A.D. Fisioterapia Terni

A.D. Fisioterapia Terni Fisioterapista specializzato in ginnastica posturale Mézières, terapia manuale Karl Sell e terapia manuale Mulligan. Lo studio del Dott.

Specializzato in riabilitazione temporomandibolare
Riabilitazioni ortopediche e neurologiche
Tecar, ultrasuon, magneto. Alessandro Diomedi è il centro specializzato di fisioterapia Terni che tratta pazienti ortopedici e neurologici. Laureato presso La Sapienza Università di Roma, polo didattico di Rieti, il Dott. Diomedi e specialista in ginnastica posturale Mézières e in terapia manuale Karl Sell

. Tra le vari terapie di fisioterapia Terni esegue sedute di ginnastica posturale Terni, laserterapia Terni, tecaterapia Terni ed elettroterapia Terni, riabilitazioni ortopediche post traumatiche, post intervento e riabilitazioni neurologiche, in sedute di terapia manuale e terapie fisiche strumentali con macchinari all'avanguardia di ultima generazione. Tutte le terapie di fisioterapia Terni posso essere effettuate a domicilio. La prima visita prevede una valutazione GRATUITA. La specializzazione conseguita in ginnastica posturale Mézières è rivolta a coloro che soffrono di lombalgia, cervicale, scoliosi, dorso curvo, ernie discali, varismo e valgismo delle ginocchia e alterazioni posturali. La medicina manuale rientra nelle cosiddette "medicine alternative", un vasto ed eterogeneo gruppo di pratiche diagnostiche e terapeutiche la cui legittimazione è avvenuta in seguito all teoria del cancello midollare di Melzak e Wall che ha spiegato in modo convincente l'efficacia delle manipolazioni nelle sindromi dolorose dell'apparato locomotore. Siamo in Via Galvani, 3 Terni. Telefono 320 1452810, mail: alessandro.diomedi@yahoo.it, sito web fisioterapia.terni.it

28/04/2026

Ti capita di svegliarti con la schiena o il collo rigidi?
Durante la notte il corpo resta fermo a lungo e questo può causare rigidità e fastidio al risveglio.

Se però la rigidità dura troppo o è sempre più intensa, è importante capirne la causa.

👉 Contattami per una valutazione

Sintomi e trattamento della frattura del metacarpoLe ossa metacarpali fanno parte del gruppo di ossa della mano, più in ...
23/04/2026

Sintomi e trattamento della frattura del metacarpo

Le ossa metacarpali fanno parte del gruppo di ossa della mano, più in particolare del palmo. Sono 5 ossa lunghe che collegano il polso alle dita e vengono numerate dal primo osso al quinto partendo dal pollice verso il mignolo ( metacarpo del pollice è il primo osso metacarpale). Su queste s’ inseriscono strutture muscolo-tendinee e legamentose importanti per la stabilità della mano. I più rilevanti sono i carpo-metacarpali ( tra polso e mano).
La frattura di queste ossa è molto frequente nel mondo dello sport, soprattutto negli sport da contatto (pugilato, karate, ecc…), ma sta divenendo sempre più frequente anche nel mondo del calcio a causa delle modalità di gioco sempre più fisiche e veloci che portano a cadute più frequenti. Il meccanismo di frattura più comune è dovuto ad una caduta diretta sul pugno chiuso, anche se sono in aumento le lesioni collegate ad un trauma diretto (come un contrasto in cui la mano viene coinvolta). In misura minore, possono creare questo tipo di problema anche incidenti domestici e lavorativi.
I sintomi sono rappresentati da un immediato gonfiore alla mano e dolore che può arrivare fino alle dita, impossibilità di muovere liberamente la mano (soprattutto flesso-estensione), ematomi e sporgenze ossee sul profilo dorsale o palmare della mano.
IL TRATTAMAMENTO prevede fin da subito l’immobilizzazione della mano con una benda e l’immediata applicazione di ghiaccio. Una volta messa in sicurezza è bene recarsi subito al pronto soccorso per eseguire una lastra (RX) al fine di valutare il tipo dell’eventuale frattura: se è composta verrà semplicemente ingessata la mano; se è scomposta, dopo essere stata riallineata mediante alcune manovre verrà ingessata. In entrambi i casi il gesso andrà tenuto per circa 30 giorni. Solamente nel caso in cui la manovra non riesca a riallineare i frammenti ossei o ci siano troppi frammenti, sarà necessario intervenire chirurgicamente.
LA RIABILITAZIONE sarà necessaria non appena tolto il gesso per recuperare il prima possibile tutte le funzionalità. Questa prevede delle mobilizzazioni, terapia manuale ed esercizi specifici per il recupero dei movimenti più fini.

