusioni sottili.
Per altri ancora entrambe le cose.
La famiglia allargata può rafforzare o riattivare le ferite dell’anima:
▪️il rifiuto, quando non ci si sente riconosciuti
▪️l’abbandono, quando l’attenzione è intermittente
▪️l’ingiustizia, quando il confronto è costante
▪️l’umiliazione, quando ci si sente “di troppo”
▪️il tradimento, quando la fiducia viene spezzata

Ma può anche essere il primo luogo di riparazione: uno zio che ascolta, una nonna che accoglie, un cugino che sceglie.
La famiglia allargata ci insegna una verità fondamentale:
👉 il mondo non è uniforme 👉 le relazioni non sono tutte uguali
👉 il nostro valore non dipende dallo sguardo di tutti

Qui nasce la capacità di adattarci senza perderci.
Di stare in mezzo agli altri
senza annullarci.
È un passaggio silenzioso, ma potentissimo: dalla famiglia come nido alla famiglia come primo campo sociale.

Questa settimana torniamo lì.
A osservare:
💛che posto abbiamo avuto
💛cosa abbiamo imparato
💛cosa ci portiamo ancora addosso

Perché il modo in cui siamo stati nella famiglia allargata
anticipa il modo in cui entreremo nel mondo più grande.

E da qui… siamo pronti per fare un passo oltre.

🩵Il rapporto con i fratelli e la relazione alla pari🩵Il rapporto con i fratelli è il nostro primo laboratorio di relazio...
07/02/2026

🩵Il rapporto con i fratelli e la relazione alla pari🩵

Il rapporto con i fratelli è il nostro primo laboratorio di relazioni alla pari.
Non ci sono titoli, ruoli di genitore, o gerarchie assolute:
ci sono pari che condividono spazio, tempo, attenzioni, emozioni.
Con loro impariamo a confrontarci senza annullarci,
a sostenere senza sopraffare,
a ricevere senza dipendere,
a dare senza sacrificare noi stessi.
Quello che sperimentiamo con i fratelli diventa un insegnamento silenzioso,
una mappa per tutte le relazioni future:

nelle amicizie, ci aiuta a entrare in legami autentici, senza paura di perdere o essere sopraffatti;
nella coppia, ci mostra come negoziare intimità e confini, senza dover dominare o piegarci;
sul lavoro, ci insegna a collaborare e a rispettare gli altri senza sacrificare la nostra voce.
I fratelli ci mostrano le ferite ancora attive, e le maschere che abbiamo indossato per sopravvivere.
Ma ci offrono anche la possibilità di scegliere diversamente, di entrare in relazione con presenza, rispetto e autenticità,
di sperimentare ciò che allora non era possibile.

Osservare la relazione con i fratelli significa capire come ci muoviamo nel mondo,
come ripetiamo schemi,
e dove possiamo finalmente costruire legami alla pari,
liberi da vecchie ferite.
🩵Io e i fratelli.🩵
Il primo allenamento all’equilibrio, la base di tutte le relazioni adulte.

🩵 Io e i fratelli🩵Specchi, sfide e appartenenza - Settimana 3 La famiglia non si ferma ai genitori.Dopo le radici, arriv...
04/02/2026

🩵 Io e i fratelli🩵
Specchi, sfide e appartenenza - Settimana 3

La famiglia non si ferma ai genitori.
Dopo le radici, arrivano i rami: i fratelli.
Specchi viventi del nostro essere al mondo.
Con loro impariamo il confronto, l’alleanza, la competizione.
Impariamo cosa significa stare accanto a chi condivide le stesse radici ma ha il suo cielo da raggiungere.

Ogni fratello diventa un terreno di riflessione:
come mi confronto con chi mi somiglia?
Come vivo l’attenzione dei genitori?
Come reagisco quando il riconoscimento è limitato?

Nei giochi, nei litigi, nelle complicità, si accende una danza sottile:
ciò che abbiamo ricevuto dai genitori si ripete, si contesta, si reinventa.

