Davide Marcuzzi Fisioterapista Osteopata

Davide Marcuzzi Fisioterapista Osteopata Laureato in Fisioterapia presso l’università di Udine, in Osteopatia presso la scuola CERDO di Roma Alternative and holistic health service

Studio di Fisioterapia e Osteopatia in piazza Garibaldi 13, TolmezzoSpecializzato in trattamenti di osteopatia viscerale...
11/04/2023

Studio di Fisioterapia e Osteopatia in piazza Garibaldi 13, Tolmezzo
Specializzato in trattamenti di osteopatia viscerale, craniosacrale e manipolazioni vertebrali adatti a chi ha problemi posturali, intestinali e di stomaco, mal di testa e vertigini e per gli sportivi

Non stare seduto storto! Non stare gobbo! Non tenere gli occhi troppo vicini al quaderno! Quante volte vi è capitato di ...
29/07/2019

Non stare seduto storto! Non stare gobbo! Non tenere gli occhi troppo vicini al quaderno! Quante volte vi è capitato di sentirvelo dire da bambini o di ripeterlo continuamente ai vostri figli?

Bene. La postura scorretta nel bambino potrebbe derivare da altri problemi, non direttamente connessi all’apparato muscoloscheletrico, ma che vanno comunque ad interferire sulla postura.

Inanzitutto non si può parlare di una ‘postura ideale’:

“Non esiste la postura ideale, esistono però le posture scorrette. Assumere atteggiamenti viziati può portare frequentemente a patologie dolorose dell’apparato muscoloscheletrico. Mantenere una postura corretta è, invece, importante per la nostra salute e come prevenzione di molteplici patologie muscoloscheletriche”.

Postura scorretta nei bambini, da cosa dipende?

L’equilibrio del nostro organismo è molto complesso: dietro ad un mal di schiena, ad una postura scorretta possono nascondersi una scoliosi, un problema muscoloscheletrico, un piede storto; ma non solo: anche la vista, l’udito, la dentizione e l’articolazione temporo-mandibolare potrebbero esserne la causa.

Per questo, in visita dall’ortopedico, un genitore potrebbe potenzialmente dover rispondere a domande inaspettate come:

‘ha usato il ciuccio?’
‘soffre di mal di testa?’
‘soffre di mal di macchina?’

“A volte i genitori, ad esempio, potrebbero accorgersi che il bambino ruota il capo per sentire o vedere meglio – interviene Porf. Santilli. Questo può essere il segno di un difetto della vista o dell’udito. Nel tempo si creerà un atteggiamento scoliotico della dorsale e della cervicale. Questi campanelli d’allarme vanno poi approfonditi dallo specialista. Ecco perché quando si parla di posture scorrette è necessario un approccio diagnostico e terapeutico multidisciplinare”.

Come curare la postura scorretta?

La riabilitazione fornisce le strategie adatte ad intervenire in caso di patologie dolorose dovute ad alterazioni posturali. A seconda della disfunzione individuata si può intervenire con dispositivi correttivi come un plantare, un apparecchio ortodontico, un occhiale ed un programma di riabilitazione individuale e personalizzata.

“Accorgendoci per tempo di una malfunzione, possiamo correggere il problema ed evitare che in futuro questa malfunzione si trasformi in una patologia. E dover intervenire in maniera più invasiva. Si può intervenire presto, fin dalla nascita. Durante la crescita le strutture ossee e muscolari del bambino sono in piena evoluzione e per questo sono più elastiche”.

Soprattutto nei bambini “il trattamento riabilitativo deve essere inteso come una rieducazione globale. Il bambino reimpara a respirare e deglutire correttamente, ad esempio; questo a sua volta correggerà l’atteggiamento posturale errato”.

Perché una malocclusione può creare problemi posturali?

Un problema di malocclusione, quindi una disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare, potrebbe incidere sulla respirazione, sulla deglutizione, ma anche provocare una rigidità cervicale”. Una patologia piuttosto complessa che richiede l’intervento in sinergia dell’odontoiatra e del fisiatra.

“In questi casi – prosegue il Professore – non ci si può limitare esclusivamente ad una visita odontoiatrica, ma bisogna rivolgersi anche al fisiatra esperto in disturbi posturali e preparato nell’affrontare le disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare”.