21/04/2026

Molte persone si preoccupano per gli scricchiolii delle articolazioni.
Nella maggior parte dei casi sono normali e non indicano danni.

Se però sono accompagnati da dolore o limitazione nei movimenti, è meglio fare una valutazione.

👉 Contattami per capire cosa sta succedendo nel tuo caso

Prevenzione e trattamento della tendinite al tendine d'AchilleQuesta tendinopatia rappresenta ben il 18% degli infortuni...
17/04/2026

Prevenzione e trattamento della tendinite al tendine d'Achille

Questa tendinopatia rappresenta ben il 18% degli infortuni legati alla corsa rendendola la più frequente sindrome da sovraccarico dell’arto inferiore.

Il tendine d’Achille, o tendine calcaneare, è il più largo e forte tendine del corpo umano. Si calcola che sia in grado di sopportare carichi che possono arrivare fino a 500kg; con ciò si intende che il tendine d’Achille, durante l’attività dinamica che va della corsa alla comune passeggiata, viene caricato di un valore pari almeno 8 volte il peso corporeo.
La sua principale funzione è di trasferire la forza della muscolatura del polpaccio (gastrocnemio e soleo) al piede e quindi sollevare il tallone nella fase di spinta della camminata.
L’infiammazione si crea nella parte terminale del tendine (vicino al tallone) per carichi di lavoro eccessivi, microtraumi durante la corsa su terreni troppo duri (campi sintetici), scatti e salti a muscolatura ancora fredda e calzature che non assorbono in maniera corretta le micro vibrazioni durante il gesto atletico. La tendinite scaturisce quando il corpo non è più in grado di riparare tutte le micro lesioni del tendine e quindi si crea nei tessuti uno stato infiammatorio.
Uno dei casi più comuni che porta all’insorgenza di questa patologia è iniziare l’allenamento con degli scatti come riscaldamento, a muscolatura ancora fredda.
Oltre ai fattori meccanici sono presenti anche fattori ereditari quali piede piatto o piede cavo che contribuiscono ad aumentare la probabilità d’insorgenza della tendinite.
Il sintomo principale è un dolore sordo o tagliente situato circa 2-6cm sopra il tallone, con possibile calore e rossore della zona dolente.
Nelle fasi iniziali il dolore è più intenso quando al mattino si scende dal letto ma poi si riduce con il cammino. Non è un dolore acutissimo e permette di compiere le attività quotidiane senza eccessive limitazioni.
In una seconda fase il dolore si avverte anche durante l’arco della giornata o dell’allenamento ma non fino al punto di non riuscire a camminare o correre. In questa fase il dolore è più vivo dopo l’attività fisica e palpando il tendine, appare tumefatto e ingrossato. Spesso durante la flesso-estensione della caviglia si avverte in prossimità del gonfiore una sensazione di crepitio come quando si calpesta la neve fresca.
In una terza fase il quadro sintomatologico può degenerare formando lungo la struttura tendinea una o più protuberanze in corrispondenza delle aree lesionate che possono provocare vere e proprie lesioni tendinee. Se queste lesioni non vengono trattate con un adeguato trattamento fisioterapico possono portare alla rottura completa del tendine e quindi alla necessaria terapia chirurgica.
Di fondamentale importanza per la diagnosi sono dei test clinici, eseguiti da uno specialista, e un’ecografia al tendine.
Il trattamento prevede nella fase iniziale applicazione di ghiaccio e assunzione di antinfiammatori FANS, ma per non più di 2/3 giorni. Se nell’allenamento successivo a questa prima terapia si ripresenta il sintomo doloroso è bene sospendere l’attività per circa 2 settimane e rivolgersi ad un fisioterapista. La fisioterapia prevederà un insieme di trattamenti con ultrasuono o tecarterapia per andare a stimolare i tessuti danneggiati; stretching muscolare per non far perdere la flessibilità dei tessuti; massaggio profondo trasverso e rinforzo eccentrico della muscolatura. Una volta passato il periodo di riposo sarà possibile riprendere l’attività sportiva in modo graduale e concentrandosi, almeno per i primi 25/30 giorni, sull’allenamento propriocettivo ed eccentrico della muscolatura colpita al fine di evitare eventuali recidive.
La prevenzione ci consente di ridurre il rischio d’insorgenza della tendinite. Molto importante è mantenere un corretto allungamento muscolare del polpaccio con dei semplici esercizi di allungamento (es. poggiando la punta del piede sopra uno scalino basso e spostando il peso del corpo anteriormente) e rinforzarlo con degli esercizi eccentrici (es. poggiare la punta dei piedi su una scala e portare lentamente in basso i talloni). Molto utili sono gli esercizi di propriocezione per aumentare la stabilità articolare.