Il fratello può far emergere la ferita del rifiuto:

la paura di non essere abbastanza,
di non meritare attenzione.
Oppure la ferita dell’abbandono:
quando l’amore sembra diviso e frammentato.
Ma i fratelli sono anche maestri di vita:
ci insegnano la negoziazione,
la condivisione, l’empatia e il rispetto dei limiti altrui.

Questa settimana torniamo lì, tra quei legami:
a osservare cosa ci hanno insegnato, cosa abbiamo replicato, cosa possiamo trasformare.

🩵Io e i fratelli.🩵
Specchi e ombre.
Riflessione del mio mondo interiore.

🧡La relazione con i genitori e le ferite dell’anima🧡- fine secondo settimana-La relazione con i genitori è la prima casa...
01/02/2026

🧡La relazione con i genitori e le ferite dell’anima🧡
- fine secondo settimana-

La relazione con i genitori è la prima casa che abitiamo.
È lì che impariamo cosa significa essere accolti, visti, contenuti.
Ed è lì che impariamo, a volte, anche come proteggerci
dall’amore che manca.
Non perché i nostri genitori non ci abbiano amato.
Ma perché ci hanno amato secondo la loro capacità.
Con i loro limiti, le loro ferite, la loro storia.
Nel modo in cui mamma e papà sono stati presenti — o assenti — il nostro sistema emotivo ha tratto delle conclusioni.
Non con il pensiero, ma con il corpo e con l’anima.
E così, nella relazione con loro, si sono formate le ferite.

Quando non ci siamo sentiti desiderati o riconosciuti,
nella relazione con i genitori è nata la ferita del RIFIUTO,
e abbiamo indossato la maschera del FUGGITIVO,
imparando a ritirarci,
a non occupare spazio,
a sparire per non soffrire.

Quando la presenza era instabile, emotivamente o fisicamente, nella relazione con loro è nata la ferita dell’ABBANDONO,
e abbiamo indossato la maschera del DIPENDENTE,
imparando ad aggrapparci
per paura di perdere l’amore.

Quando l’amore passava attraverso la vergogna, la colpa o il sacrificio, nella relazione con i genitori è nata la ferita dell’UMILIAZIONE,
e abbiamo indossato la maschera del MASOCHISTA,
mettendo da parte noi stessi
pur di restare in relazione.

Quando le promesse non venivano mantenute o la fiducia si spezzava, nella relazione con loro è nata la ferita del TRADIMENTO, e abbiamo indossato la maschera del CONTROLLANTE, per non dipendere più e non soffrire ancora.

Quando l’amore era condizionato, freddo, rigido,
nella relazione con i genitori è nata la ferita dell’INGIUSTIZIA, e abbiamo indossato la maschera del RIGIDO, diventando forti, giusti, perfetti per meritare amore.

Queste ferite non sono errori.
Sono strategie di sopravvivenza nate dentro il legame più importante della nostra vita.
E qui arriva il punto più delicato, e più vero.
I nostri genitori non potevano fare diversamente da come erano strutturati interiormente.
Hanno dato ciò che avevano.
E ciò che avevano…
spesso non era stato dato nemmeno a loro.

Noi siamo metà mamma e metà papà.
Anche quando li critichiamo.
Anche quando li rifiutiamo.
Anche quando siamo arrabbiati.
Diventare adulti emotivamentevl non significa continuare a portare il conto delle mancanze.
Significa riconoscere che quella relazione ha fatto nascere in noi ferite che oggi chiedono una risposta nuova.
Se siamo maturi, se siamo consapevoli, sta a noi fare un passaggio decisivo:
non chiedere più ai nostri genitori di essere ciò che non hanno saputo o potuto essere, ma diventare per noi stessi quel contenimento,
quella struttura, quella presenza che allora è mancata.

La relazione con i genitori non si chiude mai.
Si trasforma.
E quando smettiamo di aspettare, iniziamo finalmente a vivere.