(di Regina Geloso per Policliniconews) - Non stare seduto storto! Non stare gobbo! Non tenere gli occhi troppo vicini al quaderno! Quante volte vi è

Ogni volta che alziamo il braccio sopra l’altezza della spalla, lo spazio tra la testa dell’omero e l’acromion della sca...
29/07/2019

Ogni volta che alziamo il braccio sopra l’altezza della spalla, lo spazio tra la testa dell’omero e l’acromion della scapola si restringe. I tendini della cuffia dei rotatori, che, protetti dalla borsa, scorrono proprio in questo spazio, subiscono un attrito che a lungo andare – soprattutto negli sportivi e nei lavoratori sottoposti a stress fisico – può provocare sintomi di impingement, cioè di intrappolamento, ed infiammazione.

Questo fenomeno è chiamato sindrome da conflitto sotto-acromiale e solitamente è causato dalla ripetizione di certi gesti atletici o lavorativi, ma anche da squilibri muscolari o patologie congenite.

L’importanza della riabilitazione precoce

Nel tempo, se trascurata, la sindrome da conflitto sub-acromiale può comportare fastidiose calcificazioni e la progressiva degenerazione del tendine, fino alla rottura di quest’ultimo, nei casi più gravi. Il dolore compare anche nelle ore notturne e chi ne è affetto, di solito, tende a usare meno la spalla. Questo provoca aderenze intra-articolari che peggiorano ulteriormente il quadro clinico.

Il medico specialista dev’essere consultato alla comparsa dei primi sintomi. Una riabilitazione precoce, infatti, oltre a potenziare la spalla, scongiura il circolo vizioso descritto sopra ed esclude infiltrazioni e farmaci che, al contrario, sono inevitabili negli stadi più avanzati della patologia.

I trattamenti per recuperare l’uso della spalla

Per dare sollievo alla spalla affetta da una sindrome del conflitto sotto-acromiale già sviluppata si può intervenire con:

Terapia con antidolorifici e antinfiammatori
2. Fisioterapia, per rafforzare i muscoli della cuffia dei rotatori e migliorare la postura
3. Intervento di chirurgia della spalla in artroscopia mini-invasiva
4. Infiltrazioni articolari a base di cortisone

Quando gli esami evidenziano una lesione dei tendini della cuffia rotatoria o voluminose calcificazioni, l’intervento chirurgico diventa inevitabile.

La riabilitazione post-operatoria

L’iter riabilitativo post-operatorio prevede 3 fasi. La prima mira a ridurre il dolore, tramite laser, ultrasuoni, stretching e massaggi decontratturanti. La seconda, quella principale, punta al recupero e al riequilibrio della forza dei muscoli della scapola, dell’omero e degli intrarotatori della cuffia. Raggiunti gli obiettivi delle prime due fasi, si conclude il programma riabilitativo con specifici esercizi propriocettivi e di recupero della coordinazione. Il paziente a questo punto avrà recuperato un buon arco di movimento dell’arto superiore e tornerà ad eseguire con naturalezza i movimenti essenziali della vita quotidiana.

La ginnastica e la postura sono fondamentali nel trattamento del dolore causato dalla sindrome da conflitto sotto-acromiale, così come è importante non sovraccaricare l’articolazione oltre i limiti del dolore, per evitare strappi ed eccessi di funzione. Nel caso degli atleti, il ritorno all’attività sportiva avviene generalmente un mese dopo l’intervento.

Ogni volta che alziamo il braccio sopra l’altezza della spalla, lo spazio tra la testa dell’omero e l’acromion della scapola si restringe. I tendini della

26/07/2019

Anatomia del pavimento pelvico

Succede solo a cinque persone su cento, ma succede: il mal di schiena acuto in alcuni casi diventa un problema cronico, ...
26/07/2019

Succede solo a cinque persone su cento, ma succede: il mal di schiena acuto in alcuni casi diventa un problema cronico, ovvero dura più di tre, sei mesi senza risolversi nonostante i trattamenti. Così riporta Elena Meli per ilcorriere.it. «Si tratta di situazioni più complesse, in cui all’iniziale problema organico che ha avviato il dolore si aggiungono fattori psicologici e sociali che mantengono un circolo vizioso: il dolore diventa esso stesso malattia che si auto-alimenta, non è più solo un sintomo – spiega Francesca Di Felice, fisiatra dell’Isico di Milano -. Quando la lombalgia è cronica peraltro è più difficile che si risolva senza strascichi e cambia perciò l’obiettivo, che diventa la capacità di gestire il dolore e conviverci: serve l’aiuto dello specialista, ma soprattutto affiancare alle terapie fisiche con fisioterapia ed esercizio un intervento cognitivo-comportamentale, perché spesso i pazienti instaurano comportamenti inadeguati che peggiorano la situazione».

