06/01/2026
Gennaio non è una rinascita.
È una ripresa.
E le riprese, spesso, sono lente.
Dopo le festività il corpo è stanco, la mente è meno elastica, la motivazione non è immediata. Non c’è nulla che non va.
Siamo abituati a pensare che il nuovo anno debba portarci chiarezza, slancio, obiettivi netti, ma il rientro reale è fatto di sonno che non basta, concentrazione a singhiozzo, malinconia che riaffiora, bambini e ragazzi più irritabili, adulti che fanno fatica a rimettersi “in assetto”.
Dal punto di vista psicologico, il rientro è una transizione, non un interruttore: il sistema nervoso ha bisogno di tempo per riabituarsi a ritmi, richieste, aspettative.
👉 Se ti senti:
• meno produttivo
• più fragile
• poco entusiasta
• facilmente stanco
non sei “indietro”. Stai rientrando.
Per adulti, studenti, bambini vale la stessa regola: non serve eccellere subito, serve ri-trovare il passo.
📌 Qualche punto fermo utile:
• ripartire da piccole routine, non da grandi propositi
• abbassare le aspettative per le prime settimane
• distinguere stanchezza da fallimento
• concedersi il diritto di essere “in fase di assestamento”.
Il nuovo anno non chiede prestazioni.
Chiede continuità possibile.
E spesso, il vero buon inizio è smettere di pretendere troppo, troppo presto.