🧡Io E I MIEI GENITORI 🧡"Le radici che mi hanno insegnato a stare al mondo"I genitori non sono solo le persone da cui ven...
28/01/2026

🧡Io E I MIEI GENITORI 🧡
"Le radici che mi hanno insegnato a stare al mondo"

I genitori non sono solo le persone da cui veniamo.
Sono il modo in cui impariamo a stare al mondo.
Prima ancora delle scelte,
delle relazioni, del lavoro, dell’amore, c’è una trama silenziosa che si forma.
Loro sono le radici.
Io sono il tronco.
E il modo in cui le radici si intrecciano determina come il tronco cresce, regge, si espone al vento.

🌸 LA MAMMA – Il contenuto della vita
La relazione con la madre
ci insegna se la vita accoglie.
Attraverso di lei impariamo:
🌚 se possiamo essere fragili senza perderci,
🌚 se l’emozione è un problema o una lingua,
🌚se il bisogno è legittimo o eccessivo.
La madre rappresenta il contenuto:
accoglienza,
comprensione,
gentilezza,
nutrimento.
È da qui che nasce il modo
in cui entriamo nell’intimità.
È da qui che impariamo
come lasciarci avvicinare,
come ricevere amore,
come stare nel legame senza difenderci troppo.
Il rapporto con il partner, spesso, parla questa lingua antica:
quella di quanto ci sentiamo accolti quando siamo veri.

🌳 Il PADRE – La struttura del mondo
La relazione con il papà
ci insegna come stare fuori.
Attraverso di lui impariamo:
🌞 se il mondo è un luogo da attraversare con fiducia,
🌞 se possiamo affermarci senza colpa,
🌞 se la forza è permessa o va nascosta.
Il padre rappresenta la struttura:
direzione,
determinazione,
confine,
potenza,
fierezza.
È qui che prendono forma
il rapporto con il lavoro,
con il successo,
con il denaro,
con il riconoscimento sociale.
È qui che impariamo
se possiamo occupare spazio
senza sentirci in difetto.

🌱 Le radici e il tronco
Quando contenuto e struttura dialogano, il tronco cresce diritto ma flessibile.
Sa reggere e sa piegarsi.
Quando una delle due manca
o è stata troppo rigida, il tronco si adatta come può.
Non per errore.
Per sopravvivenza.
La relazione con i genitori
non determina il nostro destino, ma costruisce il terreno su cui impariamo a camminare.

Questa settimana non guardiamo ai genitori per giudicarli.
Li guardiamo come radici.
Per capire:
– come entro nelle relazioni intime
– come mi muovo nel mondo
– dove mi sento solido
– dove mi sento fragile

IO E I MIEI GENITORI.
Le radici da cui nasce
il mio modo di stare al mondo.

SECONDA SETTIMANA 🧡IO E I MIEI GENITORI🧡Le prime radici dell’amoreDopo il primo respiro, il mondo ha un volto.Una voce.D...
26/01/2026

SECONDA SETTIMANA
🧡IO E I MIEI GENITORI🧡

Le prime radici dell’amore
Dopo il primo respiro, il mondo ha un volto.
Una voce.
Delle mani.
Non nasciamo solo al mondo.
Nasciamo in una relazione.

C’è un tempo, all’inizio della vita, in cui non sappiamo ancora chi siamo, ma sappiamo già se possiamo affidarci.
Se il bisogno chiama e qualcuno risponde.
Se la paura trova braccia o resta sospesa.
È lì che prende forma
quello che la psicologia e la sociologia clinica chiama
🧡attaccamento.🧡

Non come teoria,
ma come esperienza vissuta.
Come memoria profonda
che ci insegna, senza parole,
come stare nel legame, nei rapporti.

Attraverso i genitori impariamo qualcosa di essenziale:
se il mondo è un posto sicuro,
se l’amore arriva,
se dobbiamo stringerci, adattarci, aspettare o possiamo semplicemente essere.
E mentre impariamo a stare con loro, impariamo — senza saperlo — a stare con noi stessi.
Quel primo legame diventa una voce interna.
Un clima.
Un modo di avvicinarci,
di allontanarci, di fidarci o proteggerci.

Questa settimana torniamo lì.
Non per cercare colpe.
Non per riscrivere il passato.