Tornare alla migliore funzionalità

«Nel cronico diventa fondamentale, per esempio, modificare certi movimenti per non provare dolore ed evitare allo stesso tempo di smettere di muoversi – aggiunge Luca Selmi, fisioterapista dell’Isico -. Lo scopo è tornare alla migliore funzionalità possibile tenendo conto dei limiti della schiena del paziente, che saranno diversi in un trentenne o in un settantenne». La fisioterapia è un’opzione utile in caso di mal di schiena cronico, ma non è certo un percorso breve e molti faticano ad accettare una terapia a lungo termine. «Purtroppo serve pazienza, non basta una seduta o una manipolazione per raggiungere un risultato – ammette Selmi -. Tre o quattro mesi di fisioterapia poi non servono a molto, se il paziente non comprende che è lui il primo fisioterapista di se stesso».

Succede solo a cinque persone su cento, ma succede: il mal di schiena acuto in alcuni casi diventa un problema cronico, ovvero dura più di tre, sei mesi

Associate Professor Brian Freeman is presenting a series of lectures on biodynamic embryology.  His presentations are ba...
26/07/2019

Associate Professor Brian Freeman is presenting a series of lectures on biodynamic embryology. His presentations are based on the work of German anatomist Erich Blechschmidt in conjunction with modern scientific understanding. Learning embryological growth and movement concepts helps you to understand anatomy and physiology in post-natal life and may help explain the maintenance of health. Failure of these metabolic and gross movements may be a precursor to the development of disease.

Growth and Development is not due to the genetic blueprint alone

The complex formation of a human from a single cell has traditionally been described and explored via the concepts of molecular biology. An emphasis on the genetic blueprint in conjunction with biochemical markers has been a limiting model and can not explain why stem cells can differentiate into different tissue types.

Movement is an important part of the process

According to the biodynamic model of embryology, cellular differentiation and organism form occurs directly in relation to growth forces. While this process could not occur without genes, growth and development involves much more than genetic information alone. He describes cellular movement occurring in relation to movement of the whole and that these movements themselves are important part and stimulate developmental process.

Relevant to adult function

Research in the last decade has explored the concept of epigenetics. Outside forces, be it chemical, environmental or even emotional have been linked to changes in genetic behaviour. In this model, physical mechanical pressure forces are included in this concept. It may be that movement is a prime stimulator of changes on a cellular level. Understanding molecular as well as gross movement may help explain why cells divide into their tissue types and or provide a platform for the initiation of disease.

Explains human anatomy

Understanding movement, development and growth of the embryo helps to explain the how and why anatomy forms and functions the way that it does. Why does the diaphragm have primarily innervation from the mid cervical spine? These lectures will help you explain the complexity of human anatomy from a simple but insightful concept.

Development of disease

In addition the biodynamic embryology model helps to explain why localised pressure forces, such as compression and muscular strengthening are important for the maintenance of bone health and absence can be a precursor for the development of osteopenia and osteoporosis.

Brian Freeman Embryology Series BOOK NOW Why is learning Embryology relevant to health professionals? Associate Professor Brian Freeman is presenting a series of lectures on biodynamic embryology. His presentations are based on the work of German anatomist Erich Blechschmidt in conjunction with mode...

L'Osteopatia éla regola del movimento,della materia edello spirito,dove la materia elo spirito non possonomanifestarsi s...
06/05/2019

L'Osteopatia é
la regola del movimento,
della materia e
dello spirito,
dove la materia e
lo spirito non possono
manifestarsi senza
il movimento;
pertanto gli Osteopati
affermano che il movimento
è l'espressione stessa
della vita.

La lesione della cuffia dei rotatori è una delle problematiche più frequenti che colpiscono l’articolazione della spalla...
10/04/2019

La lesione della cuffia dei rotatori è una delle problematiche più frequenti che colpiscono l’articolazione della spalla. Tale evento può colpire sia sedentari che sportivi, sia giovani sia meno giovani, e può manifestarsi con spettri di gravità differenti e in seguito a cause di varia natura. In questo breve articolo impariamo a conoscere meglio questa condizione patologica così comune, ponendo solide basi teoriche per comprendere a fondo quali possano essere le strategie di trattamento in vista della guarigione.