14/04/2026

Molti aspettano settimane prima di farsi controllare un dolore, sperando che passi da solo.
A volte succede, ma quando il dolore dura o peggiora, aspettare troppo può rendere il recupero più difficile.

Una valutazione precoce aiuta a risolvere il problema più rapidamente.

08/04/2026

Stress e dolore sono più collegati di quanto si pensi.
Quando siamo sotto pressione, i muscoli restano più contratti e il sistema nervoso amplifica la percezione del dolore.

Per questo cervicalgia e mal di schiena spesso peggiorano nei periodi stressanti.

Auguro a tutti i miei pazienti e alle loro famiglie una serena e felice Pasqua 🐣🌸Che queste giornate siano un’occasione ...
04/04/2026

Auguro a tutti i miei pazienti e alle loro famiglie una serena e felice Pasqua 🐣🌸
Che queste giornate siano un’occasione per riposarsi, ricaricare le energie e prendersi cura di sé.

Grazie per la fiducia che ogni giorno riponete nel mio lavoro.

31/03/2026

Molti non sanno quando usare ghiaccio o calore.
Il ghiaccio è indicato dopo traumi o infiammazioni recenti, mentre il calore aiuta a rilassare i muscoli contratti.

Capire la differenza è importante per non peggiorare la situazione.

23/03/2026

Molte persone cercano i propri sintomi online e provano a gestire il dolore da sole.
Il problema è che ogni corpo è diverso e ciò che funziona per qualcuno può non essere adatto a te.

Una valutazione professionale permette di evitare errori e recuperare in modo più efficace.

19/02/2026

🤔 Fisioterapista, ortopedico o fisiatra? Da chi andare quando hai dolore?

Ecco una guida semplice:

🧑‍⚕️ Fisioterapista → tratta dolore, rigidità, postura e recupero funzionale
🦴 Ortopedico → valuta fratture, lesioni e problemi strutturali
📋 Fisiatra → imposta il percorso riabilitativo dal punto di vista medico

Non sono alternative: spesso collaborano tra loro.
La cosa più importante è partire dalla valutazione giusta.

👉 Se non sai da dove iniziare, contattami: ti aiuto a capire il percorso più adatto al tuo caso.

12/02/2026

🤔 Sai che tipo di dolore hai?
Muscolare o articolare cambia tutto.

Capire la causa è il primo passo per curare bene.
👉 Contattami per una valutazione mirata.

07/02/2026

🥶 In inverno la sciatalgia può peggiorare… ma spesso è colpa di alcuni errori comuni.
Stare completamente fermi, esporsi al freddo o fare movimenti sbagliati può aumentare il dolore.

La fisioterapia aiuta a ridurre l’infiammazione e prevenire le ricadute, anche nei mesi più freddi.
👉 Contattami per un percorso personalizzato.

Indirizzo

Via Ferraris 26
Terni
05100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 13:00
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Mercoledì 08:00 - 13:00
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Giovedì 08:00 - 13:00
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Telefono

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