Ma per ascoltare che forma ha preso l’amore dentro di noi.

IO E I MIEI GENITORI.
Dove tutto ha iniziato a legarsi.

23/01/2026

💚Io con Me💚

I 3 PILASTRI NELLE FASI EVOLUTIVE

La relazione con me attraversa il tempo, non è una, non è sempre la stessa.
È un filo che attraversa le età,
cambia forma, ma resta.

Gli stessi tre pilastri —
Ascolto, Presenza, Gentilezza —
si presentano in modi diversi
in ogni fase della vita.

🌱 ALL’INIZIO – IL PRIMO RESPIRO
L’ascolto è corporeo.
È fame che viene riconosciuta o rimandata, è pianto che trova risposta o resta sospeso.

La presenza è l’essere tenuti in braccio, coccolati, accarezzati.
Il sentire che qualcuno resta
quando non so ancora restare con me.

La gentilezza è il tono di voce, il modo in cui il mondo mi accoglie prima ancora che io lo capisca.

🌿 INFANZIA – IMPARARE A SENTIRMI

L’ascolto diventa attenzione.
Qualcuno mi guarda mentre sono ciò che sono, non mentre faccio bene.

La presenza è continuità.
Non sparire quando mi agito,
quando esagero, quando sbaglio.

La gentilezza è il permesso.
Di essere bambino senza dover essere adulto troppo presto.

🌾 ADOLESCENZA – SEPARARMI SENZA PERDERMI

L’ascolto diventa conflitto.
Una voce che cerca spazio
tra ciò che sento e ciò che mi chiedono.

La presenza è restare
mentre cambio, mentre mi oppongo, mentre non so chi sono.

La gentilezza è non umiliarmi
per la confusione, riconoscere che sto nascendo di nuovo.

🌸 ETÀ ADULTA – COSTRUIRE
L’ascolto è una scelta, imparare a sentire quando sto tradendo me stesso per adattarmi.

La presenza è responsabilità.
Rimanere con me anche mentre lavoro, amo, cado, ricomincio.

La gentilezza è misura.
Non chiedermi di essere tutto
per tutti

🔥 CRISI E PASSAGGI – Perdermi per ritrovarmi.

Qui l’ascolto è silenzio.
Il corpo parla prima della mente.
La presenza è non fuggire.
Restare mentre qualcosa muore e qualcos’altro cambia, oppure non ha ancora nome.
La gentilezza è pazienza.
Con il tempo che serve.
Con il vuoto che fa spazio.

🌙 MATURITÀ – INTEGRARE
L’ascolto è riconciliazione.
Accogliere ciò che è stato
senza riscriverlo.

La presenza è profondità.
Meno fare, più essere.

La gentilezza è rispetto.
Per i limiti, per il corpo che cambia, per il ritmo che rallenta.

🌾 ANZIANITÀ – CONSEGNARE
L’ascolto è memoria che diventa senso.

La presenza è esserci ancora,
anche senza ruolo.

La gentilezza è tenerezza.
Verso tutte le versioni di me
che ho abitato.

Ascolto.
Presenza.
Gentilezza.
Gli stessi tre pilastri.
Ogni volta diversi.
Ogni volta fedeli.
Dal primo respiro dentro di me, attraverso il mio posto nel mondo, fino all’ultimo respiro.

Dott.ssa Bunduc

21/01/2026

💚Io con Me💚
I tre pilastri invisibili.

La relazione con me nasce
nel primo respiro.

Posso contare su di me?
Da lì prende forma la relazione con me stesso.
E da lì, per tutta la vita,
si regge su tre pilastri.