Tipi di lesione alla cuffia dei rotatori

La cuffia dei rotatori è un complesso anatomico composto da quattro muscoli di importanza strategica per la corretta funzionalità della spalla: sovraspinato, sottospinato, sottoscapolare e il piccolo rotondo. L’aspetto più critico del contesto anatomico nel quale sono inseriti riguarda la loro localizzazione nei pressi delle superfici articolari di omero e scapola, caratteristica utile per assolvere le loro funzioni di tiranti attivi stabilizzatori e di controllori dell’artrocinematica.

In generale tutti i tendini dei muscoli della spalla facenti parte della cuffia possono andare incontro a lesione in risposta a stress lesivi sia nel breve che nel lungo periodo. Tra tutti il sovraspinato è il muscolo in assoluto più colpito visto il suo decorso anatomico che lo vede passare all’interno del cosiddetto spazio sub-acromiale, un “tubo” anatomico delimitato inferiormente dalla fossa sovraspinata, posteriormente dall’acromion e superiormente dal legamento acromio-coracoideo.

Un’iniziale classificazione delle lesioni alla cuffia dei rotatori può essere fatta prendendo in considerazione la vastità della lesione stessa. Questa infatti può essere:

- parziale, quando solo una parte di un tendine va incontro a un danno e la sua continuità anatomica viene preservata;

- completa, quando vi è la perdita di continuità di uno o più tendini.

Cause traumatiche

La lesione della cuffia dei rotatori può comportare facilmente dolore alla spalla destra o dolore alla spalla sinistra in risposta a un evento acuto. Questo può essere rappresentato, per esempio, da una lussazione di spalla, nella quale la fuoriuscita della testa dell’omero dalla glena della scapola può comportare una lacerazione dei tendini posti nelle vicinanze delle superfici articolari. Inoltre, anche il sollevamento di un carico eccessivo senza un adeguato riscaldamento e in assenza di strutture anatomiche preparate può comportare una lesione parziale o completa della cuffia dei rotatori.

Cause degenerative

I traumi alla cuffia può inoltre comportare dolore, in moltissima casi, in risposta a eventi cronici di natura degenerativa. Se i tendini interessati sono sottoposti nel lungo periodo a sovraccarichi eccessivi e mal dosati, dovuti per esempio a lavori pesanti o allenamenti mal programmati, possono andare incontro a processi degenerativi tissutali basati su uno stato infiammatorio cronico che alla lunga può creare calcificazioni, indebolire la matrice tendinea e, nei casi peggiori, portarla alla lesione.

Analogamente, anche un cattivo allineamento posturale del cingolo scapolare e alcune disfunzioni di movimento della spalla possono aumentare gli stress sui tendini. Tali stress possono nascere da compressioni e intrappolamenti dei tendini stessi tra scapola e omero quando questi non sono protagonisti di movimenti funzionalmente corretti. La perfetta sincronia di movimento tra queste due ossa è, infatti, condizione fondamentale per garantire un adeguato spazio di scorrimento della cuffia dei rotatori durante il sollevamento del braccio sopra la testa.

In assenza di tutto questo, i tendini in questione possono essere compressi, irritati ed entrare così in un circolo vizioso di infiammazione cronica che indebolisce la struttura tendinea portandola nel lungo periodo a ledersi in maniera parziale o, nei casi peggiori, completa. Tra le alterazioni funzionali che più comunemente possono provocare nel lungo periodo una lesione della cuffia dei rotatori troviamo l’anteposizione della testa dell’omero, la ridotta mobilità o il cattivo allineamento statico della scapola.

La lesione della cuffia dei rotatori è un infortunio molto frequente che può generare dolore alla spalla e perdita di funzionalità.

Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) in Medicina Cinese e dal punto di vista olistico.La Sindrome da ...
10/04/2019

Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) in Medicina Cinese e dal punto di vista olistico.

La Sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD) è un vero e proprio disturbo, una patologia di origine celebrale, che dopo essersi diffusa in maniera esponenziale negli Stati Uniti e in America, sta iniziando a dilagare anche in Europa. Senza essere superficiali ne pronti ad incolpare i genitori di questi bambini, che già sono troppo esposti a giudizi e sentenze a mio parere davvero fuori luogo, la cosa più onesta da fare dal punto di vista terapeutico è quello di mettere a punto un sistema di reale e profondo aiuto sia per il bambino sia per la famiglia! Fare il genitore è il mestiere più difficile al mondo e tenendo sempre ben presente che ognuno di noi fa quello che può dal proprio livello di Coscienza, non è utile per nessuno cercare le colpe, casomai quello che è davvero utile è trovare delle soluzioni!

Questo tipo di disturbo si manifesta generalmente entro i 6 o 7 anni, anche se ci sono casi nei quali viene alla luce più tardi, anche attorno ai 10. Ci sono dei parametri ben precisi entro i quali la sintomatologia deve rientrare e devono manifestarsi per un periodo di tempo prolungato, nonché la diagnosi deve essere fatta da uno specialista del settore, come uno psichiatra o un neurologo. L’insieme dei sintomi che accomunano l’insorgere di questa patologia sono elencati all’interno del DSM-IV; per una maggiore fruibilità sull’argomento li elencherò qui di seguito, facendo poi un paragone tra quello che la medicina ufficiale ha tutt’ora compreso di questo disturbo e quelle che sono le mie intuizioni in merito ad essa ed a come trattarla da un punto di vista olistico.

La disattenzione, l’impulsività e l’iperattività sono le parole chiave attorno alle quali ruota questo disturbo. I bambini affetti da ADHD hanno problemi a concentrarsi ed a mantenere l’attenzione con un focus determinato per lungo tempo o quanto meno per il tempo necessario a finire di svolgere il compito o l’azione intrapresa. Tendono a mancare anche di senso dell’organizzazione che è una componente necessaria per realizzare uno scopo o portare a termine qualunque compito gli venga assegnato. In questo caso quando si parla di iperattività, il termine potrebbe essere fuorviante, perchè la reale definizione di attività non ha nulla a che vedere con un forte sub strato di irrequietezza e di incapacità di stare fermi o magari seduti ai banchi di scuola durante le ore di lezione, (altre caratteristiche che rientrano nella definizione di questo disturbo). Bensì per attività caratteriologica s’intende: “La disponibilità congenita dell’energia vitale ad entrare in azione per impulso endogeno e non per stimoli esterni o motivazioni secondarie come il guadagno, il successo, la gloria. Possono anche esistere stimoli e motivazioni derivate dall’ambiente, ma anche allora la vera attività è frutto di una maggiore o minore carica energetica e di movimenti endogeni ad agire, soprattutto del piacere di uscire da sé, muoversi ed intraprendere a vantaggio proprio e della collettività (la libido progressiva di Jung). La differenza tra il soggetto attivo e quello non attivo sta nel fatto che il primo, stando a Ribot, è una macchina solida, munita di forza viva e ancor più di energia potenziale che coinvolge l’intelligenza e la volontà. In lui le rappresentazioni si traducono in realtà perchè sente di possedere forza sufficiente per lottare contro gli ostacoli e vincere. Il suo è un intimo bisogno di spendere energie, realizzare e realizzarsi; la sua è un’azione complessa, persistente e costante: non si arrende, è indipendente e generalmente ottimista e fiducioso in se stesso. Il non-attivo preferisce lo status-quo e, se deve agire, farà ciò che è strettamente necessario o che solo lo interessa, con tendenza a rimandare le cose, perchè non ne prova il piacere e quasi l’urgenza. L’attività favorisce l’intraprendenza, l’ottimismo, la capacità di crearsi nuove forme di azione, di ba***re vie mai prima percorse, come anche favorisce la decisione, lo spirito di indipendenza e il senso pratico. L’attività sembra essere soprattutto indice di benessere e di sanità mentale. Ha scritto J. Rivère che, se è stato detto che l’ozio è il padre di tutti i vizi, va anche detto che la non attività è la madre di tutte le malattie mentali”. ( L’indagine Grafologica e il metodo Morettiano – Nazzareno Palaferri pag 543, 544)

Quindi sottolineo che l’istanza con la quale questo disturbo viene definito e cioè di iperattività non è corretto, perchè questi bambini non hanno le caratteristiche dei soggetti protesi all’iper finalizzazione delle tendenze, bensì il contrario: non portano a termine i loro compiti e non hanno potere di concentrazione e di organizzazione, tutte caratteristiche che invece appartengono ai soggetti attivi. Andrebbero invece definiti degli iper emotivi, con tendenza alla distrazione, ad un esagerato ed incontrollato bisogno di movimento, ad una eccessiva ricerca di stimoli sempre diversi e quindi appunto ad una irrequietezza che li porta alla perenne deconcentrazione ed astrazione. L’altra parola chiave che racchiude l’insieme dei sintomi di questa sindrome è: impulsività. La definizione più adatta per questa caratteristica è sicuramente quella di un’azione che manca di orientamento, di controllo, di fattività e che diviene invadenza, tale da tramutarsi in un elemento di disturbo per l’ambiente. L’energia vitale in questo caso subisce un impulso eccitatore a livello dei ritmi ed essendo quasi del tutto di natura inconscia, manca dell’ovvio intervento moderatore e orientativo da parte della Coscienza. Questa serie di comportamenti causano problemi significativi nella vita di relazione, in quella scolastica, nell’apprendimento e nel comportamento. Se ci soffermiamo ad analizzare i tratti di questa personalità disturbata, ci balzeranno agli occhi, immediatamente, dei tratti comuni con una costituzione che l’embriogenesi definisce Ectoblastica, cioè con prevalenza dello sviluppo del foglietto embriogenetico ectoblastico su gli altri due ( mesoblastico ed entoblastico), questo però non basta a porre le basi per una futura risoluzione del problema. Se così fosse dovremo attribuire alla genetica la piena responsabilità di questa patologia, mentre invece sappiamo bene che le cose sono assai più complesse, anche perchè la natura genotipica di ogni essere vivente si sviluppa sempre dopo l’imput fenotipico e non certo il contrario! Quindi l’insieme della comparsa di questa sintomatologia è più che altro da ricercarsi nell’ambiente nel quale vive il bambino e soprattutto negli imput ansiogeni ricevuti, i quali spesso trovano la radice già dai primi mesi di gravidanza, in fase cioè di gestazione. Considerato che il trattamento farmacologico al quale vengono sottoposti questi bambini è sempre a base di sostanze che eccitano nel cervello il rilascio e la produzione di dopamina, dovremmo soffermarci un attimo sul comprendere il ruolo che gioca questo neuro trasmettitore all’interno della nostra fisiologia. La dopammina sintetizzata nel citoplasma viene catturata e concentrata all’interno delle vescicole sinaptiche. L’immagazzinamento dentro queste vescicole ha lo scopo di proteggere la molecola dalla degradazione ad opera di alcuni enzimi rilasciati dal fegato e dalle piastrine (MAO-A e MAO-B), ed è indispensabile per il processo di liberazione del neurotrasmettitore nello spazio sinaptico da parte dell’impulso nervoso. All’arrivo di questo, le vescicole per effetto dell’onda di depolarizzazione, fondono la loro membrana con quella del neurone e si aprono, liberando il loro contenuto nello spazio sinaptico. La dopammina presiede allo svolgimento regolare di molte funzioni nel cervello, svolge un ruolo importante a livello del comportamento, della cognizione, del movimento volontario, del senso di motivazione e punizione, nell’ inibizione della produzione di prolattina (coinvolta nel meccanismo dell’allattamento materno e nella gratificazione sessuale ), nel ciclo del sonno, dell’umore, dell’attenzione e nel ritmo dell’apprendimento. Agisce sul sistema nervoso simpatico causando stati di eccitazione della muscolatura liscia, del battito cardiaco e l’innalzamento della pressione sanguigna. Gli studi sul cervello e quelli delle neuro scienze, hanno dimostrato che gli stimoli che coinvolgono lo stato inerente al meccanismo della motivazione e della ricompensa ( quali il sesso, il buon cibo e l’assunzione di acqua, oppure quelli di natura artificiale come le sostanze stupefacenti o più semplicemente quelli di natura elettrica, ma anche l’ascolto della musica e il praticare una forma d’arte congeniale e non per ultima, la pratica della meditazione), stimolano parallelamente il rilascio di dopammina.