🌱 Il primo pilastro: l’Ascolto
Prima delle parole,
il corpo sa.
Ricorda se è stato accolto,
se è stato ignorato,
se ha dovuto stringersi o poteva allargarsi.
Ascoltarmi non significa capire.
Significa restare.
Sentire il respiro.
La tensione.
Il bisogno che emerge senza spiegarsi.
Ogni volta che mi ascolto senza correggermi,
sto ricostruendo fiducia.
🌿 Il secondo pilastro: la Presenza
Crescendo impariamo a essere qualcuno.
A funzionare.
A rispondere alle aspettative.
Ma la relazione con me si rafforza
quando smetto di lasciarmi solo
nei momenti difficili.
La presenza è rimanere
anche quando non mi piaccio.
Quando sono stanco, fragile, confuso.
Quando non produco nulla.
È scegliere di non abbandonarmi.
🌸 Il terzo pilastro: la Gentilezza
La gentilezza non è indulgenza.
È il tono.
È il modo in cui mi parlo
quando sbaglio.
Quando rallento.
Quando ho bisogno.
È la mano che non stringe,
la voce che non giudica,
lo spazio che non pretende.
Ogni gesto gentile verso di me
ripara qualcosa di antico.
Ascolto.
Presenza.
Gentilezza.
Non sono obiettivi da raggiungere.
Sono pratiche vive.
Pilastri che mi accompagnano
dal primo respiro
fino all’ultimo.
E ogni volta che torno a uno di questi,
torno un po’ a casa. 🌿

💚LA RELAZIONE CHE NON MI LASCIA MAI 💚Ci sono incontri che segnano la nostra storia. Ci sono relazioni che ci accompagnan...
19/01/2026

💚LA RELAZIONE CHE NON MI LASCIA MAI 💚

Ci sono incontri che segnano la nostra storia. Ci sono relazioni che ci accompagnano per un tratto o per una stagione.
E poi c’è una relazione che non ci lascia mai: quella con noi stessi.

Nasce silenziosa, nel primo respiro, quando ancora non siamo parole, ruoli, aspettative, o genitori da compiacere e figli da accudire.
Siamo solo presenza che sente: calore, fame, suono, contatto. Il mondo ci sfiora e noi rispondiamo come possiamo: piangendo, cercando, aggrappandoci, fidandoci che qualcuno arriverà.
In quel dialogo primordiale, tra il nostro bisogno e chi ci accoglie, inizia a formarsi un messaggio invisibile:
“posso contare sul mondo?” “posso contare su me?”
E così, prima ancora di imparare a parlare, impariamo a sentirci.
Questa settimana torniamo lì, a quel primo, minuscolo seme di relazione: IO CON ME.

Da oggi parte un viaggio che ci riguarda tutti.Perché tutti siamo tessuti da RELAZIONI.Per sette settimane guarderemo al...
19/01/2026

Da oggi parte un viaggio che ci riguarda tutti.
Perché tutti siamo tessuti da RELAZIONI.

Per sette settimane guarderemo alle relazioni che ci abitano:
💚 IO
🧡 GENITORI
💙 FRATELLI
💛 FAMIGLIA ALLARGATA
💜 AMICI
❤️ PARTNER
🤍 FIGLI

Ogni settimana esploreremo un legame:
dal rapporto più intimo con noi stessi,
fino a quello con chi ci cammina accanto nella vita.

Io, tu, noi e il mondo.

Un passo, un respiro, una scoperta.

Ti va di camminare con me?

💬 Quale relazione senti che ha più bisogno di luce, ora?

Inizia oggi la nuova rubrica 💛 IO, TU, NOI e il MONDO

25/10/2025

Lascia che la mente si fermi, e il cuore inizi ad ascoltare.

Ogni giorno abbiamo bisogno di uno spazio di calma, dove poter respirare, osservarci e ritrovare equilibrio.

Nel mio percorso come sociologa clinica e istruttrice di Mindfulness, accompagno le persone in un viaggio di esplorazione interiore, per riscoprire la serenità, comprendere le proprie emozioni e vivere con maggiore presenza.

Attraverso la presenza, la riflessione e la gentilezza, impariamo a coltivare una nuova qualità dell’ascolto — verso noi stessi e verso gli altri.

☕ Un passo alla volta, un respiro alla volta.

Indirizzo

Terni

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 19:00
Martedì 14:00 - 19:00
Mercoledì 14:00 - 19:00
Giovedì 14:00 - 19:00
Venerdì 14:00 - 19:00
Sabato 14:00 - 19:00

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