Quanto sia importante ottimizzare la funzionalità di questo neuro trasmettitore endogeno, nei casi di disturbo da ADHD, sembra evidente. Quello che sembra un pò meno scontato è che bisognerebbe cambiare in todo l’ambiente nel quale vivono questi bambini, sia dal punto di vista degli stimoli, sia dal punto di vista alimentare. Vorrei ricordare che la dopamina gioca un ruolo di fondamentale importanza anche a livello intestinale; nello specifico si è visto che l’assunzione di alcuni farmaci contenenti una specifica molecola che serviva per la cura di gravi patologie cronico degenerative a carico di questo stesso organo, producevano dopo poco tempo dall’assunzione giornaliera del chimico, l’inizio di un’altra grave patologia cronico degenerativa a carico della zona dell’Ippocampo, con conseguente necrosi neuronale e inizio di Alzheimer. E’ quasi ovvio concludere come questi due organi siano strettamente interconnessi, considerando che quello che fa bene ad uno, fa bene anche all’altro. Memoria, emozioni, comportamento stato/dipendente, amigdala, ed intestino sono tutti amici che fanno parte dello stesso gruppo di gioco, lavorare su uno riequilibrandolo, aiuta direttamente ed indirettamente anche gli altri.

Nella Medicina Cinese il disturbo da deficit di attenzione e iperattività è senz’altro riconducibile ad uno squilibrio della milza. Nel Lingshu è detto: “La milza tesaurizza il proposito: il pensiero e le attività della coscienza dipendono dalla nutrizione che parte dalla milza – magazzino e granaio – dell’essere. Ognuno riceve ciò che lo nutre: la cerne riceve i nutrimenti e i succhi nutritivi; il cuore riceve i succhi che ricostituiscono il sangue e gli elementi del proposito che nutrono la sua attitudine ad applicarsi. Più profondamente i cinque Zang, perdendo la loro alimentazione, vanno incontro ad una incapacità da parte delle essenze di relizzare un’armoniosa sinergia: è la lotta per la porzione congrua disponibile, è l’indebolimento, il disordine: i cinque Zang non conoscono più la pace. La milza, piattaforma girevole, centro distributore, crea l’armonia grazie alla sua attitudine a ricevere, trasformare e adattare tutto. Così il sapore dolce è di collegamento con tutti i sapori. Se la milza emblema dell’elemento Terra, capace di accogliere tutto e utile per tutti, non funziona più correttamente, si ha il più assoluto disordine”. (Lingshu pag. 160) Quando lo Yi della milza non è più nella corretta posizione che gli spetta, il soggetto non riesce a concentrarsi, diventa disorganizzato ed incapace di apprendere le nozioni correttamente e soprattutto non apprende dalle proprie esperienze tendendo a ripetere sempre gli stessi errori. La disarmonia fisica ed emotiva, la rigidità mentale e l’incapacità di essere mutevoli e adattabili sono tutti squilibri della milza. Il bisogno eccessivo del sapore dolce, il consumo di cibo spazzatura, ogni forma di squilibrio alimentare dall’anoressia all’obesità, ci parlano di uno squilibrio della milza e del rapporto con la Madre Terra e col materno. Un drastico cambiamento nell’alimentazione dei bambini affetti da ADHA è quantomeno fondamentale se si considera che lo zucchero fino ad un certo livello ha un effetto sedativo, dopodiché diviene un eccitante!

L’alimentazione gioca un ruolo di primaria importanza e non solo in questa patologia ma in tutte; come l’aiuto con sostanze naturali quali gemmoderivati, fitocomplessi e oligoelementi e non per ultimo, l’aggiunta di stimoli esterni che armonizzino il cervello di questi bambini attraverso una rieducazione e la ricerca di eventi piacevoli e rilassanti! L’arte è una componente essenziale così come lo è la meditazione, che se iniziata molto presto in età infantile, non solo può migliorare le prestazioni di questi bambini e di tutti i bambini in generale, ma aiuta a moderare i comportamenti eccessivi e ad indirizzare verso la scoperta di quello che saranno le future passioni di uomini e donne che crescendo in maniera più consapevole, diverranno degli adulti felici e realizzati.

Si può iniziare fin da piccoli, ma con l'esempio dei genitori. Perché leggere deve trasformarsi in un piacere

Indirizzo

Piazza Garibaldi 13
Tolmezzo
33028

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 08:00 - 12:00
14:00 - 19:00
Mercoledì 08:00 - 12:00
14:00 - 19:00
Giovedì 08:00 - 12:00
14:00 - 21:00
Venerdì 08:00 - 12:00
14:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 12:00

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